Il film “La Grazia” di Sorrentino vince il Premio Brian 2025 per il suo impatto sul dibattito sull’eutanasia in Italia

CINEMA

VENEZIA – La giuria del Premio Brian ha deciso di conferire il riconoscimento al film “La Grazia” di Paolo Sorrentino, presentato alla 82esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.  

Quest’anno il Premio Brian, promosso dall’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, è giunto alla sua ventesima edizione. 

Il film premiato dall’Uaar affronta dal punto di vista politico e istituzionale la questione, ancora drammaticamente attuale, della legalizzazione dell’eutanasia, ostacolata in Italia da radicate ingerenze religiose. Sorrentino mette in scena la complessità di questo tema attraverso lo sguardo del protagonista – un presidente della Repubblica a fine mandato – che tentenna nel firmare la legge che garantirebbe ai cittadini il diritto a una morte dignitosa mentre parallelamente, in maniera altrettanto sofferta, valuta due richieste di grazia.  
Per la forza simbolica, la profondità emotiva e la lucidità civile con cui restituisce al dibattito pubblico un tema di straordinaria rilevanza etica e sociale, “La Grazia” si aggiudica il Premio Brian 2025. 

Inoltre la giuria ha deciso di attribuire tre menzioni speciali ai lungometraggi:
⁠- “Bearcave” di Stergios Dinopoulos e Krysianna Papadakis
– “100 nights of Hero” di Julia Jackman
– “À bras-le-corps” di Marie-Elsa Sgualdo.

La giuria
Paolo Ferrarini (presidente di giuria)
Enrica Berselli 
Glauco Almonte 
Marina Fornasari 
Carmelo Lucchesi 
Francesco Crifò 
Micaela Grosso 
Emanuele Albera
Irene Tartaglia
Maria Teresa Crisigiovanni 
Giuseppe Indelicato

Il premio
Il “Premio Brian”, dal nome del film satirico dei Monty Python “Brian di Nazareth”, è conferito «al film che meglio promuova una visione laica del mondo e che, attraverso le lenti degli scopi sociali dell’Uaar, evidenzi i valori associati al laicismo, cioè la razionalità e il pensiero scientifico, la democrazia, il pluralismo, l’autodeterminazione, le libertà di coscienza, di espressione e di ricerca, il principio di pari opportunità nelle istituzioni pubbliche per tutti i cittadini, senza discriminazioni di sesso, identità di genere, orientamento sessuale e concezioni filosofiche o religiose, nonché l’opposizione diretta a teocrazie e fondamentalismi su base confessionale».

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