Week End FAI: Mostra CUORI DEL TIGRAI, all’Antica Edicola dei Giornali di piazza Canossa e gli AFFRESCHI CINQUECENTESCHI A CA’ DEGLI UBERTI in piazza Sordello

CULTURA

MANTOVA – Era un nome che suonava come quello di un ghetto, un nome che gli abitanti di Te Brunetti trasformarono in un richiamo di appartenenza e di orgoglio.

Il Tigrai quartiere di povera gente, ai margini della città, fatto di casette piccole e in gran parte malsane, ma esaltato dalla propaganda fascista.

Conclusa nel 1938 la sua costruzione, con le casette definite ‘’popolarissime, gaie e simpatiche’’ dalla stampa locale, il Tigrai è cresciuto e si è trasformato negli anni, insieme alle sue famiglie numerose, alle sue battaglie e al suo orgoglio. Ma il nome con il quale la zona è conosciuta è rimasto quello con cui la battezzò un reduce dall’Etiopia che di fronte a quelle costruzioni sbottò dicendo: ‘’Ma queste sembrano proprio le capanne del Tigrai’’.

Agli anni delle origini di questo quartiere è dedicata la mostra ‘’Cuori del Tigrai’’, che sarà inaugurata sabato 31 maggio alle 17:00 all’Antica Edicola dei Giornali del FAI di piazza Canossa a Mantova. Una successione di fotografie e di storie che riportano ad anni lontani, a quegli edifici poveri e ripetitivi, ma anche a persone che lottavano per costruire il loro futuro.

Frutto delle ricerche di un ‘’cuore del Tigrai’’, Mario Sassi, la mostra è stata realizzata in collaborazione con la Delegazione FAI di Mantova. Si passa dall’asilo al centro ricreativo, dal pugile che mangiava troppo poco per poter vincere sul ring al piccolo fantino (Carlin d’la Madura), fino alla spedizione al teatro Sociale quando le casette finirono sott’acqua per un allagamento. La mostra resterà aperta fino a mercoledì 18 giugno. 

Sarà invece un’apertura straordinaria, domenica 1° giungo dalle 14:30, quella di Ca’ degli Uberti, in Piazza Sordello a Mantova. Oggi adibito ad hotel, questo palazzo storico lega il proprio nome a quello della omonima famiglia fiorentina, di fede ghibellina, presente in città già a partire dagli inizi del XIV secolo.

Nel 1459 ospitò diversi prelati che parteciparono alla Dieta indetta da Papa Pio II proprio a Mantova, a testimonianza dell’importanza del palazzo e delle famiglie vi abitarono nel contesto politico della città. Forse residenza di Rinaldo Bonacolsi prima della conquista del potere da parte dei Gonzaga, rialzato di un piano nel Settecento, abbandonato all‘incuria per quasi due secoli, poi restaurato a partire dal 2016, i volontari FAI racconteranno la sua storia plurisecolare segnata dalle murature e dalle decorazioni.

Notevoli gli affreschi tardo cinquecenteschi presenti nelle stanze del piano nobile che sono oggetto di visita: dal ciclo dedicato alle fatiche di Ercole nel salone d’onore, ai fregi contenenti gli stemmi delle famiglie Torelli e Almerici, ai cartigli che riproducono abbastanza fedelmente le xilografie contenute nel volume Cento favole morali, compilato da Giovanni Mario Verdizotti e pubblicato a Venezia nell’anno 1570.

Le visite sono previste domenica 1° giugno, dalle 14.30 alle 18.30 ogni 30 minuti. L’evento è aperto a tutti con un contributo a partire da 8 euro per gli iscritti FAI e 12 euro per i non iscritti. Prenotazione obbligatoria entro sabato 31 maggio 2025.

Per info e prenotazioni: prenotazioni.mantova@faigiovani.fondoambiente.it.

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