MANTOVA
La Polizia di Stato di Mantova ha celebrato la ricorrenza del 173° anniversario della sua fondazione, giovedì 10 aprile, al Palazzo Ducale, nella Sala di “Manto”.
La giornata è iniziata in mattinata con un momento di raccoglimento nella Caserma “Solferino”, dove il Prefetto, Roberto Bolognesi, insieme al Questore Annarita Santantonio, hanno deposto una corona d’alloro presso la lapide in memoria dei Caduti della Polizia di Stato.
Nel pomeriggio, con inizio alle ore 17,00, al Palazzo Ducale ove, dopo la consueta lettura dei messaggi indirizzati dalle più alte cariche dello Stato alla Polizia mantovana, il Questore di Mantova ha letto ai presenti un messaggio di saluto; a seguire, sono stati consegnati i riconoscimenti premiali agli operatori che si sono particolarmente distinti in attività di servizio.
Nel contesto dell’evento, in piazza Sordello, sono stati installati due gazebo a disposizione delle curiosità dei cittadini con un’esposizione dei mezzi della Polizia di Stato attualmente in uso ai poliziotti mantovani.
Anche per l’anno 2025, lo slogan prescelto è “Esserci sempre”, a suggellare la passione e la dedizione che le Donne e gli Uomini della Polizia di Stato profondono ogni giorno, riempendo di significato lo slogan con le tante storie di “straordinaria quotidianità” del proprio servizio.
“Esserci sempre”
Intervento di saluto del Questore
Sig. Prefetto, Eccellenza reverendissima monsignor Marco Busca Vescovo di Mantova, Autorità civili, religiose e militari, a tutti voi, ai gentili ospiti, ai cari colleghi rivolgo il mio grazie per essere intervenuti a questa cerimonia con cui celebriamo il 173° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato.
Ho il privilegio, ad otto mesi dal mio insediamento come Questore, di celebrare la Festa della Polizia in questa incantevole città dall’indiscusso valore storico, culturale, ed artistico.
La scelta del luogo, Palazzo Ducale, di questa splendida Sala di Manto che mi ha letteralmente rapita sin dalla prima volta che l’ho vista, per la cui disponibilità ringrazio il Direttore Stefano L’Occaso, è stata determinata dall’indubbia bellezza del sito e dal suo trascorso storico, ma anche dalla volontà di sottolineare la forte integrazione tra la Polizia e la comunità mantovana.
Per noi servitori dello Stato non può esserci gioia più grande nel nostro giorno di festa, che raccogliere contemporaneamente l’abbraccio delle Istituzioni presenti e celebrare qui il nostro anniversario, un momento solenne e sentito, un’occasione per riaffermare il saldo legame tra noi e la storia di questa bellissima terra, cui siamo orgogliosi di appartenere e la cui sicurezza siamo onorati di essere chiamati a garantire.
Un anniversario, quello odierno, che scandisce i 173 anni di storia della Polizia di Stato, presidio affidabile e autorevole al servizio del Paese.
Una storia intessuta di coraggio, tracciata da donne e uomini che interpretati hanno talvolta dovere fino all’estremo sacrificio, nella difesa della legalità e del bene comune; storia di un’evoluzione continua, che ci ha consentito di assumere il ruolo di sensibili ed efficaci percettori dei bisogni della collettività.
“Esserci sempre” è il tema che contraddistingue anche questa edizione, la cui odierna immagine abbiamo voluto riassumere nel filmato appena proiettato, pregevolmente realizzato dalla nostra Polizia Scientifica.
Ma oggi non può e non deve essere soltanto un anniversario, deve essere una giornata di riflessione.
Per questo dico subito che non intendo parteciparvi freddi dati statistici afferenti ad una logica algebrica di sottrazioni ed addizioni del numero di reati da un anno all’altro.
Mi asterrò quindi dall’elencarvi dati che sarebbero sterilimente autoreferenziali, rimandando per chi lo vorrà alla consultazione del pieghevole sintetico che abbiamo realizzato; dati che di per sè non possono rappresentare l’unica risposta alle istanze di sicurezza della comunità. Mi soffermerò invece e vi consegnerò alcune personali riflessioni che sento il bisogno ed il piacere di condividere con voi, tracciando con coraggio un modello di sicurezza che sto cercando di realizzare e che quindi rappresenterà il mio orizzonte futuro.
Abbandoniamo intanto da subito la miope dicotomia, ampiamente abusata del percepito e del reale, che tende a separare componenti fondamentali per la percezione della sicurezza di un territorio: niente è più reale di ciò che si percepisce.
E per dare valore e concretezza a questa considerazione ritengo sia utile stilare un bilancio più strategico che statistico su ciò che è stato e ciò che vorrei fosse in futuro la presenza della Polizia nella nostra comunità, delineando però anche il ruolo che spetta alla comunità stessa , che lungi dall’essere inerte spettatrice, deve farsi parte attiva di un moderno progetto di sicurezza partecipata.
Componente fondamentale della risposta complessiva che la Polizia di Stato ha fornito nella sua azione è stata affidata all’attività di prevenzione sviluppata su un piano organizzato che coinvolge in maniera corale numerose articolazioni della Questura.
In tale contesto il sistema di controllo del territorio è stato modulato in maniera diversa rispetto al passato: alle “Volanti”, inseriti nel contesto dell’Ufficio Prevenzione Generale con la loro attività incessante di controlli ed identificazioni, si è spesso aggiunto l’apporto delle pattuglie dei Reparti Prevenzione Crimine, che hanno consentito di ampliare il raggio d’azione della prevenzione concentrandosi nelle zone più critiche, e delle pattuglie cinofile.
Recentemente, dall’inizio di quest’anno, è stata ripristinata la pattuglia appiedata nelle vie del centro di Mantova, che effettua il suo servizio dialogando con cittadini e commercianti per intercettare i loro bisogni.
Il tutto sotto l’efficace coordinamento del Centro Operativo della Questura, che dà impulso ed orientamento all’attività dell’apparato di preventivo messo in campo, attraverso un’azione di efficace e mirata guida, che in alcuni casi si è avvalsa del prezioso contributo delle segnalazioni dei cittadini, che invito sempre a chiamare, perché ogni vostra segnalazione è importante e non sarà mai valutata.
Elemento innovativo che ho cercato di introdurre nella realizzazione di una prevenzione di polizia che non si esaurisse solo con gli interventi su strada, è stato quello di realizzare un’interconnessione tra settori operativi ed investigativi, ed altre articolazioni della Questura, quali l’Ufficio Immigrazione, la Divisione Polizia Anticrimine e la Divisione Polizia Amministrativa e Sociale, erroneamente concepite e tradizionalmente considerate quali apparati burocratici, che invece oggi, in attuazione di nuove linee strategiche, stanno conducendo un’importantissima azione di contrasto al crimine, con l’adozione di provvedimenti di indiscutibile incidenza sul piano della prevenzione.
In particolare, utilizzan
Su costoro si è concentrata l’attività di tutti questi uffici, con provvedimenti di espulsione nei confronti di soggetti irregolari, misure di prevenzione tra cui avvisi orali e fogli di via obbligatori, Daspo urbani e misure cautelari quali chiusure di esercizi pubblici divenuti luoghi di incontro ed aggregazione di pregiudicati.
La straordinaria frequenza con cui si è fatto ricorso all’adozione di questi provvedimenti, sta consentendo una significativa bonifica del territorio da chi vorrebbe alterarne la sicurezza e la tranquillità. Un’azione che, pur a fronte di rilevanti sacrifici da parte di tutti i dipendenti della Questura chiamati a dare esecuzione a complessi e gravi servizi di accompagnamento, sta dando risultati soddisfacenti in funzione preventiva. Una risposta impegnativa ma che continuerà senza sosta, ei cui effetti non sono subito evidenti ma certamente dispiegheranno grande valenza nel lungo periodo.
Continueremo a non lesinare sforzi per rendere questo bel territorio ostile a chi tenta di trasformarlo in terra di conquista attraverso l’affermazione della violenza.
Sempre in un’ottica di prevenzione , massimo impegno e sforzi sono stati profusi in relazione all’odioso fenomeno della violenza di genere- di cui la cronaca nazionale troppo spesso ci dà notizia- e della conflittualità intra-familiare, con l’efficace argine frapposto all’aumento dei reati mediante l’azione di contenimento preventivo rappresentato dall’ammonimento del Questore, lievitato nella sua somma totale, da Da 17 provvedimenti del periodo precedente (aprile 2023-marzo 2024) a 33 provvedimenti dell’attuale, quindi praticamente raddoppiato. Ma l’aumento dei dati statistici non è sempre un fattore negativo: in questo caso denota a mio avviso un abbattimento della paura, maggiore fiducia nelle istituzioni e tutto ciò ci aiuta a salvare potenziali vittime. Nella violenza di genere l’aspetto più importante è infatti arrivare in tempo. E vi consegno un dato, che reputo importantissimo sotto questo profilo: mai dopo un provvedimento di ammonimento, parlo di dati ufficiali nazionali, è seguito un femminicidio. Questo dimostra l’enorme efficacia di questo strumento, la deterrenza che esercita su chi ne è destinatario, oltre che l’inesistenza di spese per chi lo richiede, la snellezza e rapidità. Senza contare poi -sempre su questo tema- l’istantanea azione divulgativa della Polizia di Stato nei confronti della collettività e soprattutto delle giovani generazioni.
Ma oltre all’adozione di questi provvedimenti di natura preventiva ma di genere afflittivo, mi piace e voglio dare atto dell’attività silenziosa dell’” esserci sempre” di chi, in un front-office, affronta ogni giorno la comprensibile frenesia ed insofferenza di chi ha paura di non poter partire per un viaggio, e tale servizio si svolge con pazienza e senza perdere la calma, pronto ad agire e non a reagire, facendo ad un’emergenza nazionale, – mi riferisco evidentemente al rilascio dei passaporti- risolvendola, e facendo comunque in modo che nessuno deve essere a terra se ha davvero urgenza di partire.
Non dissimile da questo, è “ l’esserci sempre”, del personale dell’Ufficio Immigrazione -poliziotti e impiegati civili-, a vantaggio di chi un viaggio lo ha già intrapreso, abbandonando terre lontane nella speranza di dare a sé ed ai propri figli un futuro migliore.
Speranza che grava con il suo impatto emotivo sugli operatori di sportello, il cui lavoro non trova né sosta né plauso, ma purtroppo balza alla cronaca solo per lamentele di lunghezze procedurali in gran parte estranee al loro agire.
Sempre in tema di polizia di prevenzione un doveroso e meritato riferimento va fatto al paziente e certosino lavoro della Digos , che, assolve costantemente al prioritario compito di informazione e di contatto con le realtà politiche e sociali presenti nel territorio, attua una capillare attività di controllo nell’ambito delle realtà antagoniste, e, non ultimo, segue assiduamente l’attività della tifoseria locale.
La quantità e qualità delle informazioni possedute, la rapidità di analisi e di valutazione strategica rappresentano la straordinaria forza, la cifra distintiva del nostro apparato preventivo della Digos, di cui sono testimonianza i risultati resi noti dalla cronaca giudiziaria, ma anche e soprattutto quelli occulti e sottotraccia che ogni giorno vengono acquisiti e la cui evidenza è data dalla nostra possibilità di godere di una vita libera e dignitosa improntata ai valori di democrazia, legalità e sicurezza sanciti dalla nostra Costituzione e di cui intendiamo continuare ad essere i garanti.
Pur accentuando l’attività preventiva declinata in tutte le modalità che ho illustrato, appare evidente che a fronte del manifestarsi di patologie nel sistema è indispensabile l’azione repressiva . Su questo piano il ruolo da protagonista è stato ancora una volta affidato alla Squadra Mobile della Questura che per la quantità e soprattutto la qualità delle operazioni portate a termine nella sua storia passata, presente e nel rispetto del segreto istruttorio, vi assicuro, anche futura fornisce assoluta garanzia di un efficace baluardo nei confronti del manifestarsi sul territorio di qualsivoglia fenomeno criminale, dalla micro criminalità alla criminalità in forma organizzata. I principali eventi di cronaca nera hanno sempre ricevuto dal comparto investigativo rapido chiave di lettura e soluzione, mettendo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria l’accertamento delle responsabilità e dei fattori causali che hanno generato le condotte criminali.
E passiamo adesso alla gestione dell’ordine pubblico , vera specificità della Polizia di Stato, quella che considero la parte più delicata del lavoro svolto dai miei collaboratori in una graduazione di responsabilità che, partendo dai Dirigenti e Direttivi coinvolge tutti gli operatori della Questura.
Un’attività che nel corso dell’anno in esame ha visto la pianificazione di numerosi servizi di ordine pubblico per varie manifestazioni, talune particolarmente delicate, tra cui si possono annoverare alcune partite di calcio attesa la militanza della squadra in serie B, con il lusinghiero risultato di nessun incidente e nessun ferito.
Il numero zero , in questo caso eccezionalmente prova di capacità operativa, e richiamo per tutti il delicato dispositivo messo in piedi in una manciata di minuti durante la notte, in occasione del “rave party” di Valdaro di poche settimane fa conclusosi senza alcuna turbativa ed incidente, il numero zero dicevo, è il frutto dell’efficace pianificazione dell’Ufficio di Gabinetto , vero cuore pulsante della Questura, che con la sua attività silenziosa e discretamente controlla e disciplina ogni giorno in efficace sinergia con la Digos, tutte le manifestazioni e gli eventi che si svolgono sul territorio.
E tutto l’apparato della Questura non potrebbe funzionare senza il significativo apporto degli Uffici preposti alla logistica, dell’Ufficio del Ufficio Personale, del Tecnico logistico, dell’Ufficio Amministrativo Contabile e dell’ Sanitario ; settori importantissimi, di cui spesso ci si dimentica, ma che sono l’indispensabile presupposto per lo svolgimento delle attività operative.
Come non menzionare l’“esserci sempre” delle Specialità della Polizia di Stato: la Polizia Stradale , la Polizia Ferroviaria, e la Polizia delle Comunicazioni; con tutti è stato avviato un importante rapporto di proficua collaborazione, nella ferma convinzione che la Polizia di Stato sia una ed una sola e che la presenza al suo interno di specifiche professionalità sia un valore aggiunto.
Ed infine, mi piace ed è doveroso darne atto, nessuna strategia può risultare vincente senza gli eserciti chiamati a darvi attuazione pratica, e quindi il lusinghiero risultato “zero” raggiunto nei servizi di ordine pubblico è da attribuire si al lavoro svolto dalle donne e dagli uomini della Polizia di Stato, tra cui la Polizia Scientifica, cui va un particolare apprezzamento per la scrupolosa documentazione nei servizi di Ordine Pubblico, indispensabile per la corretta rappresentazione degli avvenimenti, ma anche dal lavoro svolto dal personale delle altre Forze di Polizia, cui viene affidato l’adempimento operativo delle ordinanze del Questore: Carabinieri e Finanzieri e per ultima, ma non in ordine di importanza, la Polizia locale, che ringrazio per l’insostituibile competenza nel settore mobilità e viabilità, dalla cui saggia ed equilibrata disciplina non può in alcun modo ignorare il buon esito di un servizio di ordine pubblico.
E proprio per questo straordinario spirito collaborativo e la condivisione di obiettivi e strategie, intendo ringraziare i vertici delle Forze di Polizia: i comandanti provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza qui presenti, sottolineando la perfetta sinergia ed intesa istituzionale stabilita, la cui declinazione ideale è anche merito dell’azione di coordinamento del sig. Prefetto di Mantova che, in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, non manca mai di fornire chiare direttive cui improntare ogni iniziativa.
Tutti insieme abbiamo operato per affermare la forza della legge contro la legge della forza, realizzando il miglior equilibrio possibile tra il diritto della comunità di vedere difesi i propri beni e la propria libertà di movimento, e quello di manifestare.
Riteniamo di aver fatto un buon lavoro a servizio di questa collettività, che tuttavia è e rimane il nostro unico ed insindacabile giudice, ma siamo ben consapevoli di avere ancora un percorso faticoso da compiere. Ben sappiamo che Mantova e la sua provincia sono portatrici di una legittima domanda di sicurezza che non sempre trova piena soddisfazione nell’attuale condizione, perché la comunità è storicamente e tradizionalmente ispirata a saldi principi di garanzia e legalità cui, giustamente, non intende abdicare.
Ritengo tuttavia che si deve ancora maturare la piena consapevolezza che solo l’azione sinergica di tutti gli attori, istituzionali e non, chiamati a fornire il loro contributo con le proprie peculiari competenze, rappresentano la giusta risposta ai problemi.
L’ ”esserci sempre” della Polizia di Stato infatti, talvolta può non bastare, anche perché, come penso traspaia dalle considerazioni che ho fatto finora, non abbiamo l’ambizione di essere protagonisti ad ogni costo.
A questo proposito intendo sottolineare un concetto per me fondamentale: la sicurezza è un bene collettivo, è un bene comune, ed il suo perseguimento deve essere un obiettivo condiviso. E mi spiego: affinchè si possano raggiungere i traguardi migliori, ognuno deve fare la sua parte. Il cittadino è anch’egli un attore in questo circolo virtuoso, sta certamente a noi stimolare il suo coinvolgimento collaborativo, ma il cittadino -ripeto- deve fare la sua parte : deve richiedere l’intervento delle forze dell’ordine, denunciare e portare a conoscenza chi di dovere di ciò che accade. Purtroppo, e lo dico non senza rammarico, in questi pochi mesi ho notato una tendenza delle vittime dei reati a rapportarsi prima o solo con gli organi di informazione piuttosto che con quelli investigativi; ho appreso di fatti di reato dalla stampa prima ancora o addirittura in assenza delle relative denunce. Lasciatemi dire che è un approccio metodologico sbagliato, è una mentalità diffusa che non mi aspettavo di trovare, che mi ha sorpreso e che reputo andato assolutamente cambiato. C’è un’antica fiaba africana che stigmatizza l’essenza del concetto che ho appena espresso. Favola del colibrì.
E il cittadino mantovano, la cui fiducia dobbiamo saper conquistare e mantenere, deve fare come il colibrì; consapevole che il suo piccolo apporto è necessario per la buona riuscita del sistema sicurezza, e che quella piccola goccia, unendo le forze, riuscirà a domare un incendio.
A voi cittadini dunque, che in questa circostanza ringrazio per l’accoglienza e la vicinanza riservatami in occasione del mio arrivo a Mantova lo scorso settembre, sentimenti dai quali mi sento accompagnata ogni giorno, chiedo quindi questo sforzo indispensabile. E chiedo inoltre di ripagarci con la vostra fiducia se l’abbiamo meritata: per noi è il riconoscimento più importante.
Non lesinate critiche se ritenete giusto farle, ma ricordate sempre, quando ci giudicate, che noi prima di chiunque altro siamo soggetti alla legge e dobbiamo rispettarla; ricordate sempre che è molto più semplice criticare che fare. Sappiate che le facili e superficiali soluzioni ai problemi della sicurezza non sono di altrettanto facile attuazione: noi non facciamo giustizia sommaria.
Ricordate infine che sotto la giubba ci sono uomini e donne comuni, con le loro vite, i loro dolori, le loro preoccupazioni e tutti i pesi che di volta in volta la vita chiede di portare lungo il cammino; giudicateci quindi non come singoli, ma nella nostra complessiva capacità di “esserci sempre”.
Ci sorregge la consapevolezza della nostra storia, ci sorregge il ricordo di coloro che hanno fatto grande la Polizia di Stato, i nostri Caduti. A loro rivolgo un commosso pensiero e ai loro familiari qui presenti mando un caloroso e sentito abbraccio e confermo il mio impegno a mantenere vivo il ricordo del loro sacrificio per la collettività e del bagaglio di valori che ci hanno trasmesso.
Mi avvio alla conclusione ringraziando la magistratura di Mantova, oggi qui rappresentata dai suoi massimi vertici che impreziosiscono il parterre degli ospiti, insieme alle componenti più giovani, per la straordinaria vicinanza -mai incontrata prima in 37 anni di servizio e lo dico in tutta sincerità- per gli impulsi costruttivi e di direzione investigativa forniti alle indagini, dalle quali sono scaturiti risultati importanti.
Risultati di cui è stata sempre data ampia e trasparente informazione alla stampa, che mi piace definire l’indispensabile anello di collegamento tra noi e l’opinione pubblica, e dalla quale riceviamo stimoli e chiavi intelligenti di lettura degli eventi di interesse pubblico.
Ringrazio le Organizzazioni Sindacali della Polizia di Stato e dell’Amministrazione Civile dell’Interno che, nella sfera delle loro competenze hanno sempre instaurato un costruttivo rapporto di confronto e collaborazione, fornendo un valido contributo per orientare, nell’interesse generale del servizio e del personale, le scelte organizzative e gestionali degli Uffici di Polizia.
Ringrazio i parlamentari ed i consiglieri regionali presenti, il Presidente della Provincia, i sindaci dei Comuni intervenuti ed il Sindaco di Mantova, a cui chiedo di estendere le mie parole di profonda riconoscenza ai suoi collaboratori, per il fondamentale contributo fornito alla migliore riuscita di questa cerimonia; così come ugualmente ringrazio i tantissimi enti e aziende che, direttamente o lezioni impegnati in questa circostanza, non hanno mancato in questi giorni di preparativi di fornire il proprio sostegno, condividendo con noi gli oneri organizzativi e dimostrando amicizia alla Polizia di Stato mantovana.
Adesso mi rivolgo ai nostri poliziotti in pensione, ai poliziotti di ieri della Sezione ANPS, a cui voglio indirizzare la mia gratitudine per il prezioso supporto volontario fornito alla Questura in ogni occasione ed in particolare nel delicato settore delle procedure per il rilascio dei passaporti, attualmente interrotto per cause indipendenti dalla loro volontà e che mi auguro possa al più presto ripristinarsi. Siete l’esempio di come la divisa non veste un corpo ma stia dentro l’anima.
Ai voi poliziotti di domani, giovanissimi operatori che da poco avete ultimato il periodo di prova e avete fatto ingresso pienamente nella nostra famiglia, mando una carezza materna, con l’augurio che possiate cogliere appieno la straordinaria bellezza del nostro lavoro e la promessa di aiutare ad esplorarlo e conoscerlo, per affrontare un impegno che imponente, oltre all’applicazione delle norme, tanta esperienza, umanità e buon senso; e con la speranza che giornate come questa possano suscitare in voi negli anni a venire la stessa emozione che dopo tanti anni io provo ancora oggi.
Consentitemi ora brevemente,- e chiudo davvero- di rendere testimonianza e sincero ringraziamento ai Funzionari che mi hanno accompagnato in questi 8 mesi con lealtà e professionalità, che mi hanno affiancato come mi piace dire, per rappresentare plasticamente il rapporto paritario che mi piace avere con tutti, interpretato nel senso di condivisione di idee e di progetti, ma di mia esclusiva assunzione di responsabilità.
Grazie dunque cari colleghi, a partire dal mio Vicario Sara Mancinelli fino al più giovane di voi, così come a tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato di ogni ruolo e grado che, con il loro impegno e la loro preparazione hanno confermato gli elevati livelli di capacità e professionalità ormai riconosciuti alla Polizia di Mantova, il cui segno tangibile sono i numerosi riconoscimenti premiali che tra poco andremo a consegnare.
Con una menzione particolare per il dirigente della Digos Giuseppe Cannata, che fra poco cesserà dal servizio attivo dopo tanti anni di impegno e risultati straordinari da tutti riconosciuti. Beppe non ha potuto partecipare a questa giornata per un legittimo impedimento, è convalescente, ma era il suo grande desiderio essere qui tra noi. E ugualmente a nome di tutti noi lo ringrazio per quanto ha dato in questi anni. Goditi la pensione caro Beppe, a noi mancherai tanto!
Ed è a tutto il personale di Polizia, qui presente o rimasto ad adempiere ai propri compiti in Ufficio o in strada, in servizio o in quiescenza, che questa giornata di festa è dedicata.
Grazie per la vostra dedizione e per questa scelta di vita così onerosa! E grazie alle vostre famiglie per i sacrifici che questa scelta di vita comporta per loro!
Care colleghe e cari colleghi, trasmettete ai vostri cari la gioia di essere quello che siamo e ai cittadini l’onore e l’orgoglio di adempiere a quello che facciamo! Buona Festa!
Viva Mantova e la sua provincia;
Viva la Polizia di Stato;
Viva l’Italia.
………………………………………..
Riconoscimenti premiali agli operatori
che si sono particolarmente distinti in attività di servizio
Encomio all’Assistente Simone POMPEI e all’Assistente Filippo LETO con la seguente motivazione:
“Evidenziando spiccate qualità professionali portavano a compimento un intervento di soccorso pubblico che consentiva di mettere in salvo una donna che aveva tentato il suicidio ingerendo un mix letale di alcol e farmaci.
Mantova 5 febbraio 2024.”
Encomio all’Assistente Capo Coordinatore Marco GRASSELLI e
Lode all’Agente Scelto Francesco Francia, all’Agente Scelto Simone VASELLI, All’Agente Sergio RUTA e all’Agente Angelo Cristofaro per:
“Evidenziando spiccate capacità professionali, si adoperavano in un intervento di soccorso pubblico nei confronti di un uomo che, barricatosi in casa armato di coltelli, aveva manifestato chiari intenti suicidi.
Mantova, 23 agosto 2023”
Lode all’Assistente Simone POMPEI e all’Agente Luigi MASSA per:
“Evidenziando capacità professionali ed intuito investigativo, svolgevano un’attività di polizia giudiziaria che consentiva di trarre in arresto una donna per detenzione ai fini di spaccio di una ingente quantità di sostanza stupefacente.
Mantova, 16 gennaio 2024”.
Lode al Sostituto Commissario Mirko VETRONE e al Sovrintendente Capo Duilio LORENZI per:
“Evidenziando spiccate doti investigative, portavano a compimento un’attività di polizia giudiziaria che conduceva all’arresto di due soggetti pluripregiudicati, resisi responsabili del reato di truffa ai danni di un anziano.
Cavriana, 12 settembre 2023”.
Lode all’Assistente Capo Andrea MASTROVALERIO per:
“Evidenziando spiccate doti professionali, si rendeva protagonista di un intervento di soccorso pubblico nei confronti di un uomo sul punto di togliersi la vita. Mantova, 07 giugno 2024”.
Attestati di Merito al Sostituto Commissario Coordinatore Nicola BORDIGNON, al Sostituto Commissario Paolo PERARO, all’Ispettore Superiore Tecnico Santo GUBELLO, al Vice Ispettore Loredana Maria PANICO e all’Assistente Capo Giancarlo ORSATTI con la seguente motivazione:
“Per godere particolarmente distinti, per elevata professionalità, non comune impegno e senso del dovere, fronteggiando esigenze emergenziali e contribuendo in maniera determinante al buon andamento degli Uffici di rispettiva appartenenza”.
Alla dott.ssa Elena MACRINI Vice Questore della Polizia di Stato in quiescenza e al sostituto commissario coordinatore in quiescenza Domenico MACIOCE il signor Questore consegnerà il riconoscimento “Poliziotti per sempre” con la seguente motivazione:
“Coniugi in quiescenza, entrambi appartenenti alla Polizia di Stato, sventavano una truffa telefonica, consisteva nella richiesta di una somma di denaro per un asserito incidente avvenuto ad un congiunto. Resisi immediatamente conto dell’intento truffaldino, avvisavano i colleghi della Questura che intervenivano sollecitamente, assicurando alla giustizia gli autori del fatto”. Mantova, 14 dicembre 2024





