Affetta dal morbo di Alzheimer, voleva farla finita sdraiandosi sui binari del treno: dopo essere stata tratta in salvo, ha voluto ringraziare i Carabinieri abbracciandoli forte

MANTOVA – Doveva essere un pomeriggio tranquillo, la cosiddetta quiete dopo la tempesta ovvero dopo l’acquazzone abbattutosi a Mantova nella tarda mattinata. Ed invece alle ore 16:10 sull’utenza di emergenza 112 arriva la chiamata di emergenza di un anziano che, molto agitato, riferiva che sua moglie si trovava sui binari della ferrovia e voleva farla finita.

Il militare in turno presso la Centrale Operativa dei Carabinieri di via Chiassi rimane lucido: è formato per gestire qualsiasi tipo di emergenza e, mentre tranquillizza l’anziano assicurandogli l’intervento sul posto dei Carabinieri, passa la nota ad un altro operatore che, in tempo reale, si mette in comunicazione con la centrale operativa che gestisce il traffico ferroviario del nord Italia, bloccando il passaggio dei treni sulla linea Mantova-Modena.

Tramite il servizio di geolocalizzazione il centralinista dei Carabinieri individua la pattuglia più vicina da mandare per salvare l’anziana, che si trovava nei pressi di via Aliano Bracci. È la pattuglia della Stazione di Porto Mantovano che, in quel momento, si trovava nei giardini Nuvolari per espletare il noto servizio concordato in Prefettura durante un recente Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto della provincia di Mantova dott. Roberto Bolognesi

Lampeggianti accesi e sirene azionate, la pattuglia della Stazione di Porto Mantovano sfreccia nel traffico cittadino: la loro missione è salvare una vita umana, ed ogni secondo può essere utile. L’autovettura dei Carabinieri sfreccia sulle strade trafficate, l’adrenalina dei militari sale a mille.

Arrivano giusti in tempo sul luogo indicato mentre stava giungendo un convoglio ferroviario che, ricevuta la nota da RFI, stava arrestando la marcia per permettere le azioni di soccorso.

I Carabinieri si precipitano sui binari: il marito della signora cercava invano di convincere la moglie a non porre in essere quel gesto estremo. Al centro dei binari, stesa per terra, i Carabinieri trovavano l’anziana signora, una 71nne residente a Mantova, la quale urlava che voleva farla finita.

I Carabinieri instaurano un breve dialogo con la donna, e decidono di prenderla in braccio spostandola dalla strada ferrata portandola in salvo.

La scena che ha commosso i militari è stata quella dell’abbraccio della nonnina verso gli angeli in divisa: consapevole di essere affetta dal morbo di Alzheimer, voleva farla finita ma, dopo essere stata tratta in salvo, ha voluto ringraziare i Carabinieri abbracciandoli forte.

La donna è stata affidata poi alle cure sanitarie del personale del 118 che, nel frattempo, erano giunti sul posto, che la trasportavano in codice verde all’Ospedale Civile di Mantova per un controllo.

Storia a lieto fine

I due Carabinieri, dopo aver assicurato l’anziana al personale del 118, ritornano a bordo della macchina di servizio. Spengono i lampeggianti che erano rimasti accesi dalla fretta di scendere dal veicolo. Comunicano l’esito dell’intervento alla centrale operativa. Si danno la mano come segno di vittoria e riprendono il loro regolare servizio di pronto intervento. Pronti a ricevere un’altra chiamata di soccorso.

Storia di ordinario servizio.  Al rientro in caserma per il fine turno i due Carabinieri sono contenti, entusiasti di aver svolto con onore il loro servizio. Un ordinario servizio. Una vita salvata. Si danno appuntamento per il turno successivo, pronti a sfrecciare ancora, a bordo della gazzella. Pronti a nuove avventure. Pronti ad aiutare il cittadino in difficoltà, senza distinzione di razza, religione, colore della pelle, sesso.

Questo è il Carabiniere. Questo è il lavoro silenzioso che il Carabiniere svolge dietro le quinte. Questa è la sua missione.

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