MANTOVA
Boschi e foreste sono risorse preziose da tutelare e gestire correttamente e con lungimiranza, compiti per cui il mondo agricolo da sempre fa la sua parte.
È l’opinione di Confagricoltura Mantova, espressa in occasione della Giornata Mondiale delle Foreste che, come ogni anno, coincide con il primo giorno di primavera, il 21 marzo.
Si parte dalle buone notizie. Le foreste in Lombardia in un secolo sono aumentate del 44,6% passando da 427.654 ettari nel 1923 a 618.403 ettari nel 2023, secondo i dati riportati dall’ultimo Rapporto Ersaf sullo stato delle foreste in Lombardia. Oggi le foreste occupano un quarto del territorio regionale, assorbendo 3,12 milioni di tonnellate di CO2 l’anno. Nel Mantovano, viste le caratteristiche pianeggianti della provincia e la sua vocazione agricola, le aree boschive sono più ridotte rispetto ad altre province lombarde: 2.316 ettari di bosco, a cui però vanno aggiunti 117.014 piante di pioppo.
Questo però non significa che le criticità e le minacce siano finite. Se in Lombardia (e più in generale in Italia) non si può più parlare di pericolo deforestazione, oggi il tema principale da affrontare è quello, piuttosto, della mancanza di gestione e manutenzione delle foreste stesse. Boschi troppo densi e pesanti, infatti, contribuiscono a innescare fenomeni erosivi, come avverte Ersaf stessa. Serve, quindi, il contributo dell’uomo nella gestione controllata dei boschi, e in questo senso, ancora una volta, gli imprenditori agricoli, con l’attività di silvicoltura, sono veri e propri custodi e manutentori del territorio.
Proprio su questo punto insiste Confagricoltura Mantova: «Negli ultimi cinquant’anni le foreste in Italia sono raddoppiate, ma non per una strategia pianificata, bensì per la mancata valorizzazione delle aree rurali e montane. Questo ha ridotto la deforestazione, ma ha anche aumentato il rischio di incendi e frane. Abbiamo bisogno di valorizzare i boschi, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico», commenta il presidente di Confagricoltura Mantova Alberto Cortesi ricordando come l’Italia sia tra i Paesi con la crescita maggiore del proprio patrimonio forestale, ma anche il primo importatore in Ue di legname. «Un paradosso – conferma Cortesi – Il prelievo di legname in Italia è fermo al 30% contro la media europea del 60%. Arredo, energia da biomasse, edilizia sono tutte filiere legate al legno, ma ancora troppo dipendenti dall’importazione. Serve cambiare passo e applicare a pieno il documento che abbiamo già: la Strategia Forestale Nazionale, approvata tre anni fa ma ancora al palo».
