Gentile Direttore,
con l’approssimarsi del 25 Aprile e dell’80° anniversario della Liberazione d’Italia, riflettevamo su tutte quelle persone che vivono da anni nel nostro Paese ma che, ancora oggi, non hanno acquisito la cittadinanza.

Ci piacerebbe vi fosse un’iniziativa, di carattere provinciale, perché anche per chi non è nato in Italia ci possa essere un “25 Aprile”. Un 25 Aprile, in particolare, per chi è rifugiato in Italia ed il suo popolo non è stato ancora liberato da guerre e dittature.
Caritas e tante associazioni di volontariato conoscono bene il valore dell’accoglienza e dell’integrazione. E molto stiamo facendo anche noi sindache e sindaci, a livello amministrativo, tra mille difficoltà e in un contesto di totale abbandono da parte del Governo.
Vi sono poi altri due temi troppo poco trattati: il prezzo che le donne pagano per le guerre che vi sono nel mondo, che da sindache del nostro territorio sentiamo in dovere di porre all’ attenzione, ed il ruolo dell’ Europa come promotrice di pace.
Come in diverse e partecipate manifestazioni che si sono svolte nelle scorse settimane a Roma e Bologna, si potrebbe pensare a un’iniziativa senza bandiere di partiti e movimenti, per permettere a tutte e tutti di aderire. Per un 25 Aprile per le nuove cittadinanze, che sia 80 anni dopo una nuova liberazione dai sovranismi e dalla paura del diverso, si potrebbero invitare le sindache e sindaci della provincia, tutte le forze politiche, nel ricordo di quanto fu decisiva l’unione di tutte le componenti del CLN — cattolici, comunisti, liberali — per fondare la Repubblica che oggi conosciamo.
Non sfuggirà l’ attualità del tema anche in relazione al Referendum dell’ 8 e del 9 Giugno!
Con l’auspicio che questo 25 Aprile possa essere, più di sempre, occasione di unità, impegno civile e apertura, porgiamo cordiali saluti.
Elena Betteghella
Elisabetta Galeotti
Gloriana Dall’Oglio