Festival Matildico: Celebrazione di San Simeone 2024
SAN BENEDETTO PO (MN) – Al via il III Festival Matildico Internazionale, che di terrà da venerdì 20 a domenica 22 settembre prossimi nella splendida cornice del Polirone a San Benedetto Po, sul tema: I SANTI DEI CANOSSA. NEL MILLENARIO DELLA CANONIZZAZIONE DI SAN SIMEONE ARMENO (1024-2024).
Paolo Golinelli presidente AMI-MIA – “Bello sarà reimmergerci in atmosfere d’altri tempi, con gli artigiani di Matilde, le bimbe della Maypole dance, e gli sbandieratori di Monticelli. Per chi è interessato anche la Missa sancti Simeonis, da antichi codici polironiani”.
RIEVOCAZIONE STORICA
Sabato 21 settembre 2024, ore 20.30 S. Benedetto Po (Mn), Piazza Teofifilo Folengo
Simeone. Un santo a Polirone da mille anni (1024-2024) a cura della Parrocchia di San Benedetto Po e della Associazione Amici della Basilica
L’azione ci riporta al 1024, quando il marchese Bonifacio di Canossa con l’intermediazione dell’abate di Polirone, chiede ed ottiene dal papa il riconoscimento della santità del pellegrino armeno Simeone, giunto presso l’abbazia nel 1012 e qui morto nel 1016.
Le quattro scene del racconto sono ambientate nei luoghi più suggestivi del Complesso polironiano: prima il balcone del Palazzo degli Abati, poi lo scalone monumentale del Barberini nel Chiostro dei Secolari, quindi il Chiostro di San Simeone, infine la basilica abbaziale con la cappella del santo.
Accanto ai personaggi principali, l’abate Venerando, il marchese Bonifacio, il papa Benedetto VIII, il monaco narratore, partecipano alla realizzazione della rievocazione numerosi volontari, come il gruppo di figuranti “Amici del Museo Gorni” di Nuvolato, che sfilano insieme al gruppo di sambenedettini in costume d’epoca.
Il testo, ricavato dai documenti originali, è stato preparato da don Albino Menegozzo e Oriana Caleffi. L’impianto sonoro è curato da Zero Beat.
I SANTI DI CANOSSA
I Canossa, signori di Mantova, Reggio e
Modena, e marchesi di Toscana, negli oltre
150 anni del loro dominio (951-1115) furono
in contatto con molte figure di santi del loro
tempo.
Il capostipite Adalberto Atto protesse Adelaide
di Borgogna e si procurò la testa e un braccio
di sant’Apollonio, vescovo di Brescia, per
la chiesa di Canossa; Bonifacio promosse la
canonizzazione di san Simeone nel 1024.
Sono documentate relazioni di Beatrice di
Lorena con san Pier Damiani e san Giovanni
Gualberto, oltre che con Gregorio VII, col
quale ebbe una speciale relazione Matilde di
Canossa, che ospitò e favorì i sostenitori della
Riforma, da Anselmo da Lucca, patrono di
Mantova, ad Anselmo d’Aosta (arcivescovo di
Canterbury).
La mostra illustra con 30 pannelli e una
decina di bacheche i personaggi, aprendo un
orizzonte sulla mentalità di mille anni fa.
VI Convegno dell’Associazione
Matildica Internazionale
Col patrocinio dell’Associazione Italiana per lo Studio
della Santità, dei Culti e dell’Agiografia (AISSCA)
S. Benedetto Po (Mn), Chiostro di San Simeone,
Sala delle colonne, 21 settembre 2024
Ore 9.00: Iscrizione , Seduta antimeridiana. Presiede il prof. Paolo
Bertelli (Università di Mantova)
Saluti delle autorità
Ore 9.20-9.50: Oriana Caleffi (Amici della Basilica, San Benedetto
Po), San Simeone: scelte pastorali e pietà popolare a Polirone tra
Ottocento e Novecento
Ore 9.50-10.20: Paolo Galloni (medievista), Il cervo nella neve.
Un episodio “abissale” nella Vita di Simeone
Ore 10.20-10.40: Intervallo
Ore 10.40-11.10: Gianni Bergamaschi (AISSCA, Roma),
Il culto di Simeone a Lucca e il suo contesto
Ore 11.10-11.40: Raffaele Savigni (Università di Bologna),
L’immagine di Anselmo da Lucca nella “Vita metrica Anselmi”
di Rangerio e la tardiva ricezione del suo culto a Lucca
Ore 11.40-12.10: Paolo Golinelli (Università di Verona),
Governare con i santi. Sul rapporto santità e poteri giurisdizionali:
il caso dei Canossa
15.00-18.30: Seduta pomeridiana. Presiede: Barbara Crostini
(Uppsala University – AISSCA)
15.00 – 15,20: Glauco Maria Cantarella (Università di
Bologna), Cluny
15.20-15.50: Eugenio Capitani (Università di Modena-
Reggio E.), I Canossa e san Pier Damiani. Elementi di
filosofia, teologia e politica nella corrispondenza epistolare
15.50-16.20: Eugenio Riversi (Università di Bonn),
Tra pragmatismo politico e modello “gregoriano”:
Urbano II e Matilde di Canossa
16.30-17.00: Francesca Guerri (University of St. Thomas,
Houston, Texas), Saint Ida of Boulogne a Model for Matilda?
Reconstructing Matilda’s Relationship with Countess Ida
of Boulogne, Lotharingia, and the World of Northern Europe
17.00-17.30 Coffee break
17.30-18.00: Francesca Gallesi (Cooperativa Charta,
Mantova), Due Eigenklostern benedettini a confronto:
San Benedetto Po e San Salvatore di Brescia
18.00-18.30: Massimo Oldoni (Prof. emerito, Università
di Roma “La Sapienza”), Il desiderio di una Storia migliore
Mostra ‘Per Matilde’ dell’artista Mario Manzalini
Museo Polironiano di San Benedetto Po
In quest’occasione, si trova allestita un’esposizione di opere ispirate alla figura della Grancontessa dell’artista Mario Manzalini, negli spazi adiacenti la sala a Lei dedicata all’interno del museo civico.
“Per Matilde” è il titolo della mostra, che tratta un ciclo di quattordici dipinti inediti, ad olio su tela, delle dimensioni di 60×80 centimetri, i cui soggetti raccontano la storia e le imprese di Matilde, i suoi rapporti con la Chiesa e con il Papa, la gestione dei territori in suo possesso, il temperamento e l’interiorità, aspetti tutti tradotti simbolicamente dall’autore.
Mario Manzalini, infatti, nella sua singolarità artistica, afferma uno specifico linguaggio espressivo simbolico-onirico, un totale impegno nella ricerca per realizzare con originalità ilsuo universo, lo stesso che, pregno di valori, riflette l’espressione riconducibile all’universo femminile. Afferma la loquacità delle immagini con l’intensità dello sguardo, la forza del simbolo e il sapiente uso dei colori, tutti elementi che mettono in risalto la sua maturità artistica.
Il pittore, nella sua profonda sensibilità, esprime la donna nell’insieme multiforme, nelle differenti prospettive di femminilità originando quella dimensione di completezza riconoscibile nell’unicità umana.
Le sue creazioni, generate dalla condizione animica che affiora dal profondo dell’animo, come in una forma di preghiera, si proiettano nella rinascita evolutiva. Il pennello con lui diventa una forma unica, che trasferisce sulla tela perché è nel sogno che l’arte di Mario Manzalini vive e nel sogno che la tela respira la sua spirituale presenza.



