CERAMICA, ALCHIMIA DELLA MATERIA – 21,22,23 GIUGNO MONTELUPO FIORENTINO

Tre giorni di mostre, eventi, mostra mercato, residenze, laboratori nel distretto della ceramica

Orciolo con raffigurazione di San Giorgio. Decoro a “palmetta persiana”, 1550-1570. Montelupo Fiorentino, Museo della ceramica

Giunta alla trentunesima edizione, la manifestazione Cèramica 2024 torna il 21, 22 e 23 giugno a Montelupo Fiorentino con un fitto programma di mostre, installazioni site specific, eventi, residenze e scambi internazionali, workshop e laboratori, botteghe aperte, attività performative.

Il tema di quest’anno è anche il pretesto per riflettere in chiave contemporanea sul tema dell’alchimia, tanto da diventare il filo conduttore dell’edizione 2024 di Cèramica: “Alchimia della Materia”.

Per tre giorni Montelupo si trasforma in un cantiere creativo, che attraversa le arterie della città per evidenziare i luoghi della produzione, per far incontrare le persone in laboratori che stimolino la creatività e un utilizzo intelligente e nuovo degli spazi urbani.

Con una storia lunga più di otto secoli che ha reso la ceramica di Montelupo celebre nel mondo, la manifattura di Montelupo continua a caratterizzare la vita della comunità. Durante i tre giorni della manifestazione, il pubblico sia di addetti ai lavori che generalista ha modo di vivere uno spaccato del meglio dell’espressività ceramica, che caratterizza Montelupo come un distretto ceramica d’eccellenza a livello nazionale e internazionale.

Di seguito segnaliamo le mostre e gli eventi più significativi dislocati in tutti i centri nevralgici del sistema Montelupo: il Museo della Ceramica, che ospita percorso museale, importanti mostre e collezioni; il Palazzo Podestarile con mostre temporanee e depositi; la Fornace del Museo sede di didattica, workshop, residenze d’artista; le Botteghe e gli studi d’artista che contano circa 40 luoghi di produzione; il Museo Archivio Bitossi, noto museo d’impresa; l’Atelier Marco Bagnoli, sede del suo studio e delle sue collezioni; il Percorso di arte urbana site specific con opere in ceramica contemporanea e collezioni contemporanee; la Scuola di Ceramica con il Centro Ceramico Sperimentale per la formazione specialistica; il Museo e i siti archeologici; infine i Percorsi di ricerca artistica per gli scambi internazionali di residenza.

Le mostre

Terre di Spezierie: Ceramiche di Montelupo per Santa Maria Nuova e le farmacie storiche della Toscana

A cura di Lorenza Camin e Alessio Ferrari al Museo della Ceramica

Il ruolo della manifattura di Montelupo Fiorentino per le spezierie ospedaliere, private e conventuali della Toscana è restituito attraverso un’importante mostra diffusa che interessa svariati centri espositivi: il Museo della Ceramica di Montelupo Fiorentino, l’Ospedale Santa Maria Nuova, il Museo Galileo, il Museo di San Marco, l’Officina di Santa Maria Novella, l’Antica Spezieria Servitori di Figline Valdarno (Firenze), l’Aboca Museum a Sansepolcro (Arezzo) e la Spezieria di Santa Fina, Museo Civico di San Gimignano (Siena).

La mostra presenta ceramiche che testimoniano il lungo rapporto tra le manifatture di Montelupo e le farmacie della Toscana. Fin dal Quattrocento, i maestri vasai di Montelupo fornivano recipienti per spezierie ospedaliere, conventuali e private e i frammenti di questi recipienti, trovati negli scavi delle fornaci, dimostrano l’importanza di Montelupo in questo settore. I contenitori, decorati come le maioliche da tavola, garantivano infatti una buona conservazione dei medicamenti ed erano facili da pulire. I documenti storici, come il Ricettario fiorentino del 1499, consigliavano di usare vasi di terracotta invetriata per la conservazione di preparati e anche i registri di spese ospedaliere indicano la presenza di vasai montelupini. La diffusione di queste ceramiche nelle collezioni museali e private, sia in Italia che all’estero, conferma l’importanza degli ordini ricevuti da Montelupo tra il XV e il XVII secolo.

La mostra va avanti fino al 6 gennaio 2025.

SPICE, Alchimie in ceramica

A cura di Benedetta Falteri al Palazzo Podestarile

I ceramisti di Montelupo reinterpretano il ruolo storico della ceramica locale nelle farmacie toscane affrontato nella mostra Terre di Spezierie: le ceramiche di Montelupo per Santa Maria Nuova e le farmacie storiche della Toscana attraverso sculture, installazioni, workshop e performance.

La ceramica non è solo il contenitore perfetto per unguenti medicamenti, profumi e spezie, ma anche di valori immateriali e simbolici come la cura, la bellezza, l’armonia e il benessere. Forme e decorazioni, estremamente curate, che accompagnano gesti e conservano sostanze ed essenze. Un uso della ceramica non domestico, ma sempre legato alla sfera quotidiana della vita, e che evidenzia contenuto e contenitore, stile e bellezza, funzionalità e resistenza dei materiali, aprendo una riflessione sulla restituzione, nella contemporaneità, dei numerosi concetti che possono esservi applicati, e che abbiamo voluto riassumere nel concetto di alchimia. Sono allestiti i lavori di Ivana Antonini, Giulia Alba Chiara Bono, Stefano Bartoloni, Patrizio Bartoloni, Giulia Cantarutti, Shilha Cintelli, Carlotta Fantozzi, Karin Putsch Grassi, Andrea Susanne Heinisch, Marzia Pallanti, Sergio Pilastri, Paola Staccioli, Beatriz Irene Scotti e Paola Ramondini, Eugenio Taccini, Serena Tani e Marco Ulivieri.

La mostra proseguirà nel periodo estivo.

Cantieri Montelupo, arte contemporanea ceramica e relazione

A cura di Christian Caliandro, alla Galleria di via XX Settembre e sul muro di argine del fiume Pesa

Anna Capolupo, Afonia, 2024, foto di Mario Lensi

La mostra presenta le opere della terza edizione di Cantieri Montelupo, il programma di residenze d’artista curato da Christian Caliandro, che quest’anno ha coinvolto gli artisti Anna Capolupo, Maria Palmieri, Roxy in the Box, Alessandro Scarabello, insieme ai ceramisti Ceramiche d’Arte Ammannati, Patrizio Bartoloni, Ivana Antonini (con la collaborazione di Marco Ulivieri) e Stefano Bartoloni.

La mostra Cantieri Montelupo rappresenta il momento conclusivo di un percorso di residenze d’artista iniziato a giugno 2023 e recentemente concluso, che ha dato vita allo sviluppo di percorsi di ricerca tra arte visiva e ceramica e alla realizzazione di due opere site specific realizzate attraverso il coinvolgimento attivo dei ceramisti del territorio e dell’intera comunità di Montelupo Fiorentino, in mostra negli spazi della Galleria di via XX settembre e installlate in maniera permanente lungo il muro di argine del Fiume Pesa. Il progetto mira a promuovere il dialogo tra il museo, la produzione di ceramica e la comunità, utilizzando il linguaggio dell’arte contemporanea e con una sola regola: vengono invitati artisti senza alcuna esperienza pregressa con la ceramica, e che anzi provengono dai linguaggi apparentemente più distanti da essa, in modo da attivare meccanismi spontanei liberi da condizionamenti pregressi.

Ceramica futura

Centro ceramico sperimentale

Ceramica Futura è un laboratorio all’avanguardia dove la tradizione ceramica si unisce alle tecnologie avanzate, come la stampa 3D, per esplorare nuovi orizzonti artistici e produttivi. Con la partecipazione di professionisti e istruttori della Scuola di Ceramica, vengono presentati processi che integrano la modellazione digitale con la stampa 3D, con l’obiettivo di innovare e sviluppare nuove tecniche produttive del settore.

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Installazioni e opere sitespecific

Nasce un fiore di ceramica! Ugo La Pietra

Piazza Vittorio Veneto

Ugo La Pietra, Nasce un fiore di ceramica!, disegno preparatorio

L’inaugurazione della nuova opera Nasce un fiore di ceramica! realizzata dai ceramisti di Montelupo su progetto dell’artista Ugo La Pietra, tra i più autorevoli artisti del panorama italiano e internazionale, arricchisce il percorso di opere site-specific che si compone già di

13 installazioni realizzate da Ugo la Pietra, Lucio Perone, Gianni Asdrubali, Hidetoshi Nagasawa, Loris Cecchini, Bertozzi & Casoni, Fabrizio Plessi, Andrea Salvatori, Luce Raggi, Mario Trimarchi, Antonio Aricò, Marco Bagnoli.

La prima opera di La Pietra, dal titolo “Segnali, la tradizione rinnovata” e installata nella piazza nel 2016, è stata vandalizzata pesantemente nel 2021 ed poi integralmente restaurata.

Il nuovo intervento si orienta sulla caratterizzazione delle mura di accesso e della scalinata di Piazza Vittorio Veneto. Nel formulare il progetto, Ugo La Pietra si è rifatto ai motivi tradizionali della ceramica di Montelupo. La scala riprodurrà, in forma crescente, un fiore che sboccia ad ogni gradino, utilizzando la policromia tradizionale della ceramica di Montelupo con un motivo che riprende l’elaborazione dei motivi vegetali contenuti

nelle collezioni storiche del museo, ma anche le successive elaborazioni delle produzioni del ‘900. I pannelli laterali, invece, costituiscono una elaborazione artistica delle forme contenute nel repertorio tradizionale della ceramica di Montelupo (vasi, contenitori, forme aperte). Le scelte cromatiche sono relative al dialogo con l’opera che si trova sulla piazza, e con i colori fondamentali della ceramica di Montelupo.

Installazioni site specific del progetto Cantiere Montelupo installate lungo il muro di argine del Fiume Pesa

Muro di argine Fiume Pesa

Durante le residenze artistiche dei Cantieri Montelupo recentemente concluse, Anna Capolupo e Alessandro Scarabello, due tra i migliori pittori italiani della loro generazione, hanno affrontato la realizzazione di grandi pannelli in gres porcellanato che sono stati installati sul muro di argine della Pesa.

Rapacissime Anna Capolupo

“Una natura morta con arpia” di tre metri per tre in cui Anna Capolupo, con la pittura ricca e densa che caratterizza la sua originale produzione, ha rielaborato una delle figure più famose della tradizione ceramica montelupina.

Opera Nigra Alessandro Scarabello

Trittico in bianco e nero di tre metri per sette, con un animale in spazi metafisici dipinto da Alessandro Scarabello con il suo inconfondibile stile gestuale.

Mostra mercato della ceramica

Nel corso dei tre giorni della manifestazione si terrà la consueta mostra mercato della ceramica con espositori provenienti da tutta Italia e dall’esterno, che per questa edizione ha registrato un numero importantissimo di adesioni. Una fotografia del panorama artigianale e artistico contemporaneo italiano e internazionale che ospiterà anche ceramisti delle città gemellate con Montelupo Fiorentino e dalle città della rete AICC, con la collaborazione dell’Associazione Strada della Ceramica di Montelupo Fiorentino, di CNA e dell’Unione delle Fornaci della terracotta di Samminiatello.

Laboratori e dimostrazioni La magia della terracotta

Piazza della Libertà

I maestri dell’Unione delle Fornaci della Terracotta, noti per l’abilità con cui realizzano grandi orci, ma anche piccoli manufatti, faranno delle dimostrazioni di foggiatura a tornio e decorazione.

La bottega della ceramica

Corso Garibaldi

I maestri ceramisti di Montelupo, con gli ospiti che arrivano delle città della ceramica italiane, offrono dimostrazioni delle varie tecniche di lavorazione in uno spazio che ricrea le atmosfere della bottega. Tra le postazioni di lavorazione saranno allestiti anche i lavori delle manifatture e degli artisti della Strada della Ceramica di Montelupo Fiorentino, che spaziano dal repertorio della ceramica tradizionale, al design, alle tecniche raku, alla scultura artistica contemporanea.

Cèramica dei bambini

Giardino del Palazzo Podestarile e centro storico

Nel corso dei tre giorni saranno proposti laboratori e attività specifiche rivolte ai bambini e ragazzi. Workshop artistici di manipolazione, scultura e decorazione che si terranno nei pomeriggi della manifestazione nel giardino del Palazzo Podestarile, oltre che spettacoli e animazione diffusa.

Cèramica 2024 è una manifestazione organizzata dal Comune di Montelupo Fiorentino con la direzione artistica della Fondazione Museo Montelupo Onlus, in collaborazione con l’associazione Strada della Ceramica di Montelupo.

Informazioni 21-22-23 giugno, ingresso gratuito | Venerdì 21 giugno 17.00 – 24.00 | Sabato e domenica 22-23 giugno 10.00 – 13.00 e 17.00 – 24.00

www.montelupoeventi.it

www.musemontelupo.it

IG @montelupo_ceramic

FB @CeramicaMontelupo

Il distretto ceramico di Montelupo

Una storia che continua dal 1200 a oggi

La ceramica ha sempre caratterizzato la vita di questo borgo che sorge nelle immediate vicinanze di Firenze.

La ricchezza di legname e la presenza di due corsi d’acqua hanno favorito lo sviluppo di questa lavorazione sin da epoche molto antiche.

Dalla seconda metà del XIII secolo a Montelupo si comincia a produrre la maiolica arcaica, ma è fra il 1450 e il 1530 che questa città conosce il suo periodo di massimo splendore.

Lo sviluppo produttivo e tecnologico attira nel corso del XV secolo importanti committenze: molte famiglie nobiliari fiorentine (Medici, Strozzi, Machiavelli, Canigiani, Frescobaldi, Pucci, etc.) indirizzano le loro commesse verso le fornaci locali o ricevono in dono maioliche di Montelupo.

Proprio a Montelupo verso gli anni ‘80 del Quattrocento si sviluppano ed elaborano i decori del Rinascimento.

La maiolica di Montelupo raggiunge allora la sua massima espansione commerciale, diffondendosi ampiamente sia nel bacino del Mediterraneo (Grecia, Egitto, Marocco, Spagna e Francia), sia lungo le rotte mercantili atlantiche (Inghilterra meridionale, Olanda) che in paesi oltre oceano (ceramiche di Montelupo sono state trovate a Cuba ed in Virginia).

Nel 1600 inizia un lento declino della produzione ceramica che tuttavia rimane attiva a Montelupo ed è caratterizzata in questo periodo dal tipico decoro degli “Arlecchini”.

Nel 1911 inizia una nuova primavera per il distretto con uno sviluppo importante nel dopoguerra; Bitossi, Fanciullacci e Mancioli sono le aziende più importanti i cui prodotti sono esportati in tutto il mondo.

Nel 1946 Aldo Londi fa il suo ingresso alla manifattura Cav. G. Bitossi & Figli, un felice sodalizio che lo vedrà protagonista per più di cinquant’anni, prima come direttore artistico, poi come instancabile collaboratore.

Nel 1955 il celebre architetto e designer Ettore Sottsass collabora con le Ceramiche Bitossi.

Numerose le aziende ceramiche attive sul territorio fino alla fine del secolo scorso. Lentamente la crisi ha ridimensionato il comparto che comunque ancora oggi rimane attivo e vivace.

La storia della ceramica di Montelupo, come oggi la conosciamo, grazie agli anni di ricerche archeologiche e studi del Gruppo Archeologico di Montelupo e di Fausto Berti, già direttore del Museo Montelupo, deve gran parte della sua riscoperta, e della sua riscrittura, alla scoperta, fortuita, avvenuta nel 1973, del Pozzo dei Lavatoi, un pozzo antico utilizzato come discarica dalle fornaci medievali e rinascimentali attive nell’area del nucleo più antico della città, in prossimità del Castello, che si è rivelato essere una fonte eccezionale di reperti, e il cui studio, durato più di 30 anni, ha riportato alla luce una storia che era rimasta letteralmente sepolta per secoli.

Il distretto ceramico oggi

Oggi il distretto ceramico di Montelupo è composto da aziende di piccole dimensioni o familiari, fatta eccezione per alcuni casi.

Il distretto ceramico di Montelupo va ben oltre i confini comunali e interessa anche le aree limitrofe, in particolare Empoli, Lastra a Signa, Montespertoli, Capraia e Limite e conta 74 aziende per un totale di 186 addetti.

Un aspetto interessante che si registra negli ultimi anni è l’incremento dell’export.

Stando ai dati della Camera di Commercio, se si compara il volume di affari del 2020 a quello del 2022 si osserva che i mercati maggiormente interessati sono quelli di Usa, Francia, Inghilterra, Giappone, con il potenziamento dell’export in Turchia.

A titolo esemplificativo riportiamo alcuni dati salienti.

L’export in Usa nel 2020 ammontava a poco più di 86.000 € e nel 2022 è salito a 140.00 €; per quanto riguarda il Regno Unito l’incremento di fatturato è salito da 451.000 € a 681.00 € e nei mercati turchi il fatturato raddoppia passando da 42.000 € del 2020 agli 86.000 € del 2022.

In generale, come fanno presente gli operatori del settore, è cambiato l’approccio da parte dei committenti, che sviluppano assieme ai ceramisti vere e proprie linee di prodotto da posizionare sul mercato in maniera differenziata. Si progettano collezioni un po’ come accade nel mondo della moda e dei beni di lusso.

Un risultato certamente dovuto alla capacità imprenditoriale delle aziende, ma anche alla tendenza a fare sistema al fine di promuovere il territorio e l’indotto ceramico.

Ben oltre la metà delle aziende del territorio fanno parte dell’Associazione Strada della ceramica che assieme all’Amministrazione comunale e alla Fondazione Museo Montelupo hanno sviluppato progetti culturali, artistici e di scambio che hanno portato a Montelupo importanti nomi dell’arte contemporanea e del design.

I luoghi

Il Museo della Ceramica

Il Museo della Ceramica ospita la collezione di maggiore spicco del sistema Museo Montelupo che comprende anche la Fornace del Museo, il Museo archeologico, l’area archeologica della Villa del Virginio, gli spazi espositivi del Palazzo podestarile e le opere d’arte contemporanea diffuse sul territorio urbano. Il Museo della Ceramica racconta la plurisecolare storia della ceramica di Montelupo, rinomato centro di “fabbrica di Firenze”.

Le maioliche esposte, databili dal XIII al XVIII secolo, accompagnano il visitatore in un viaggio nel tempo e nella materia, alla scoperta del ciclo di produzione e della funzione d’uso di questi manufatti, protagonisti indiscussi con i loro inconfondibili colori e decori delle tavole di nobili famiglie fiorentine, delle mense di istituti religiosi e delle più antiche spezierie ospedaliere della Toscana. L’identità del Museo della Ceramica è fortemente segnata dallo scavo archeologico del Pozzo dei Lavatoi, grazie al quale è stato possibile ricostruire la storia di Montelupo e della sua produzione ceramica.

Il percorso di visita, organizzato su due piani, narra questa storia e propone, attraverso le forme, i colori e le raffigurazioni degli oggetti esposti un excursus su tutta l’abilità e la creatività dei vasai montelupini. Capolavoro assoluto è il famoso bacile detto “Rosso di Montelupo” nella sala omonima del Museo.

Nelle sale sono presenti installazioni interattive appositamente pensate per i bambini che possono imparare toccando e sperimentando. Il museo è accessibile anche alle persone cieche e ipovedenti, grazie a ricostruzioni di oggetti, mattonelle tattili che evidenziano le decorazioni più caratteristiche e didascalie in Braille.

Parte integrante della visita è la Fornace del Museo, lo spazio di una bottega ceramica preindustriale, che è stata attiva dalla fine del 1800 per tutto il secolo scorso, allestita con strumenti multimediali che consentono di immergersi nelle atmosfere degli ambienti di lavoro tradizionali e dove si svolgono laboratori, eventi e le attività didattiche del Museo. Montelupo Fiorentino non ha mai abbandonato la propria vocazione ceramica e continua ad alimentare la propria tradizione attraverso le botteghe, le aziende, i musei di impresa e gli studi artistici presenti sul territorio.

L’archivio museo Bitossi

Nel 2021, in occasione del centenario della fondazione della manifattura Bitossi, l’archivio d’impresa si rinnova attraverso la sua musealizzazione e viene presentato al pubblico nel nuovo spazio espositivo che si estende per oltre 2.000 metri quadri nella storica sede dell’azienda a Montelupo Fiorentino.

Le ceramiche tornano all’interno dello spazio industriale dove sono state progettate e prodotte. La narrazione si contestualizza in un ambiente in grado di generare più livelli di lettura. Protagonista dell’allestimento è l’intero archivio storico –costituito dal fondo ceramico di circa sette mila pezzi; da una selezione di modelli e forme in gesso; dagli strumenti di lavoro; da un ricco fondo cartaceo di disegni, progetti, quaderni di lavoro e altri documenti relativi alla progettazione e alla commercializzazione, una sorgente per la libera fruizione di professionisti e pubblico.

BITOSSI_ARCHIVIOSTORICO_FONDAZIONEVITTORIANOBITOSSI_©DelfinoSistoLegnani_©AgneseBedini

La galleria del repertorio produttivo, ordinata per cronologia e tipologia, si declina dalle quinte affollate e compatte dirada verso lo spettatore, si allarga tra isole installative, per poi espandersi nell’intenso gioco di rimandi tra materiali e informazioni illustrati nella “quadreria”. Il museo dell’Archivio Bitossi è il risultato di una speciale sinergia tra regia museagrafica e curatoriale, tra design espositivo e specializzazione affidato all’architetto Luca Cipelletti dello studio AR.CH.it di Milano, a Porzia Bergamasco e a Marina Vignozzi Paszkowski.

Il Centro Ceramico Sperimentale e la Scuola della Ceramica

Il Centro Ceramico Sperimentale del Saper Fare e per l’Innovazione Tecnica (CCS) nasce nell’agosto del 2016 dalla collaborazione del Comune di Montelupo Fiorentino e Colorobbia

S.p.a. Il principale scopo di questo progetto è quello di creare uno spazio culturale per far conoscere, capire, imparare, catalogare e infine trasmettere il sapere tecnico della ceramica artigianale.

Partendo dalla specificità del settore ceramico e rivolgendosi a vari settori manifatturieri ad alto contenuto artigianale, si pone l’obiettivo di diventare un centro specializzato in formazione complementare e integrativa di altri percorsi formativi: un vero e proprio campus formativo di dimensione metropolitana.

La Nuova Scuola di Ceramica e delle Arti Applicate è parte sostanziale del Centro Ceramico Sperimentale e nasce con l’intento di educare nuovi professionisti nel settore ceramico e in quello artigianale.

Una vera e propria scuola che si propone di diventare un luogo in cui tradizione e innovazione si fondono, dando vita ed espressione alla creatività e all’estro di tutti gli allievi per mezzo di un’approfondita conoscenza tecnica e tecnologica.

Le residenze d’artista e gli scambi internazionali

Marco Bagnoli. Settantaduenomi (Italian Garden), parco della villa medicea dell’Ambrogiana, Montelupo Fiorentino. Ph Ela Bialkowska OKNO Studio

La Fondazione si occupa della valorizzazione della tradizione manifatturiera ceramica di alta qualità attraverso la facilitazione di collaborazioni virtuose tra aziende, soggetti pubblici, università, artisti, designer e diverse professionalità, con l’obiettivo di valorizzare la capacità produttiva del territorio e favorire nel tempo lo sviluppo di un’eredità formale e culturale all’interno delle botteghe ceramiche, nonché di accreditare il centro di produzione montelupino come luogo di produzione dell’arte contemporanea e dell’innovazione di prodotto, anche in collaborazione con il Centro Ceramico Sperimentale di Montelupo (Scuola della Ceramica).

In questa ottica ha sviluppato a Montelupo Fiorentino il format dei Cantieri d’arte, durante i quali si sonosvolte le residenze d’artista presso alcune manifatture ceramiche di Montelupo Fiorentino, ideate insiemeai direttori artistici che si alternano nella curatela (Marco Tonelli, Matteo Zauli, Silvana Annicchiarico, Christian Caliandro), che coinvolgono anche studenti delle Accademie d’Arte della Toscana, associandoallo sviluppo del progetto artistico anche un momento di alta formazione.

Tra gli esiti formali dei Cantieri, oltre alle numerose mostre e pubblicazioni, anche il primo nucleo del Parco urbano di arte contemporanea Materia Prima e la costituzione di una collezione contemporanea del Museo della Ceramica. Tra gli esiti immateriali, un effettivo interesse, sviluppatosi anche al di fuori dei percorsi progettuali tracciati dal museo, che si è sostanziato in contatti, commissioni e collaborazioni richieste da artisti, gallerie e in generale del mercato dell’arte verso la produzione ceramica di Montelupo.

Compongono la collezione contemporanea di Montelupo, tutta prodotta sul territorio, opere di Ugo la Pietra, Lucio Perone, Gianni Asdrubali, Hidetoshi Nagasawa, Loris Cecchini, Bertozzi & Casoni, Fabrizio Plessi, Lorenza Boisi, Chiara Camoni, Maddalena Casadei, Ludovica Gioscia, Michele Guido, Alessandro Roma, Andrea Sala, Francesco Simeti, Nicola Toffolini, Andrea Salvatori, Luce Raggi, Reverie, Claudia Losi, Sabrina Mezzaqui, David Casini, Matteo Cibic, Marco Ulivieri, Mario Trimarchi, Antonio Aricò, Stefano Binfarè, Valerio Sommella, Duccio Maria Gambi, Lorenzo Damiani, Maurizio Galante e Tal Lacman, Laura Cionci, Emanuela Barilozzi Caruso, Marco Raparelli, Serena Fineschi, Eloisa Gobbo, Elena Bellantoni, Elisa Merra, Marco Bagnoli.

Restano patrimonio del museo e della città opere degli artisti e opere prodotte da artista e artigiano, aformare una collezione in crescita in grado di documentare al meglio l’attualità della ceramicacontemporanea a Montelupo.

Negli anni il Museo ha inoltre aderito a programmi di scambio internazionale tra artisti e ceramistieuropei ed extraeuropei.

Una vista a Montelupo Fiorentino permette di abbinare esperienze diverse.

  • Scoprire di un borgo di origini medioevali
  • Visitare un museo che conserva opere uniche in Italia e che grazie a percorsi didattici, laboratori, attività di manipolazione permette a persone di tutte le fasce d’età di scoprire la ceramica.
  • Sperimentare la lavorazione della ceramica grazie alle attività proposte dai laboratori e dalla scuola della ceramica
  • Acquistare direttamente dagli artigiani aderenti alla Strada della ceramica
  • Partire da Montelupo per un viaggio in Toscana sulle rotte della ceramica. La cittadina è collegata benissimo con le principali città, che ospitano esempi della produzione montelupina, come il Museo di San Marco a Pisa, o Palazzo Pitti a Firenze.

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