La Resistenza a Gazoldo: il gesto di un giovane gazoldese diventato medico condotto

Il gesto di un giovane gazoldese di allora (poi diventato medico condotto a Castiglione delle Stiviere) ci fa rileggere con più forza ed attenzione la vicenda dell’Aldriga nonché il contesto ed i significati della Resistenza a Gazoldo. Questo impegno di approfondimento delle vicende storiche di un piccolo paese sarà il nostro motivo conduttore per questa e le prossime settimane. Nanni Rossi

Continuano gli appuntamenti con la cultura, con l’arte, con la musica e molto altro, ideati e coordinati dall’esperto, appassionato e infaticabile direttore artistico, Nanni Rossi, alla Postumia di Gazoldo degli Ippoliti, domenica 8 settembre a partire dalle ore 17:00.

all’Aldriga pochi giorni dopo l’eccidio nazista, di notte, mio fratello Tullio era andato
sul luogo della fucilazione e vi aveva lasciato un biglietto che aveva scritto d’impeto,
con grande fierezza. Il biglietto diceva

                                                            Vidi la tomba e la gloria
                                                            Essi parlano più santamente dei vivi
                                                            Testimoni della barbarie tedesca

Il contadino, giorni dopo, trovò il biglietto, lo custodì e lo portò al suo Sindaco a
guerra finita. Le ultime due righe di questo testo sono ora incise nel cippo dedicato
anni dopo, sulla Padana Inferiore, ai giovani fucilati.

Da “Anni di formazione” di Italo Portioli in <Gazoldo moderna e contemporanea>, edizioni Postumia 2008

I martiri dell’Aldriga

 Storia e memorie di un eccidio nazista

di Carlo BENFATTI

dialoga con l’autore Nanni Rossi – commento musicale e storico-letterario de’ I PIÖČČ (Piccola Orchestrina Cantastorie Castellani) con Nicola ARMANINI e Gian AGAZZI

Il pomeriggio prosegue con

<LE INFINITE STRADE DELLA VESPAPiccole ruote per andare lontano >

di Lorenzo FRANCHINI

Ma non finisce qui: “Torna a “Postumia” un grande amico vespista, – afferma Nanni Rossi – esemplare testimone del nostro motto “oltre le frontiere verso nuovi confini”. L’altra volta ci raccontò della sua traversata in vespa da Buenos Aires sino alla Terra del Fuoco. Stavolta sarà il suo un florilegio tra i protagonisti del vespismo nel mondo, giù giù sino all’intimità della favola familiare. Dialogherà con lui Alfonso VIVALDINI con il patrocinio del “VESPA CLUB D’ITALIA

e per concludere in bellezza… Momento di convivialità nel Cantinone della Rocca

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