REGGIO EMILIA
Un uso sempre più frequente e acritico dell’intelligenza artificiale tra i giovanissimi aumenta i rischi di deepfake e anche la portata del cyberbullismo tra i ragazzi.
L’AI è infatti utilizzata dagli studenti in modo piuttosto spregiudicato, dando sempre come certe le informazioni fornite e senza comprenderne i potenziali rischi, sia a casa che a scuola.
È quanto è emerso dal confronto con 280 studenti dell’Istituto d’istruzione superiore Blaise Pascal di Reggio Emilia, che per il secondo anno ha aderito al progetto dedicato alla cyber sicurezza promosso da Cyberment, azienda specializzata nel campo della sicurezza informatica e impegnata nei percorsi educativi a favore delle scuole.
Gli studenti, d’età compresa tra i 13 e i 15 anni, hanno seguito un ciclo di lezioni proposto dalla scuola e guidato da Francesca Aguzzoli, tutor esperta in cyber sicurezza di Cyberment.
Il confronto attivo durante le lezioni e un questionario distribuito tra gli studenti del Blaise Pascal hanno evidenziato quanto l’utilizzo degli strumenti tecnologici sia considerato spesso sicuro e inattaccabile. Gli studenti sanno bene che cosa significhi parlare di “fake news”, ma tendono a sottovalutare i rischi da esse generate nella vita di tutti i giorni. Di fronte alla domanda “Come pensi si possa riconoscere una notizia generata dall’intelligenza artificiale?” i più si soffermano per la prima volta a riflettere sul tema senza trovare una risposta. La verifica delle fonti spesso viene colta come uno sforzo rimandabile, anche se tutti dichiarano di essere consapevoli di questa necessità.
I ragazzi sono stati guidati a considerare quanto l’AI aumenti il rischio di deepfake e anche la portata del cyberbullismo. L’AI può infatti generare immagini false che appaiono realistiche, clip audio falsi e molto altro. In questo modo la minaccia diviene più insidiosa e di difficile gestione.
I dati raccolti mostrano che la maggioranza dei ragazzi, il 77%, passa tra le due e le cinque ore collegato a Internet e il 17% supera le cinque ore. Il 66% dei ragazzi viene contattato on line da persone sconosciute e di questi quasi il 16% dichiara di “aver provato disagio”. Un dato significativo rispetto allo scorso anno è che gli studenti intervistati si sentono ancor meno a disagio (-4%). Il 40% dei ragazzi condivide online, e in più occasioni, informazioni personali con persone che conosce solo attraverso internet e non nella vita reale. Password e credenziali restano informazioni che vengono custodite (o incustodite) in luoghi non sicuri e potenzialmente a rischio di furti: il 30% le scrive su pezzi di carta e il 4% neanche le conserva. C’è poi il problema di una certa promiscuità nello scambio delle password tra conoscenti: il 49% degli studenti afferma di avere condiviso almeno una volta le proprie credenziali. A questo si aggiunge il fatto che il 46% sostiene di aver riscontrato un virus nei propri dispositivi o di sospettarne la presenza. Insomma, il tema della sicurezza su cui è necessario un confronto.
“Mantenere vivo il dialogo con le giovani generazioni sul tema della cyber sicurezza e promuovere la responsabilizzazione nell’utilizzo degli strumenti informatici – ha spiegato il fondatore e CEO di Cyberment Leopoldo Onorato – è di fondamentale importanza per riuscire a tracciare un futuro di crescita per tutta la società. Smarrire il senso critico utilizzando gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione significa lasciare che qualcosa o qualcuno decida per te. Conoscere gli strumenti che utilizziamo è quindi un passo fondamentale. Il percorso formativo punta proprio a fronteggiare le minacce con consapevolezza”.
“Il corso di cybersecurity e bullismo online – ha commentato la dirigente scolastica del Blaise Pascal Sonia Ruozzi – rappresenta un momento importante nella nostra offerta formativa. Gli studenti hanno partecipato dimostrando un reale interesse per tematiche cruciali come la sicurezza digitale e la prevenzione del bullismo online. Questa iniziativa rafforza la consapevolezza di tutti noi sull’importanza di operare in un ambiente digitale responsabile e sicuro, contribuendo a formare cittadini critici e informati. Ringrazio i docenti che si mostrano sempre attenti alla collaborazione con esperti qualificati in progettualità finalizzate a supportare sempre più efficacemente il percorso di crescita dei nostri ragazzi”.


