LUCA BONAFFINI: Il 13 dicembre esce L’ULTIMO RAMINGO, il ventesimo album dell’artista mantovano

Dal 13 dicembre, on line, sbarca il terzo capitolo della trilogia discografica  del cantautore mantovano intitolata “Manifesto Planetario”

Luca Bonaffini esce col suo nuovo album di inediti, venerdì 13 dicembre.

La notte di Santa Lucia, tra il 12 e il 13, ecco che la Santa Protettrice porterà nuovamente luce e una strenna natalizia anticipata che agli appassionati del genere cantautori farà sicuramente piacere.

L’ultimo Ramingo”, così s’intitola la ventesima fatica discografica da solista di Bonaffini che, come lui stesso ha dichiarato recentemente, sarà l’album di chiusura della sua discografia ufficiale.

Terzo capitolo musicale della trilogia del “Manifesto Planetario”, ispirata all’indole visionaria e alle attitudini verticali degli esseri umani, il disco conclude un viaggio compiuto negli spazi universali “dentro e fuori” l’uomo, ancora una volta con la complicità sonora del musicista torinese Roberto Padovan.

Iniziata nel 2018 con “Il Cavaliere degli Asini Volanti”, l’avventura s’aprì con un omaggio al pianeta terra, alle radici della gente, alla natura e ai sette chakra.

Poi, in pieno COVID 19, fu la volta di “Il Paracadute di Taccola” (con chiaro riferimento all’Archimede di Siena, colui che fu ispiratore di Leonardo), contenente ben quattordici tracce in cui il tema del volo – e della possibile caduta – è affrontato in maniera romantica, quasi anacronistica, attraverso quella forma-canzone collocabile nel genere canzone d’autore. 

Infine, la trilogia trova il suo epilogo in un concept distopico, appunto “L’ultimo Ramingo”.

I raminghi, non sono né nomadi né vagabondi, ma “di ramo, in ramo” esseri costretti ad errare scappando da un destino avverso, spiega Bonaffini. Nel concept, il ramingo è l’uomo che, dopo aver preso coscienza del programma – imposto dai moderni sovrani – di finalizzazione e di ottimizzazione dei sentimenti umani, decide di opporsi al regime totalitario e crea un minuscolo battaglione di “emotivi e pensatori “. Non trovando possibilità di rifugio sul pianeta terra, lo stormo di peregrinanti decide di fuggire e di esiliare nel sistema stellare. 

Tra le righe e le note si legge una morale facile, quasi da narrativa per ragazzi: il bisogno urgente di ricostruire un nuovo umanesimo – dopo il degrado, l’abbrutimento della specie e un mondo “finito” – ricominciando dall’infinito, per ritornare, un giorno lontano, sulla terra in pace. 

I proscritti (definiti così, come nell’antica Roma, dai titolari del globo,) sfidano le intemperie cosmiche e le fiammanti leggi degli influenti terrestri che hanno già colonizzato Marte (istruendo i figli di Nergal alla morte e alla guerra) e altri pianeti. Durante il tragitto interplanetario compaiono buffe e pericolose figure, espressioni macabre di un ex-nostalgismo hollywoodiano e di un provetto imperialismo levantino, come “L’uomo Gioviale” (detto anche l’uomo del Tremila).

Per fortuna si stringono alleanze allevianti grazie ad amici ospitali incontrati lungo lo spostamento dei fuggitivi verso i giganti ghiacciati. 

L’album si chiude con una commovente preghiera agli Dei delle Acque, implorando la salvezza e il ritorno alla vita terrena come priorità assoluta. 

Le musiche, scritte ancora una volta con Padovan (che ha arrangiato i brani, curando la programmazione delle tastiere, Hammond e pianoforte), sono intense e ricercate. L’album, registrato tra Mantova e Torino, è stato prodotto da LDP Records e suonato da Paolo Narbona (batteria), Davide Vevey (chitarre acustiche e elettriche) e da Stefano Morselli (cori, fisarmoniche). 

La copertina dell’album (che sarà distribuito su tutte le piattaforme digitali dalla mezzanotte del 13 dicembre) è dell’architetto Massimo Bonaffini, fratello maggiore di Luca. Si tratta di un disegno degli anni Novanta intitolato “Autoritratto”, in cui racconta in maniera audace il Terzo Millennio Globale, con alcuni riferimenti traslati e fantascientifici alle “città invisibili” di Italo Calvino.

È possibile seguire l’album e lo stesso Luca Bonaffini sul blog ilmanifestoplanetario.blogspot.com e sulla pagina “manifesto planetario” di Facebook.

LUCA BONAFFINI

ompositore di musiche e autore di testi per canzoni, Luca Bonaffini si è affermato intorno alla fine degli anni Ottanta come collaboratore fisso di Pierangelo Bertoli come cantante, armonicista e chitarrista. Ha firmato per lui brani in album di successo, tra cui Chiama piano, “Dal vero”,”Oracoli”,”E così nasce una canzone” e tanti altri.

Canzoni sue sono state interpretate anche da Patrizia Bulgari, Sergio Sgrilli, Fabio Concato, Nek, Claudio Lolli e ha scritto testi teatrali insieme a Dario Gay ed Enrico Ruggeri.

Ha pubblicato, come cantautore, diversi album e spettacoli aventi un unico filo conduttore, affrontando temi civili e contro la discriminazione religiosa, sessuale e razziale; ha vinto il premio Rino Gaetano (1988) Targa critica giornalistica e il Premio Quipo (1999) al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza (miglior progetto multimediale); ha partecipato nel 1989 alle selezioni del Festival di Sanremo (Rai uno), al Festival del Teatro Canzone – Premio Giorgio Gaber (2005) e due volte al Premio Tenco (edizioni 2008 e 2012).

Nel 2013 ha debuttato come scrittore con il libro La notte in cui spuntò la luna dal monte (edito da PresentArtSì), ispirato al suo incontro con Pierangelo Bertoli.

Nel 2015 Mario Bonanno ha pubblicato un libro dedicato ai suoi trent’anni di carriera come autore, intitolato La protesta e l’amore. Conversazioni con Luca Bonaffini (edito da Gilgamesh editrice)”. Bonaffini, in un’intervista uscita su La Nuova Cronaca di Mantova il 15 novembre 2024, ha dichiarato di essersi ritirato definitivamente dall’attività discografica.

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