REGGIO EMILIA
GRANDE PASSO IN AVANTI PER IL PROGETTO ‘ALBA’ DELLA NUOVA UNIVERSITA’ PER IL MADAGASCAR, 5 GIOVANI MALGASCI GIUNTI A REGGIO PER COMPLETARE LA MAGISTRALE PRESSO UNIMORE

Grande risultato per il progetto umanitario di creazione di una nuova Università, chiamata Alba, in Madagascar.
Infatti, dopo un enorme lavoro burocratico e diplomatico durato mesi, sono arrivati a Reggio Emilia cinque giovani malgasci (nella foto, prima della partenza per l’Italia) provenienti dalla diocesi Farafangana, una delle zone più povere del Madagascar. La notizia giunge in questo giorno dedicato ai funerali di Papa Francesco, in corso a Roma.
Nel prossimo anno accademico, inizieranno il percorso di studi per ottenere la laurea magistrale presso UniMore, specializzandosi in Agraria e in Economia. Questo fondamentale traguardo è il risultato di un progetto di cooperazione tra le diocesi di Reggio Emilia e di Farafangana, l’Università di Modena e Reggio Emilia e il movimento religioso Familiaris Consortio.
Grazie a una convenzione firmata tra le diocesi e l’Ateneo, questi giovani avranno l’opportunità di completare il loro percorso di studi in Italia, con l’auspicio che, una volta tornati nel loro Paese, possano contribuire allo sviluppo locale, magari diventando professori all’Università Alba. Questa università, fortemente voluta dalla diocesi di Farafangana, sarà ufficialmente inaugurata nel 2026, in una data ancora da fissare.
Reggio Emilia e Madagascar sono ormai mondi che si sono avvicinati, superando le distanze, per costruire insieme un futuro di speranza e sviluppo, soprattutto nel settore dell’istruzione e della sanità. Alla base di questa collaborazione ci sono l’attivismo missionario della diocesi di Reggio Emilia, con figure come don Luca Fornaciari, e realtà come Rtm, Volontari nel Mondo, nata da Reggio Terzo Mondo, con Cecilia Pellicciari impegnata attivamente in progetti sanitari ed educativi in Madagascar.
Due eventi recenti testimoniano la solidità di questa collaborazione, che si concretizza in iniziative fondamentali per il riscatto delle comunità locali: l’istruzione e la sanità.
«L’accoglienza dei ragazzi malgasci a Reggio e il loro percorso di studi rappresentano un esempio di carità circolare», scrive don Fornaciari, esprimendo grande gioia per la realizzazione di questo progetto. «Partiamo da questa regione, povera e periferica, per accedere a un primo livello di studi universitari in Madagascar, poi proseguiamo in Italia con il secondo livello e infine torniamo nei nostri villaggi con una testa e un cuore nuovi», spiega.
Un esempio di impegno e di successo è anche quello raccontato da Cecilia Pellicciari nella sua lettera di saluto, dopo dieci anni di lavoro all’Ospedale Fondation Medicale di Ampasimanjeva, in Madagascar. Con entusiasmo, ricorda come l’ospedale sia cambiato radicalmente: da una struttura isolata, con poca acqua e poche ore di luce, a un presidio che oggi offre servizi di qualità, come ossigeno 24 ore su 24, una sala operatoria sempre attiva e monitoraggi costanti.
«Vedere i progressi fatti in questi anni riempie di gratitudine», scrive Cecilia, ringraziando tutto il personale, che ha dimostrato grande impegno nel portare avanti questa realtà. Oggi, l’ospedale può contare su un’autonomia gestionale che permette di offrire cure più efficaci e di qualità, con un team consapevole dei propri obiettivi e dei progetti in corso.
Insomma, questa collaborazione tra Reggio Emilia e Madagascar sta dando frutti concreti, portando speranza e sviluppo a comunità che ne avevano bisogno. E i giovani che partiranno per l’Italia sono solo l’inizio di un percorso che, speriamo, porterà a un futuro.