Tragedia sul Cantiere ad Asola: Inchiesta in Corso e Nuovi sviluppi sulla Responsabilità della morte di Abdulla Bisku

Dal grave infortunio sul lavoro accaduto in Asola-Mantova il 16 aprile 2024 che ha provocato la tragica e prematura morte di Abdulla Bisku (che lascia moglie e due giovani figli), stanno emergendo, a seguito delle indagini tutt’ora in corso, ulteriori conferme della condizione di mancata sicurezza del cantiere edile di via Nazario Sauro e delle relative responsabilità civili e penali.

La moglie ed i figli della vittima, che hanno nominato difensore di fiducia l’Avv. Daniele Iarussi del Foro di Mantova, giuslavorista esperto che ha svolto attività di ricerca scientifica presso l’Università di Bologna con particolare focus sugli infortuni sul lavoro, oltre che Of Counsel presso lo studio legale internazionale Ascheri – Nelson Ltd con sede a Londra, comunicano che  a seguito di ulteriori approfondimenti ed indagini è emerso che nelle settimane precedenti dall’evento mortale una tramezza dell’immobile in ristrutturazione era franata su sé stessa (evitando, per la sola circostanza fortunata che ciò è accaduto fuori dal lasso temporale lavorativo, danni ai lavoratori impiegati sul cantiere). Ciò conferma i timori per la propria incolumità manifestati dal defunto ai famigliari, preannunciando quella che sarebbe stata la tragedia (così, forse, prevedibile) del 16 aprile 2024.

È emersa, altresì, una “super testimone” che abita nelle vicinanze dell’immobile in ristrutturazione e che ha sentito forti rumori provenienti dal cantiere di via Nazario Sauro ed è subito accorsa assistendo a “disperati quanto maldestri” tentativi di rianimazione sul corpo di Abdulla Bisku (girato più volte ed a cui son stati gettati secchi d’acqua) da parte del datore di lavoro Erineo Aguzzi (titolare dell’Edilcasa S.a.s. di Canneto sull’Oglio) e del collega operaio che lo affiancava sul quel cantiere (le cui dichiarazioni alle Autorità competenti sono apparse da subito contraddittorie) prima che venissero chiamati i soccorsi, allertati – a quanto parrebbe – solo dopo venti/venticinque minuti dalla caduta.

Nel procedimento penale è stata, nel frattempo, depositata la relazione tecnica del medico legale, dott.ssa Giovanna Del Balzo dell’Università di Verona, che ha concluso e confermato – dopo aver escluso altre patologie in capo al lavoratore deceduto (del tutto sano) ed aver proceduto agli esami tossicologici che hanno escluso l’abuso di farmaci, droghe ed alcool – che il decesso dell’operaio edile appare riconducibile ad un evento traumatico – visto il quadro lesivo contusivo / fratturativo accertato sul cadavere – a seguito di precipitazione, avvenuto in occasione di lavoro.

Dalle osservazioni del consulente tecnico nominato dalla famiglia emerge, altresì, che non essendo note le condizioni cliniche del sig. Bisku negli attimi immediatamente successivi all’impatto, pur tenendo conto della gravità del quadro clinico, non è possibile escludere che lo stesso abbia presentato un minimo periodo lucido prima del decesso.

Secondo i congiunti della vittima nessuna formazione in materia di sicurezza era mai stata impartita al lavoratore. I famigliari affermano, come riferito dalla vittima nei giorni precedenti all’evento, che non erano state fatte verifiche sulla sufficiente resistenza del ballatoio/balcone poi crollato al fine di sostenere il peso degli operai e del materiale di impiego e né erano stati impartite specifiche cautele o prescrizioni di sicurezza sulla lavorazione da effettuare.

Si aggiunga che il Piano di Sicurezza e Coordinamento sul cantiere oggetto di infortunio è risultato carente e privo dei requisiti minimi essenziali previsti dal TU Sicurezza così come il Piano di Sicurezza, quest’ultimo peraltro riferibile a cantiere completamente diverso per tipologia di lavorazioni da eseguire. Ragion per cui la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Mantova ha, altresì, iscritto l’arch. Giorgio Boscaini, nominato Direttore dei lavori per il cantiere di via Nazario Sauro, nel registro degli indagati per omicidio colposo ex art. 589 c.p. e violazione degli artt. 91 e 92 TU Sicurezza.

Il difensore delle persone offese, che sta proficuamente assistendo la famiglia nei procedimenti penali, civili ed amministrativi aperti, dichiara: “Ci auguriamo che, a seguito di quanto emerso, possa esser fatta piena luce sulle responsabilità penali e civili che hanno determinato il tragico infortunio sul lavoro, così che la famiglia, già deprivata del loro affetto più caro, possa almeno percepire quell’irrinunciabile senso di giustizia e godere di quel giusto ristoro economico che gli permetta così di affrontare le quotidiane e momentanee difficoltà”.

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