L’Associazione festeggia 38 anni di attività – tra gli ultimi progetti il Centro Ascolto e lo Street Tutor
Mercoledì 29 Maggio alle ore 20:30, presso la sala teatro parrocchia Gradaro di via Gradaro in Mantova, serata di presentazione eventi anno 2024/2025 riservata ai soci e simpatizzanti.
Per l ‘occasione l’Associazione Comunali offrirà un gustoso risotto mantovano a tutti i presenti (previa prenotazione telefonica al 3356068289)
All’ incontro, molti gli argomenti che saranno trattati. Un ricco calendario di iniziative su temi importanti quali manifestazioni, eventi enogastronomici, corsi, attività in supporto al fabbisogno della persona, feste e intrattenimenti vari, convenzioni e molto altro ancora. Presente lo staff dell’Associazione tra cui il presidente Sergio Olivieri che farà gli onori di casa rendicontando le attività passate e future.
L’Associazione festeggia trentotto anni di attività. Molti gli obiettivi conseguiti e numerose le iniziative che hanno caratterizzato l’impegno dei vari volontari che si sono alternati dal lontano 1986. Si calcola siano stati registrati circa diecimila associati in questi trentotto anni di attività. Con l’introduzione del digitale, ovviamente, sono certamente mutate le modalità e modelli di partecipazione ma non per questo si è snaturato l’obiettivo finalizzato alla socializzazione, al fabbisogno della collettività e del singolo individuo nonostante le emergenze trascorse.
Tutte le attività si possono consultare sul sito web: www.associazionecomunali.it
LETTERA DI PRESENTAZIONE DEL PRESIDENTE SERGIO OLIVIERI
Molto spesso il volontariato è andato più veloce delle soluzioni politiche sul rispondere ai fabbisogni della collettività. Fare volontariato fa bene prima di tutto a chi lo fa corrispondendo positivamente al senso di appartenenza al territorio. Il volontariato non può scadere all’ assistenzialismo ma deve essere il garante di una prospettiva culturale ed etica lungimirante per una migliore qualità di vita. Assumere se necessario un atteggiamento di interlocuzione critica nei confronti delle istituzioni: non isolarsi da esse illudendosi di poterle supplire, ma stimolarle a funzionare al meglio. Il volontario non deve essere la stampella di ogni disagio socio-culturale, anzi!! E’ necessario che il volontariato si riscopra anche come soggetto di supporto alla collettività, non semplicemente filantropico, e soprattutto che non persegua la strada della dematerializzazione pensando che le parole siano sufficienti. Il dire deve sempre precedere il fare. La figura del volontario deve concretamente essere pluralista, non egemonizzata, autonoma, non collaterale, liberatoria, non semplicemente caritativa, ma protagonista. La prospettiva strategica politica del volontariato non può, quindi, prescindere dalla territorialità, che non è localismo, ma deve essere terreno di sostegno diretto e non terzista, pena il rischio di divenire pura espressione culturale ed egemonica con fine di garantire solo la propria esistenza.




