L’artificio della realtà: Fotografie in bianco e nero di Matteo Farolfi, Maria Cristina Pasotti e Alfonso Perrotti, dal 4 al 17 maggio presso la galleria MAD, Via Cavour 59, Mantova. Vernissage domenica 4 maggio ore 18:30 con presentazione del Professor Paolo Ceriani.
Matteo Farolfi
Matteo Farolfi nasce a Ferrara nel 1972, città dove vive e lavora attualmente come graphic designer. Dopo diverse attività artistiche nel settore multimediale, tra cui fonico all’accademia nazionale del cinema di Bologna, speaker radiofonico, decide di sperimentare l’uso di vari materiali e tecniche che lo portano verso il neo espressionismo.
Si specializza nella tecnica mixed media in cui coesistono pittura e fotografia digitale, un dualismo che diventa pretesto di ricerca e tensione continua, tra la realtà e la percezione che si ha di essa. La sua produzione, all’apparenza molto diversificata sia nelle tematiche affrontate che nelle scelte tecnico-stilistiche, è sottesa da una continua pulsione all’ascolto della materia, nel tentativo di percepirne le mutazioni da lei stessa suggerite. La sua attività espositiva lo ha visto coinvolto in mostre personali e collettive in diverse Gallerie d’Arte e Istituzioni, sia in Italia che all’estero.
Maria Cristina Pasotti
La mia passione per la fotografia è nata diversi anni fa, ai tempi dell’analogico. Amavo ritrarre luoghi e persone in paesi lontani, quindi si trattava soprattutto di ricordi di viaggi. Dopo un distacco durato diversi anni per vari problemi, ho ripreso a fotografare circa 10 anni fa, curiosa di esplorare il mondo del digitale, da autodidatta come sempre. Amo sentirmi libera, approfondisco temi e tecniche solo se mi appassionano, se “scatta la scintilla”. Amo da sempre l’architettura, quindi dedico ampio spazio a questo genere che mi ha dato diverse soddisfazioni con premi ricevuti in concorsi a livello internazionale. Questo genere rispecchia il mio modo di essere, il rigore geometrico, la necessità di perfezionare l’immagine in postproduzione, la possibilità di giocare con forme e volumi per evidenziare armonia e bellezza, la ricerca continua di punti di ripresa insoliti che riescano a mettere in risalto il “carattere” e lo “spirito” dell’edificio ripreso. Ritengo la conversione in bianco e nero lo strumento migliore per raggiungere questo scopo.
La mia seconda passione è la fotografia umanista, quindi se possibile mi cimento anche nella fotografia di strada. Credo che sia davvero interessante cogliere attimi di vita con spontaneità, evidenziando stati d’animo e atteggiamenti. Non amo fotografie in posa o costruite, così come le elaborazioni eccessive.
Vedo quindi la fotografia come uno strumento per esprimere la mia visione della vita e del mondo, che rispecchi la mia vita interiore. Credo che sia estremamente vero affermare che attraverso la fotografia si possa esprimere tutto ciò che ci ha arricchito interiormente nell’arco della nostra vita: i libri che abbiamo letto, le opere d’arte che abbiamo amato, i viaggi che abbiamo intrapreso, i sentimenti che abbiamo provato.
Alfonso Perrotti
Ho iniziato ad appassionarmi alla fotografia fin da ragazzo, armeggiando con una piccola Kodak Instamatic “rubata” alla mamma, ma solo in età adulta, soprattutto grazie ad una….illuminante esperienza in camera oscura, ho individuato il mio personale modo di raccontare ciò che accade intorno a me: in bianco e nero e attraverso un obiettivo da 28 mm. Ho vissuto l’ineluttabile passaggio dall’analogico al digitale non con sospetto ma, anzi, come una opportunità in più per sperimentare.
Ho sempre fotografato per me stesso, per soddisfare un bisogno personale e profondo ma, grazie ai social prima e alla partecipazione a mostre collettive poi, ho scoperto il piacere della condivisione e del confronto, che si sono rivelati un potentissimo strumento di crescita e di conoscenza.
Ogni scatto è un frammento di vita, un attimo sospeso nel tempo che ci rivela i dettagli nascosti del quotidiano. Io cerco di scoprire questi dettagli e di raccontarli attraverso i miei occhi, con la mia visione fatta di forti contrasti, di tagli netti di luce e di mossi, riconoscendo nella street photography la straordinaria capacità di esprimere, in estrema sintesi, una situazione, una storia, con il grande vantaggio di poter osservare il mondo con occhio discreto. Un mondo in cui è sempre presente la figura umana, ma che quasi mai è protagonista assoluta del racconto.






