Ritratti di donna – Vesti e gioielli nella Firenze del Quattrocento

In questo genere pittorico le donne diventano protagoniste non più ritratte solo in forma ideale, ma in quanto persone valorizzate da preziose vesti e gioielli.

ISBN 979-12-5590-114-3 link dove si può ordinare il volume

Il volume – edito da Sagep – contiene contributi di Roberta Orsi Landini e Silvia Malaguzzi Prefazione di Claudio Strinati

Uno straordinario corpus di dipinti, tutti di scuola toscana ed epoca quattrocentesca, realizzati da grandi maestri come Paolo Uccello, Domenico Ghirlandaio, Filippo Lippi, Sandro Botticelli, Piero del Pollaiolo, per citarne solo alcuni, mostrano la fortuna del ritratto femminile, che aveva spesso il fine di commemorare il matrimonio. In questo genere pittorico le donne diventano protagoniste non più ritratte solo in forma ideale, ma in quanto persone valorizzate da preziose vesti e gioielli. E proprio la vivacità del contesto culturale e socio-economico di Firenze, luogo privilegiato di incontro per mercanti, artigiani del lusso e viaggiatori, si rifletteva sulla moda del momento.

Restano a testimonianza di questo periodo artisticamente così fertile una serie di ritratti femminili, alcuni più noti al grande pubblico, come la dama ora attribuita a Piero del Pollaiolo diventata da tempo icona del Museo Poldi Pezzoli o il Ritratto di Giovanna Tornabuoni di Domenico Ghirlandaio, altri conosciuti prevalentemente dagli addetti ai lavori, fino a dipinti inediti in fase di studio, come le due dame di profilo in copertina, una attribuita a Paolo Uccello e l’altra a Piero del Pollaiolo: tutte opere che sono state studiate in modo interdisciplinare, grazie a un team di storiche e autrici riconosciute in differenti settori.

Come scrive Claudio Strinati nella prefazione: Questo libro si configura, prima di ogni altra considerazione, quale formidabile strumento di lavoro che non esiterei a definire pressoché indispensabile per gli storici dell’arte e più in generale per tutti i cultori ed esperti di questa materia, restando in ogni caso una interessante e leggibilissima stesura che apre letteralmente gli occhi, sia agli specialisti sia ai semplici appassionati, su un dato di fatto che sovente resta alquanto accantonato negli studi specifici, e proprio sull’epoca rinascimentale, che è il fulcro intorno al quale ruotano tutte le indagini qui condotte. Si capisce bene, in altri termini, come la corretta e filologica conoscenza degli abiti e dei gioielli sia fattore determinante per la comprensione del senso profondo di una miriade di ritratti prodotti in quell’epoca felice, da cui promana una sorta di linguaggio specifico, denso di significati simbolici e di concreti riferimenti storici riferibili alla vita amministrativa, organizzativa, gestionale, culturale delle famiglie detentrici, a diverso titolo, del potere economico e politico…Filologicamente approfondita, dunque, e felicemente organica, ancorché affidata ad autori diversi ma assai ben sintonizzati, quest’opera entrerà stabilmente in ogni biblioteca storico-artistica aggiornata su nuove metodologie di ricerca.

Il libro si apre con il saggio di Arianna Sarti che spiega in modo chiaro, attraverso l’analisi del guardaroba femminile, l’importanza della moda rinascimentale come linguaggio per veicolare i più svariati messaggi e cambiamenti socio- culturali. Come ben conclude la stessa Arianna Sarti: La moda diventa così un linguaggio. Si tratta di un codice attraverso il quale possiamo rileggere e comprendere i meccanismi di una società dinamica e concorrenziale, in cui le donne erano divenute veri e propri vessilli viventi di status familiari in continua tensione per la propria affermazione. La moda rinascimentale si pone quindi come un complesso tessuto connettivo che lega insieme l’individuo, la società e la storia.

Il testo di Roberta Orsi Landini permette di capire l’importanza di tessuti, ornamenti e motivi decorativi nella loro valenza simbolica e socio-culturale. Come rileva la studiosa nasce un fenomeno del tutto nuovo per l’epoca con importanti valenze socio-culturali : I dipinti che ritraggono donne fiorentine vissute nel secolo XV esemplificano chiaramente che ruolo fosse ad esse attribuito e quali fossero i valori della società del tempo. Due sono i generi di ritratti e tutti a mezzo busto: uno presenta giovani rivestite di sete e gioielli preziosissimi, l’altro che le raffigura invece con abiti più modesti, in lana o sete unite.

Infine Silvia Malaguzzi affronta il tema dei gioielli che diventano spesso protagonisti in questi capolavori e che possono nascondere profonde simbologie importanti per cogliere il significato finale dell’opera. È interessante ricordare che Sono molti del resto in quest’epoca i pittori che avevano avuto una formazione da orafi durante l’apprendistato e che mai avevano perso il gusto e l’attenzione per la gioielleria pur essendosi dedicati ad altre arti. Fra tutti spicca il caso di Botticelli

la cui consuetudine con i preziosi risulta evidente dalla maestria con la quale egli li raffigura, ma soprattutto dall’esattezza con cui li flette ai suoi obiettivi iconografici scrive la stessa Malaguzzi.

Lo studio di Federico Poletti ripercorre le valenze socio-culturali del genere ritratto con un focus sulle quattro dame del Pollaiolo – oggi conservate tra il Museo Poldi Pezzoli, la Galleria degli Uffizi di Firenze, la Gemäldegalerie di Berlino e il Metropolitan Museum of Art di New York e un nuovo dipinto in collezione privata – tutte opere che rappresentano una delle massime espressioni di questa tipologia ritrattistica fiorentina della seconda metà del Quattrocento. Chiudono il volume sei dipinti esemplificativi, ma non certamente esaustivi, studiati in modo interdisciplinare, di come nel ritratto femminile unitamente alla donna l’artista abbia voluto enfatizzare proprio gli abiti, i tessuti e i gioielli. Come conclude Federico Poletti, autore e curatore del libro: È nata così una lettura del ritratto a più voci che riesce a offrire numerosi spunti: da un lato ci fa guardare con un occhio differente l’arte di questi grandi maestri, che spesso lavoravano accanto a sapienti artigiani, dall’altro permette di comprendere una serie di messaggi opportunamente celati attraverso la moda dell’epoca.

In copertina: Paolo Uccello (attribuito), Ritratto femminile, 1450/1460, tempera su tavola, Boston, Museum Isabella Stewart Gardner Piero del Pollaiolo (attribuito), Ritratto femminile, 1465-1470 circa, tempera e olio su tavola, collezione privata

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