Lugo: celebrati i Martiri del Senio nell’80esimo anniversario dell’eccidio nazifascista – Deposte corone d’alloro presso la lapide di Carlo Landi

Sabato 26 ottobre il Comune di Lugo e la sezione locale di Anpi hanno celebrato l’80esimo anniversario dell’eccidio nazifascista denominato «Martiri del Senio».

80° anniversario eccidio nazifascista Martiri del Senio, Lugo, 26 ottobre 2024

Alla cerimonia erano presenti la sindaca di Lugo, gli assessori di Bagnacavallo e Cotignola e i rispettivi gonfaloni, nonché il gonfalone della Provincia di Ravenna, rappresentanti delle forze dell’ordine e delle associazioni combattentistiche e d’arma.

È stata fatta la deposizione della corona alla lapide di Carlo Landi, sotto la quale è stata posta anche la corona destinata al cippo presente sull’argine del Senio, al momento inagibile.

Presenti anche classi delle scuole secondarie di primo grado Francesco Baracca, San Giuseppe e Gherardi, che hanno letto alcuni pensieri.

Il 20 ottobre 1944, nella zona tra Lugo e Cotignola, truppe nazifasciste organizzarono un rastrellamento per colpire un gruppo di giovani partigiani delle frazioni di Barbiano, Zagonara e del sud del lughese. Nel corso dell’operazione vengono catturati Luigi Ballardini (18 anni, di Barbiano), Renzo Berdondini (17 anni), Giovanni Dalmonte (18 anni), Domenico Facciani (20 anni), Giorgio Folicaldi (15 anni), Floriano Montanari (23 anni) e Gianni Montanari (17 anni, fratello di Floriano). Trascinati al comando della Brigata nera nella Rocca di Lugo, i sette giovani più il ventenne Carlo Landi furono interrogati e torturati selvaggiamente. Landi fu ucciso il 25 ottobre e lasciato esposto come ammonimento ai piedi della Rocca, e dove oggi è posta una lapide in sua memoria. I sette superstiti, in condizioni pietose, furono consegnati ai nazisti che, in una mattinata plumbea, li trascinano nella golena del Senio in piena. Lì, fatti scendere verso la fiumana, vengono fucilati uno alla volta e i loro corpi fatti rotolare in acqua. Il cadavere martoriato di Giorgio Folicaldi riaffiorò dalla melma il 2 dicembre 1944, quelli di Renzo Berdondini, Giovanni Dalmonte e Gianni Montanari vennero ritrovati il 30 maggio 1945 da parenti e amici volontari, che scandagliarono l’alveo del Senio fino ad Alfonsine, rischiando di incappare nelle mine lasciate dal fronte. Di Domenico Facciani, Luigi Ballardini e Floriano Montanari non si è trovata più traccia (cenni storici a cura di Gian Luigi Melandri, dell’Istituto storico della resistenza e dell’età contemporanea in Ravenna e provincia).

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.