Il 17 dicembre all’incanto i lavori provenienti in parte dalla collezione privata di Matthew Riva, direttore creativo e amico di lunga data dell’artista.
17 dicembre 2024, Milano Milano – via Manzoni 45
Continua a ispirare il mondo anche dopo la sua scomparsa Peter Beard, il leggendario fotografo e artista dalla personalità fuori dagli schemi che ha saputo trasformare i suoi ricordi in testimonianze di un’epoca. Figura eccentrica e iconica nella scena artistica newyorkese degli anni ’60 e ’70, frequentatore dello Studio 54 e amico di Andy Wharol e Francis Bacon, la sua arte – capace di mescolare più linguaggi artistici – è stata apprezzata, negli anni, anche dalle più importanti riviste di moda al mondo.
A quattro anni dalla sua scomparsa, nel 2020, la sua arte torna in asta il 17 dicembre da Pandolfini, grazie a quattro delle sue opere più rappresentative che racchiudono la personalità creativa e il talento unico di un uomo dalle mille sfaccettature: fotografo di moda e punto di riferimento per le più grandi riviste fashion – per cui ha immortalato e lanciato top model come Veruschka e Iman – e artista in grado di trasformare in opere d’arte multidimensionali gli scatti dell’Africa, la terra di cui si era innamorato, con collage, pitture e annotazioni personali.
Un diario personale in divenire, che affianca ai paesaggi africani incontaminati e alla fauna selvatica in pericolo, disegni e testi scritti a mano in un approccio anticonvenzionale che dà vita a lavori come Alia bay lake (€ 10.000/15.000) e Rhino roping, End Game series (€ 8.000/15.000) provenienti da una collezione privata italiana.
Ma anche a veri e propri ricordi personali, abbelliti da dediche e disegni, come la fotografia con scritte a pennarello rosso To Mathew and Clio/Paper crocs/Naomi (€ 8.000/15.000) e la busta da lettera decorata da china, acquerello, penne colorate e timbri postali (€ 20.000/40.000) indirizzata a Matthew Riva, direttore creativo e amico di lunga data del fotografo, dalla cui collezione privata provengono queste ultime due opere in asta.
Un’occasione, quella offerta da Pandolfini, per scoprire – o riscoprire – il genio ribelle che ha saputo unire l’eleganza della moda con la potenza primordiale della natura. E per acquisire un pezzo della sua eredità, celebrando uno degli artisti più poliedrici del secolo scorso.
PANDOLFINI
Fondata nel 1924 a Firenze, Pandolfini è la più antica casa d’aste italiana con sedi a Firenze, Milano e Roma. Tra i player principali del mercato dell’arte italiano e internazionale, negli anni Pandolfini ha ampliato le proprie aree d’interesse, affiancando ai dipartimenti di antiquariato, dipinti antichi, dell’800, moderni e contemporanei, mobili e arredi, gioielli e argenti, quelli dedicati a vini di pregio e da collezione, reperti archeologici e arte orientale, oltre che all’arte digitale.
Capace di mantenere il passo con l’evoluzione del mercato e del settore del collezionismo attraverso l’utilizzo di nuovi criteri di valutazione e metodologie di offerta, Pandolfini, sin dalla sua fondazione, ha saputo consolidare nel tempo il suo ruolo nel mondo dell’arte.
L’introduzione della piattaforma Pandolfini Live, che consente di seguire e partecipare alle aste in tempo reale, è l’esempio di come la casa d’aste sia in grado di adattarsi ai tempi e alle necessità dei nuovi acquirenti, contribuendo al forte aumento di compratori stranieri.
Ai vertici del mercato nazionale e consacrata come importante realtà internazionale, Pandolfini ha ottenuto eccellenti risultati anche grazie al supporto fornito alla crescita dei dipartimenti, gestiti da una rete di esperti, e all’ampliamento della presenza sul territorio nazionale.
Alla storica sede di Firenze, nel prestigioso Palazzo Ramirez Montalvo, si sono affiancate la sede di Milano, in via Manzoni, nel 2011 e la sede di Roma, in via Margutta, nel 2016.



