Torna il tradizionale appuntamento primaverile con l’arte contemporanea alle Grazie. Sino al 24 maggio è infatti in corso il Simposio Internazionale d’arte contemporanea accolto dalla Kunstkammer di Palazzo Sarto.

In conclusione, venerdì 24 maggio, alle 20:30, nella Rocca palatina di Gazoldo degli Ippoliti, sede dell’Associazione Postumia, è previsto il vernissage della mostra curata da Paola Artoni e Paolo Bertelli che proseguirà sino al 7 giugno.
Il tema sul quale hanno lavorato gli artisti invitati è “L’utopia della Repubblica dell’Ossola”. Come scrive il presidente Anpi Mantova Emanuele Bellintani, nel volume dedicato al simposio che sarà presentato nei prossimi mesi.
All’indomani dell’8 settembre 1944 “Le forze armate partigiane poterono proclamare la Val D’Ossola “territorio liberato” ed è in quella dichiarazione che, come un bocciolo, si schiuse la “sfida all’avvenire”, come la definì anni dopo Ferruccio Parri, Alla prova dei fatti ora c’era da amministrare un territorio vasto in piena guerra, abitato da ottantamila cittadini, organizzare una esperienza di potere popolare dopo vent’anni di regime corrotto e oppressivo. Nacque la giunta provvisoria per la città di Domodossola (capitale della neonata Repubblica) e dei territori circostanti, rappresentativa di tutte le forze politiche della Resistenza; si riorganizzarono partiti e organizzazioni democratiche come i sindacati dei lavoratori”.
Sul tema di questa Repubblica che è durata soltanto 40 giorni, dal 9 settembre al 23 ottobre 1944, ma che ha lasciato delle tracce indelebili nella Costituzione italiana, sono stati inviati a lavorare gli artisti Peter Assmann (Austria), la mantovana Elena Baboni, Marta Flisykowska (Polonia), Ferdinand Götz (Austria), Miguel Angel Herrero-Cortell (Spagna), Günther Lierschof (Austria/Germania), Qing Yue (Italia/Cina).
Durante il vernissage di venerdì è previsto il talk con gli artisti e le letture con la voce di Rachele Bertelli. Saranno inoltre proiettate le immagini del backstage del simposio realizzate dalla fotografa Marina Tomasi.


