Lettera dell’arch. Federico Fedel relativa al convegno “Il palazzo comunale nelle città dell’Italia Medievale”

22 gennaio 2025

Il Presidente di Fondazione L.B. Alberti, Arch. Federico Fedel, ha scritto una lettera istituzionale in chiusura al convegno “Il palazzo comunale nelle città dell’Italia medievale” tenutosi lo scorso mese di dicembre al Museo MACA di Mantova, e che qui di seguito, riportiamo integralmente.

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Il convegno “Il Palazzo comunale nelle città dell’Italia medievale (XII-inizi XIV sec.). Uomini, istituzioni, pietre”, che si è svolto nei giorni 12-13-14 dicembre 2024 presso il Museo MACA del Palazzo di San Sebastiano di Mantova, ha trattato il ruolo che i palazzi comunali hanno avuto nel tessuto delle città italiane e ha affrontato riflessioni e approfondimenti su quale sia il loro riutilizzo più idoneo oggi.

Le giornate hanno affrontano temi di restauro e di riuso degli edifici medievali, con approfondimenti e casi studio, ma anche sulle nuove strutture municipali progettate in Italia a partire dal Novecento.

Temi questi di grande attualità, che si legano anche ai recenti restauri del Palazzo del Podestà di Mantova. Le implicazioni sono molteplici e vanno dal riutilizzo di antichi edifici, alla possibilità di riportare funzioni nei centri storici, in controtendenza rispetto a molte scelte di delocalizzazione fatte da tante amministrazioni. Argomenti che, partendo da profondi studi storici  di livello scientifico, arrivano a ragionare su tematiche attuali come ad esempio il patrimonio, la sua rifunzionalizzazione, il consumo di suolo. A dimostrazione di quanto il lavoro di uno storico, in questo caso dell’architettura, possa essere utile per rileggere in modo approfondito il presente, dando una lettura quanto mai attuale sullo sviluppo dei centri storici, soprattutto per i centri medio piccoli come il nostro.

Una lettura dei diversi destini degli edifici comunali diventa una riflessione sul modo di intendere le città e un modo per aiutare a disegnare una visione programmata non dettata dalle necessità del momento.

Queste giornate vogliono essere un contributo per una maggior consapevolezza delle scelte legate alle funzioni degli edifici comunali, edifici che hanno, nel tempo, contribuito a determinare la forma e la funzione degli spazi pubblici e che ancora possono incidere sulla qualità della vita delle persone.

Con i lavori del convegno, i relatori invitati, ci hanno dato una approfondita visione sulle trasformazioni urbane di molte città, a partire dagli edifici comunali. Edifici simbolo di un inizio di esercizio di amministrazione dei territori che ancora oggi ne mantiene i confini geografici, ma anche culturali, con implicazioni urbanistiche e sociali profonde che hanno contribuito a costruire le modalità di vita delle persone nei centri storici.

Dunque, studiare queste dinamiche significa comprendere non solo le questioni, seppure importanti, relative al restauro, ma deve servire soprattutto ad aiutarci a capire come questi spazi possono essere rifunzionalizzati e continuare ad avere un ruolo centrale nei processi urbani e sociali contemporanei.

Alcuni, come visto durante il convegno, hanno mantenuto funzioni amministrative, altri sono stati trasformati in spazi espositivi, molti hanno subito trasformazioni importanti e altri ancora sono edifici recenti con la medesima destinazione amministrativa. Ciò che accumuna questi complessi è il rapporto con gli spazi pubblici dei centri storici, un rapporto che è fondamentale nella cultura urbana del nostro paese, perché rappresenta un patrimonio immateriale da preservare tanto quanto gli edifici stessi, a testimonianza che l’architettura ha una funzione sociale e la sua qualità incide in modo profondo nella vita delle comunità.

Ritengo dunque che le giornate di studio che si sono svolte siano importantissime per ripensare il patrimonio e ridare a questi edifici quella centralità culturale che hanno sempre avuto e che è fondamentale per mantenere quella qualità urbana e sociale che nasce proprio da questi nuclei Comunali.

Vogliamo dunque ringraziare Comune di Mantova e Museo MACA per l’organizzazione del convegno, l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Mantova per la collaborazione, la Fondazione Banca Agricola Mantovana e Fondazione Comunità Mantovana Onlus per il generoso contributo che ha reso possibile questa importante iniziativa.

Il presidente Arch. Federico Fedel

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