ROMA
Pivio e il suo album Misophonia: ascolta il dolore del suono. Modera Guido Bellachioma
Domenica 9 febbraio, Pivio – noto a pubblico e critica soprattutto per le molte colonne sonore di successo firmate con Aldo De Scalzi – presenta all’Hotel Mercure Roma West (ore 15, via Eroi di Cefalonia 301) il vinile del suo ultimo album in a solo: “Misophonia”.
Il disco chiude una trilogia musicale dedicata alle devianze sensoriali come metafora del disagio individuale e sociale, accompagnata dalla sperimentazione di nuove sonorità e nuove tecnologie.
L’avventura è iniziata nel 2020 con “Cryptomnesia” ed è proseguita con “Pycnoleptic” (2023), primo album italiano mixato in dolby atmos nativo. “Misophonia”, ultimo atto di questa riflessione, racconta in nove canzoni l’intolleranza al suono vista come paura del dissenso. Il disco è disponibile in vinile trasparente e in digitale hd, distribuzione Audioglobe su etichetta I dischi dell’espleta.
Ad accompagnarlo, solo alcuni semplici visual di supporto all’ascolto. Una scelta minimalista e ‘vintage’ attraversata da una forma privata di dissenso verso i modelli produttivi attuali, per sottolineare il ritorno alla centralità dell’esperienza musicale in quanto tale e al valore del disco come oggetto fisico reale.
L’album è stato realizzato sostanzialmente in solitario, con la sola collaborazione di un nutrito gruppo d’archi in tre brani (quello di apertura, Wildest Dreams, il centrale The Words I Say ed il conclusivo Start Again). Sono presenti tre cover, In the Art of Stopping degli Wire, Never Understanding dei Jesus and Mary Chain e What Use dei Tuxedomoon, i cui testi sono diventati lo spunto per un utilizzo decontestualizzto nei restanti 6 brani, alle cui liriche ha spesso collaborato Marco Odino, già membro del gruppo new-wave Scortilla.
Scrive Pivio (alias di Roberto Giacomo Piischiutta): «Ho iniziato ad avvicinarmi al mondo musicale fin da piccolo (ho rischiato pure di partecipare ad uno Zecchino d’oro come cantante) ma solo dalla seconda metà degli anni ’90 la musica è diventata la mia attività principale, soprattutto nell’ambito della scrittura e della realizzazione di colonne sonore (ormai sono più di 200 quelle a mio nome). Ma mi ha sempre interessato confrontarmi concretamente con la forma canzone, a volte anche con qualche piccola soddisfazione. E Misophonia è sostanzialmente un disco di canzoni. Tuttavia da alcuni anni sto assistendo ad una rivoluzione artistica e produttiva del mercato discografico di cui comprendo bene i meccanismi ma che non riesco a condividere, neanche obtorto collo. Proprio per questo il mio ultimo lavoro rischia di risultare davvero “misofonico” o quanto meno niente affatto allineato con l’attuale modello vincente, cosa che rivendico con forza. Infatti mi sto sempre più convincendo che sia giunto il momento di far mia “l’arte di fermarsi”, nella speranza di trovare, prima o poi, nuove forme, non necessariamente musicali – o forse sì – per tentare di esprimere quello che realmente provo.»
Pivio (nome d’arte di Roberto Giacomo Pischiutta) è ingegnere elettronico, esperto di informatica musicale e compositore. Con Aldo De Scalzi ha dato vita a un lungo sodalizio artistico nel campo della musica per film. Ottenuta la notorietà internazionale con il film d’esordio Hamam – Il bagno turco di Ferzan Ozpetek (1997), compone circa 200 colonne sonore per cinema e tv. Con Song ‘e Napule dei Manetti Bros vince, nel 2014, il David di Donatello, il Nastro d’argento, il Globo d’oro ed il Bifest per la migliore colonna sonora. Sempre per i Manetti Bros firma con Aldo De Scalzi il musical Ammore e malavita (le cui musiche hanno vinto, nel 2018, due David di Donatello, due Nastri d’argento e due Ciak d’Oro). Ha al suo attivo, tra le altre, le serie televisive di Distretto di Polizia e L’ispettore Coliandro. Insieme a Aldo De Scalzi è protagonista del fil di Matteo Malatesta “Musicanti con la pianola”, presentato al Roma Film Festival 2024. Parallelamente all’attività cinematografica, ha realizzato numerosi dischi solisti. Con Aldo De Scalzi fonda l’etichetta discografica I dischi dell’espleta e la società di produzione ed edizioni musicali Creuza. Attualmente è presidente di ACMF (Associazione Compositori Musiche per Film) che annovera al suo interno le più importanti firme italiane del settore. Da ottobre 2022 è Consigliere di Gestione della SIAE.
Misophonia – Note dell’autore ai brani
Wildest dreams
E’ l’incipit in cui l’io narratore offre la sua dichiarazione d’intenti su cosa vuole proporre nella sua opera (e come), ben cosciente che è molto probabile che si tratterà di un caotico viaggio in solitudine, dentro il quale troveranno posto i propri sogni più sfrenati e contorti.
In the art of stopping
Cover del brano degli Wire, gruppo cui sono molto legato anche se li ho potuti applaudire dal vivo una sola volta, proprio in occasione della presentazione dell’album da cui è tratto questo brano. Il suo semplice testo racchiude molte parole chiave che torneranno più volte nelle altre canzoni di Misophonia.
Fly to Rome
Tempi sempre più bui si avvicinano, ed il rumore delle guerre si fa sempre più distinto. Forse tornare in quella che è diventata la mia città di adozione non potrà realmente salvarmi dagli incubi che gli appetiti finanziari con i loro nuovi giocattoli stanno alimentando a scapito di popolazioni sempre più inermi.
Never understand
Cover del brano dei Jesus and Mary Chain. Originariamente basato su un canto simile ad una filastrocca immerso in un rumoroso continuo feedback di chitarre elettriche, può diventare un esempio di quello che molti identificano come un suono molesto. Anche in questo caso il suo testo contiene passaggi che sono stati decontestualizzati in altre canzoni dell’album.
The last song of side A
Brano decisamente autoreferenziale. Corrisponde alla chiusura del primo lato del disco e contiene elementi melodici e testuali che servono a lanciare il successivo …
The words I say
E’ una strana immagine la percezione del mondo, soprattutto quando l’incomunicabilità e la polarizzazione delle proprie convinzioni sembrano essere il risultato e non la causa dei rumori che ne contraddistinguono l’esistenza. E così le parole proferite restano intrappolate nella propria testa senza che qualcuno le riesca davvero a comprendere.
Nobody trusts art
Nessuno sembra più fidarsi dell’arte, non importa di quale delle sue infinite espressioni, e ad essa si tende a preferire il senso del caos, dove ogni pensiero si mantiene indistinto e quindi non più pericoloso. Ma potrebbe essere che questo caos crei le condizioni per una sorta di rinascita, anche a rischio di dover accettare la forza dell’arte di fermarsi.
What use
Cover dei Tuxedomoon. Brano che mi è rimasto ben impresso nel tempo per la sua originalità e che ha generato via via strane sensazioni anche grazie ad un testo dal sapore molto criptico che, proprio per questo, si è rivelato immensa fonte di ispirazione per l’album Misophonia.
Start again
Si chiudono i giochi e per contrasto è tempo di ripartire, magari per trovare qualcosa di nuovo, provando a non guardarsi indietro e pronto a combattere una nuova sfida, pur nella consapevolezza che comunque un giorno tutto finirà, anche in Paradiso.


