LA VOCE DEL COLORE: esplora l’arte astratta in 32 dipinti esposti al Museo Diocesano di Mantova

MANTOVA

La mostra presenta 32 dipinti astratti relativi a 17 artisti operanti nell’ Italia del Nord.

Il nucleo più ricco dell’esposizione riguarda la generazione nata tra il 1930 e il 1940. Per citare i più famosi ricordiamo Mario Raciti (milanese, oggi novantenne) e Giancarlo Bargoni (genovese, b.1936 ) e gli scomparsi Piero Ruggeri (torinese, 1930-2009) e Claudio Olivieri (milanese, 1934-2019, che nel periodo giovanile studiò a Mantova). Non mancano le presenze mantovane come Renzo Schirolli ( 1935-2000 ) e Sergio Sermidi (1937-2011).

La mostra LA VOCE DEL COLORE è allestita presso Sala Colonne del Museo Diocesano Francesco Gonzaga di Mantova, curata da Alberto Bernardelli e verrà inaugurata SABATO 22 FEBBRAIO alle ORE 17:00.

L’esposizione sarà, poi, visitabile fino al 16.03.2025, con ingresso libero il venerdì, sabato e domenica,dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:00.

“Ai pittori storici – spiega il curatore Alberto Bernardelli – abbiamo voluto affiancare un gruppo di artisti più giovani sempre in ambito astratto. I loro maestri partecipano di un’aria europea che si forma  nel dopoguerra come reazione ai drammi del conflitto bellico, sono tutti diversi, vivono isolati negli studi e non costituiscono un movimento. Hanno però alcune caratteristiche in comune:  sono ”Informali”, rifiutano i canoni classici e il riferimento alle forme della natura, interpellano il colore come unico viatico dell’illuminazione artistica. “

Prosegue il curatore. “Sono pittori ortodossi, non si fanno affascinare dalle nuove espressioni artistiche, tipo video o allestimenti o altri esperimenti concettuali, sono materici, esistenzialisti e lirici ciascuno a suo modo. Il colore scava  nella parte più segreta della personalità, non si allinea a quello della pubblicità e dell’industria, si sviluppa in sottigliezza o spessore a seconda delle intenzioni e inonda la tela in amabile disposizione poetica, sempre alla ricerca di una nuova armonia. La loro lezione, pur apprezzata dalla critica, a tutt’oggi non ha incontrato ancora il favore incondizionato delle masse che spesso rimangono scioccate dall’assenza di riferimenti noti . L’auspicio che possiamo fare ai visitatori di questa ricca mostra di arte astratta è di lasciarsi andare al colore, prendere confidenza con le composizioni cromatiche, senza farsi bloccare dalla ricerca dei significati, lasciando attivare invece nella memoria di ognuno  emozioni e ricordi.”

“L’esercizio ci può favorire anche nella lettura e  interpretazione dei quadri antichi, non solo depositi di nozioni e storie, ma veicoli sorprendenti e interpreti a loro volta della Voce del Colore”. Conclude il curatore Bernardelli

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