Il tradizionale augurio per un anno di felicità

Dalle pagine dell’Almanacco più celebre e longevo d’Italia, accolto nel registro Memoria del mondo dell’Unesco, previsioni e curiosità sul cielo ma anche tante buone pratiche della tradizione per vivere ogni giorno in armonia con il mondo che ci circonda con il favore della Luna e degli astri
Gennaio 2025 – Con l’anno nuovo arriva il nuovo Barbanera. L’almanacco più celebre e longevo d’Italia, Memoria del Mondo UNESCO, ci dà le previsioni dal cielo per vivere in sintonia con la Luna e gli astri e tante buone pratiche dalla tradizione per stare bene secondo natura.
Il saggio Barbanera scruta il cielo del 2025 e vi legge: “Anno nuovo, vita nuova”. È il proverbio scritto dagli elementi Fuoco e Aria. Plutone entra definitivamente in Acquario, Saturno e Nettuno passano veloci in Ariete, e Urano in Gemelli. Tutto è in divenire, in evoluzione. Il 2025 chiude un ciclo, non a caso la somma delle sue cifre è 9, che secondo la numerologia è simbolo di completamento e di spiritualità. Le parole chiave del 2025 sono: “agire”, “decidere”, “concretizzare idee e aspirazioni”. Con lo sguardo verso l’orizzonte, ci attiviamo per costruire un mondo migliore. Non facciamoci intimidire dalle contraddizioni e dalle sfide che ogni grande cambiamento porta con sé. Certo è che la società va a cento all’ora, e ci chiede di stare al passo. Ma sta a noi trovare la velocità che ci fa stare bene.
Da giugno in poi, Giove nel segno del Cancro ci ricorda che abbiamo bisogno di tradizione, di famiglia, di sensibilità. Ben venga accettare le novità e le diversità, e appianare i conflitti appena si presentano. Ma senza dimenticare chi siamo e da dove veniamo. Tornare alle origini non è un passo indietro, anzi, ci aiuta a camminare sicuri. Le stelle ci invitano a prenderci cura di noi stessi con un’immersione nella creatività. Dedichiamoci alla lettura, ai progetti, alle scoperte, all’invenzione, all’arte. Ognuno di noi ha una attività prediletta che attiva la mente. Quest’anno diamole spazio, diamole tempo.
Anche per i segni dello zodiaco nel cielo 2025 si incontrano progresso, rinnovamento e piccole felicità.
I nati nel segno dell’Ariete potranno inventare e rimescolare le carte. Plutone guida i loro passi: nuove realtà li stupiranno.
Per i nati sotto il Toro si pongono obiettivi prestigiosi, Giove e Urano li aiutano a tagliare i traguardi, è bene che colgano le occasioni che si presenteranno.
I Gemelli faranno tesoro di quello che hanno imparato con l’esperienza e ripartiranno con la freschezza di spirito.
Il formidabile intuito di chi è nato nel segno del Cancro scioglie i nodi e, a condizione di mettersi in gioco, libera la strada dagli intoppi.
Mentre i figli astrali del Leone seminano per raccogliere, piantano e coltivano progetti futuri in procinto di sbocciare.
Voglia di fare e forse disfare per i nati in Vergine, che sfoderano audacia e spirito propositivo, sostenuti da Giove a partire da giugno.
Per chi è nato in Bilancia i primi mesi dell’anno sono i migliori per realizzare aspettative e desideri con la consapevolezza di potercela fare.
E i nati nel segno dello Scorpione potranno fare ordine nei conti e negli affetti con la lucidità necessaria per evitare errori di giudizio.
La via per i progetti a lungo termine è tracciata anche per chi è del Sagittario, ma i cambiamenti richiedono tempi di preparazione.
Si impegnano e non demordono i nati nel Capricorno: la loro infaticabilità alla fine sarà premiata.
Chi è del segno dell’Acquario potrà dare spazio alla sua feconda immaginazione, grazie a Plutone che aiuta a dare potere ai sogni.
E per finire, è importante che i Pesci correggano il tiro e dicano basta a quei progetti che, nonostante gli sforzi, si sono rivelati impraticabili.
Oltre alle previsioni e alle curiosità sul cielo, l’Almanacco Barbanera, nel suo formato ancora più maneggevole, racconta tante buone pratiche della tradizione per vivere in armonia con il mondo che ci circonda. Il filo conduttore dell’edizione 2025 è “coltivato e scoltivato”.
Ogni mese lo sguardo si posa su una pianta spontanea ed una coltivata, di cui Barbanera ci racconta i riti e i miti, le proprietà curative e quelle culinarie, insegnandoci a riconoscerle, raccoglierle e utilizzarle, oppure a coltivarle nell’orto, in giardino e sul balcone. Inoltre, insieme ai nuovi contenuti mensili come i consigli sul fai-da-te, l’interpretazione dei sogni, i riti della nostra tradizione e utili liste illustrate dei cibi di stagione, sarà possibile trovare il calendario degli eventi del mese, con feste tradizionali e fenomeni celesti, la guida per coltivare seguendo le fasi lunari sull’orto, in giardino, sul balcone e sul davanzale, i prodotti di stagione e le ricette tipiche della tradizione italiana, e l’immancabile calendario lunare, che ci suggerisce come vivere meglio ogni giorno col favore della Luna e degli astri.
Fedele al suo impegno per la sostenibilità, il Barbanera è 100% ecocompatibile: è realizzato con carta riciclabile proveniente da foreste sostenibili e non trattata con cloro, ed è stampato con inchiostri vegetali ricavati da materie prime rinnovabili. Un gesto concreto che riflette i valori che da sempre animano le pagine dell’Almanacco. L’Almanacco Barbanera è in edicola fino a tutto il mese di gennaio, poi potrà essere acquistato nelle librerie e in rete.
@almanaccobarbanera
Memorie letterarie
Il Barbanera è l’almanacco per antonomasia, citato in tutti i più importanti dizionari (Zingarelli, Devoto-Oli, Treccani, Sabatini Coletti e De Agostini) e con i suoi simboli, la sua tradizione e il suo immaginario, in tempi e luoghi diversi è stato accolto nelle opere di illustri scrittori italiani: da Luigi Capuana a Luigi Pirandello, da Gabriele D’Annunzio (che lo ha definito il ‘fiore dei Tempi e la saggezza delle Nazioni’) a Eugenio Montale, da Maria Luisa Spaziani a Leonardo Sciascia, Gesualdo Bufalino, Giose Rimanelli o Umberto Eco, senza dimenticare Vasco Pratolini, Oriana Fallaci e tanti altri autori contemporanei come Loriano Macchiavelli o Giacomo Papi.
La Fondazione Barbanera 1762 e la valorizzazione della cultura almanacchistica
La Fondazione Barbanera 1762 nasce con l’obiettivo di raccogliere, conservare e valorizzare la grande tradizione almanacchistica europea, che ha in Barbanera il suo più autorevole erede, interprete e continuatore.
È un luogo fisico di conservazione e tutela, che custodisce oggi la più ricca collezione di lunari e almanacchi al mondo consultabile online (www.bibliotecabarbanera.it), ma anche un luogo di scambio di idee, volto a sviluppare pensiero critico sul futuro della tradizione. Nei suoi scaffali, conservati in bell’ordine, trovano posto oltre agli almanacchi, libri da risma, edizioni a diffusione popolare e pregiate edizioni di astronomia, astrologia, botanica, medicina popolare, oltre 50.000 tra volumi e documenti che testimoniano la fortuna e la lunga storia di una tradizione antica e quanto mai viva, quella dell’almanacco, che di anno in anno si rinnova nelle pagine del Barbanera. Tutti i volumi conservati dalla Fondazione Barbanera 1762 sono disponibili per la consultazione per studiosi e cultori della materia.
Barbanera patrimonio dell’umanità, “Memoria del mondo” Unesco
Nel 2015 l’Unesco ha accolto la Collezione di almanacchi e lunari Barbanera, conservata presso la Fondazione Barbanera 1762, nel prestigioso registro “Memory of the World”, il programma che censisce e tutela i più significativi patrimoni documentari dell’umanità come, per fare qualche esempio, l’alfabeto fenicio, la Sinfonia n° 9 di Beethoven, i film dei fratelli Lumière, l’archivio di Winston Churchill, la Dichiarazione dei diritti dell’Uomo e del Cittadino e il Diario di Anna Frank.
Con il titolo di “Memoria del mondo” l’Unesco ha quindi riconosciuto valore di universalità all’Almanacco Barbanera, quale simbolo di un genere letterario che ha contribuito alla diffusione dei saperi per tutti. «La collezione di almanacchi e lunari Barbanera, – queste le parole riportate nella motivazione a supporto del riconoscimento – costituita da 356 esemplari datati dal 1762 al 1962 – è la più completa al mondo. Il suo valore è universale e deriva dal suo essere simbolo di un genere letterario che ha contribuito a creare la cultura e l’identità di intere nazioni prima dell’avvento delle più moderne forme di comunicazione di massa».
Ambientalista per vocazione

Il Barbanera tramanda buone pratiche e suggerisce un più sano e sostenibile rapporto con la terra già da secoli, quando l’ambiente non era ancora un problema emergente per l’umanità. E da allora non ha mai smesso di offrirci spunti per ritrovare il valore delle sane abitudini quotidiane e per fare la cosa giusta al momento giusto, seguendo il ritmo delle stagioni e il favore della luna.
La stessa coltivazione biologica, che ancora oggi si pratica nell’Orto giardino delle stagioni, si affida ad antichi gesti sostenibili e rispettosi dell’ambiente, così come la scelta di stampare con inchiostro a base naturale su carta proveniente da foreste reimpiantate, rendono più credibile e concreto quello che le pagine dell’Almanacco ci raccontano in ogni mese dell’anno.
La casa di Barbanera, l’almanacco “vivente” nel cuore dell’Umbria

Da più di due secoli e mezzo fedele a sé stesso, eppure quanto mai moderno e sempre al passo con i tempi, l’Almanacco Barbanera nasce in Umbria, a Spello, in un complesso rurale del XVIII secolo di circa 7 ettari certificati bio. È la casa di Barbanera, che ospita in un antico bachificio la redazione dell’almanacco, la Fondazione Barbanera 1762 – con una biblioteca specializzata in almanacchistica e l’archivio storico della Campi, casa editrice del Barbanera -, e l’Orto giardino delle Stagioni, uno scrigno prezioso di biodiversità firmato dal paesaggista Peter Curzon, dove convivono ortaggi rari o in via d’estinzione, fiori, erbe officinali e frutti dimenticati selezionati grazie al lavoro di ricerca di Isabella Dalla Ragione, della Fondazione Archeologia Arborea.
Qui, seguendo i ritmi del cielo e della terra e il crescere e il calare della luna, si sperimentano ogni giorno la filosofia e le buone pratiche da sempre suggerite nelle pagine del Barbanera.
Una storia lunga 263 anni
Per lunghi secoli, e soprattutto dall’Illuminismo in poi, lunari e almanacchi sono stati la lettura più diffusa, accessibile a tutti per economicità e chiarezza dei contenuti.
Tra quelli stampati in Italia, il più celebre e longevo è sicuramente il Barbanera, presente già dalla metà del Settecento nella doppia forma di lunario da parete e di almanacco e fin da subito destinato a diventare una sorta di “vangelo” per i ceti rurali che ne traevano insegnamenti indispensabili per la conduzione delle terre e un riferimento culturale e identitario per tutti, come testimoniano le centinaia di romanzi, racconti e poesie che lo citano e ne confermano la grande fortuna popolare. Il Barbanera riscosse un tale successo che tutto l’Ottocento fu caratterizzato da controversie legali tra i vari “Barbanera” pubblicati parallelamente da diversi editori che da più parti d’Italia dichiaravano di stampare l’originale.

Certo è che, viaggiando per fiere e mercati, il Barbanera, con i suoi cloni, per lungo tempo ha contribuito all’unificazione culturale e linguistica d’Italia, alla diffusione e “semplificazione” dei saperi più complessi, a tramandare di generazione in generazione tradizioni antiche e consigli utili per la vita di ogni giorno. Molte fonti attestano come spesso il Barbanera fosse l’unico “libro” a entrare nelle case, con le sue immagini della luna e le previsioni del tempo, che era poi quello che più contava per una coltivazione di successo.
Sarà solo nella prima metà del Novecento che la casa editrice Campi, nata a Foligno nel 1892, acquisirà in esclusiva il marchio Barbanera. Grazie ai venditori ambulanti e ai cantastorie, il Barbanera continuò quindi ad attraversare la penisola italiana insieme ai fogli divulgativi che raccontavano “fattacci” di cronaca e “miracoli”, o raccoglievano pronostici e le canzoni più in voga. Con l’arrivo della radio, nel 1939 i fogli volanti con i testi delle canzoni divennero “Il Canzoniere della Radio”, da cui prese le mosse negli anni ’50 del XX secolo “TV Sorrisi e Canzoni”, ideato e creato da Agostino Campi e pubblicato dalla Campi fino al 1980. Oggi l’Editoriale Campi è nota soprattutto per essere la casa editrice del Calendario, dell’Almanacco e di altri prodotti a firma Barbanera.
Con tre milioni di copie ogni anno distribuite prevalentemente in edicola e libreria, la fama del Barbanera ha attraversato più di due secoli e mezzo, accompagnando i mutamenti della società e suggerendo, forte di con una saggezza antica, sempre nuovi spunti per vivere felici.
Barbanera, non solo Almanacco ma anche un pratico Calendario Lunario
Un concentrato di notizie e consigli da tenere in casa, che ci ricorda più da vicino i primi lunari in foglio che fin dal Medioevo viaggiavano per fiere e mercati.

Ancora oggi nelle pagine del calendario troviamo le effemeridi, tanti suggerimenti per sapere cosa fare nell’orto, in giardino e in cantina seguendo le fasi lunari, con uno sguardo curioso alle stelle e all’oroscopo, e tanta attenzione allo star bene e alle buone pratiche.
A metà tra storia e leggenda: Barbanera filosofo della natura
Noto come filosofo, astronomo e astrologo degli Appennini, eremita, conoscitore di erbe e osservatore curioso della natura in tutte le sue espressioni, Barbanera è passato alla storia per la proverbiale saggezza e la bontà delle sue previsioni.
Sembra sia vissuto a Foligno nel corso del Settecento e la sua vita, ancora oggi ammantata di mistero, ci restituisce la figura di un affascinante personaggio dalla folta barba nera, depositario di antichi saperi e dispensatore di consigli e “avvisi a uso degli agricoltori”.
Che sia mito o realtà, certo è proprio nella città umbragià nel 1762 Barbanera diede alle stampe il suo primo lunario cui seguirono, anno dopo anno, sempre nuove edizioni. Per l’efficacia dei consigli e la capacità di parlare a tutti, la sua fama crebbe di giorno in giorno travalicando i confini regionali, fino a fare delle sue “creature” il Calendario e l’Almanacco italiani per antonomasia.
@almanaccobarbanera










