BEDUSCHI: «AZIONI DRASTICHE MA NECESSARIE»
Un’ordinanza nazionale, a firma del commissario straordinario Giovanni Filippini, che darà il via a una serie di stringenti misure di prevenzione e di innalzamento dei livelli di biosicurezza, non solo nelle province incluse nelle zone di restrizione, ma anche in tutto il territorio regionale di Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna.
Questa la novità più importante emersa dal webinar straordinario organizzato da Confagricoltura Mantova, alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi, e dei presidenti delle federazioni di prodotto suini di Confagricoltura, Rudy Milani, e Confagricoltura Mantova, Ferdinando Zampolli.
«Pavia e Lodi hanno già subito un importante trattamento di depopolamento – spiega l’assessore Beduschi – che di certo avrà ripercussioni serie sulle aziende, togliendo lavoro a loro e alla filiera. Sarà nostro compito garantire moratoria e sospensione dei pagamenti per mutui e altre scadenze. In questi mesi sono già stati spesi 30 milioni di euro di ristori diretti, per non parlare di quelli indiretti, che sono ancora più alti. Gli allevamenti devono diventare dei veri e propri fortini, non possiamo più permetterci errori».
Beduschi chiarisce che «Regione Lombardia ha agito con serietà, mettendo in campo meccanismi di controllo rigidi e iniziando un contenimento importante dei cinghiali. In un anno e mezzo ne abbiamo rimossi quasi 50.000, esempio purtroppo non sempre seguito in modo omogeneo».
Quanto è lontana la Psa dalla Provincia di Mantova dunque? A dirlo è Rudy Milani, presidente della Fnp suini di Confagricoltura: «I due cinghiali positivi più vicini rinvenuti sono quelli di Podenzano (Pc) e Borgo Val di Taro (Pr), rispettivamente a 58 e 42 chilometri dai confini provinciali mantovani. Non siamo così lontani dunque, il virus corre verso gli allevamenti. La situazione è drammatica, e ci porta ad avere zone di protezione e sorveglianza, all’interno delle quali le aziende vendono sottocosto i propri capi, rimettendoci».
«In Lombardia oggi – prosegue Milani – sono 620.000 gli animali in zona di restrizione, tra 180.000 e 200.000 quelli nella sola Zona 3. Il 55% delle aziende suinicole di Confagricoltura Pavia attualmente ha i capannoni vuoti. Ecco perché servono indennizzi immediati e seri, oltre a un contenimento ancora più radicale della fauna selvatica. Non posso pensare che una filiera di tale portata, che smuove svariati miliardi di euro ogni anno, venga compromessa irrimediabilmente».
