Dalí tra arte e mito al Palazzo Tarasconi di Parma, con oltre 200 opere del genio spagnolo Salvador Dalí

PARMA – Salvador Dalí, personalità artistica complessa e controversa, ammirata dal pubblico, ma spesso criticata dagli ambienti elitari culturali per la sua interpretazione eccessivamente commerciale dell’arte, è il protagonista della mostra Dalí tra arte e mito, dal 27 settembre al 1° febbraio 2026 al Palazzo Tarasconi di Parma.

L’esposizione, prodotta dalla società Navigare srl, in collaborazione con Art Book Web Sg Group Srls, con la curatela di Vincenzo Sanfo, è patrocinata da Regione Emilia-Romagna, Provincia di Parma e dal Comune di Parma.

Salvador Dalí
The Bacchus’chariot
1970 Arazzo 76,5 x 105 cm

Della grande quantità di opere realizzate dal catalano Dalí (Figueras 1904 -1989), durante una carriera artistica che lo vide vicino ai movimenti surrealista e dadaista e attivo sperimentatore nei diversi ruoli di pittore, scultore, illustratore e molto altro, la rassegna si concentra sulle opere grafiche, i disegni, le ceramiche e gli oggetti di design, con oltre 200 opere provenienti da collezioni private.

La Divina Commedia di Dante illustrata da Salvador Dalì –
 I sodomiti da “Inferno” 1959-1963
Ed. Les Heures Claires, Parigi
Acquerelli incisi in legno a colori in quarto Copia numerata su pergamena Rives con tavole con timbro di firma stampato in rosso

Il progetto espositivo esplora circa due decenni (1960-1980) dell’intenso percorso dell’artista vissuto tra Spagna, Francia e USA in un lungo periodo storico attraversato dalle due Guerre Mondiali e dal Regime franchista, e da incontri personali fondamentali, tra i quali: André Breton, André Masson e altri artisti surrealisti, con il poeta e scrittore Federico Garcia Lorca e con il regista francese Luis Buñuel, con il quale realizzò il celebre cortometraggio Un chien Andalou (1929).

La Divina Commedia di Dante illustrata da Salvador Dalì –
 Il morso di Gianni Schicchi da “Inferno”
1959-1963
Ed. Les Heures Claires, Parigi
Acquerelli incisi in legno a colori in quarto Copia numerata su pergamena Rives con tavole con timbro di firma stampato in rosso

Tra le opere esposte a Parma, si segnalano: La Divina Commedia di Dante illustrata da Salvador Dalí (1959-1963, edizione Les Heures Claires, Parigi), con 100 copie numerate di incisioni ad acquerello su legno, a colori, frutto di un lavoro durato circa 10 anni e originariamente commissionatogli dal Governo italiano (1950) per commemorare i 700 anni dalla nascita di Dante.

La Divina Commedia di Dante illustrata da Salvador Dalì –
Bertram dal Bornio da “Inferno”
1959-1963
Ed. Les Heures Claires, Parigi
Acquerelli incisi in legno a colori in quarto Copia numerata su pergamena Rives con tavole con timbro di firma stampato in rosso

E ancora, le 24 litografie prove di stampa dedicate al Purgatorio e al Paradiso danteschi, e le 18 racchiuse nel cofanetto intitolato I cavalli, in edizione limitata e numerata, oltre a 12 incisioni di disegni per Le Château d’Otrante, romanzo di Horace Walpole, considerato anticipatore del genere gotico, 21 incisioni a puntasecca del Tristano e Isotta, cui si aggiungono le 21 del Faust, e 10 serigrafie a colori di Romeo e Giulietta.

La Divina Commedia di Dante illustrata da Salvador Dalì
  Gli avari da “Purgatorio”
1959-1963
Ed. Les Heures Claires, Parigi
Acquerelli incisi in legno a colori in quarto Copia numerata su pergamena Rives con tavole con timbro di firma stampato in rosso

Alla produzione grafica, si aggiunge anche quella del designer Dalí, con 10 bottiglie e boccette di profumo, oggetti di ceramica, un arazzo e una installazione con specchi.

A completare la rassegna, presenti anche 51 opere di 14 artisti entrati in contatto con l’universo daliniano o accomunati al Maestro dalla capacità visionaria. Tra questi: il grande amico Federico García Lorca, del quale sono esposte 30 litografie, Man Ray, Marc Chagall, Joan Miró, André Masson, Stanislao Lepri, Enrico Colombotto Rosso, Leonor Fini, Fabrizio Clerici, Michel Henricot.

La Divina Commedia di Dante illustrata da Salvador Dalì –
 Le potenze dell’anima da “Purgatorio”
1959-1963
Ed. Les Heures Claires, Parigi
Acquerelli incisi in legno a colori in quarto Copia numerata su pergamena Rives con tavole con timbro di firma stampato in rosso

La mostra Dalí tra arte e mito sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 19:30 (biglietto intero13 euro), il sabato e la domenica chiusura alle 20:30 (biglietto intero 15 euro).  www.navigaresrl.com

Titolo  Dalí tra arte e mito  
Produzione  e organizzazione       Navigare srl in collaborazione con Art Book Web e Sg Group Srls          
Dove    Palazzo Tarasconi – Strada Farini, 37 – 43121 Parma  
Quando    Dal 27 settembre 2025 al 1° febbraio 2026
Curatore    Vincenzo Sanfo    
Opere esposte in mostra            Totale opere: oltre 200 di Dalí Tipo di opera: incisioni, disegni, profumi e oggetti di design   51 opere varie realizzate da altri 14 artisti: Federico García Lorca, Man Ray, Marc Chagall, Joan Miró, André Masson, Stanislao Lepri, Fabrizio Clerici, Leonor Fini, Michel Henricot, Enrico Colombotto Rosso, Ubaldo Bartolini, Alberto Abate, Roberto Barni, Stefano De Stasio.          
Provenienza opere  Collezioni private italiane
Patrocini    Regione Emilia-Romagna Provincia di Parma Comune di Parma  
Orari  Dal lunedì al venerdì: ore 9:30 – 19:30 Sabato, domenica e festivi: ore 9:30 – 20:30  
Costo biglietto      Intero: 15,00€ – Weekend e festivi Intero: 13,00€ – Feriali Ridotto in biglietteria: 10,00€ – Tutti i giorni: gruppi oltre 10 pax, disabili (legge 104/1992) Ridotto in biglietteria: 10,00€ da lun. a ven. e 13,00€ nei weekend e festivi per: giovani fino ai 14 anni, universitari con tesserino, convenzioni, over 65, accompagnatori disabili L. 104, giornalisti con tesserino in corso di validità Ridotto scuole: 5,00€ Biglietto Open: 17,00€ – Salta la fila Gratuito: bambini fino ai 5 anni  
Info e Biglietteria      Telefono: 371 170 4794   Vendita biglietto online: ticketone.it                       
Official Green Carrier    Trenitalia
Sito Web     www.navigaresrl.com  

DALÍ

Il Curatore Vincenzo Sanfo

Salvador Dalí è uno degli artisti forse più divisivi della storia dell’arte moderna. Un artista, straordinariamente popolare, amato dal grande pubblico, ma invero non particolarmente apprezzato dalla critica militante, la quale vede in lui l’aspetto commercialmente meno nobile dell’arte. Un concetto, questo, di fatto elitario, che tende a non dare il giusto credito a chi trova il riscontro commerciale ad un atto creativo che, per alcuni, si dovrebbe riservare ad élite ritenute culturalmente e, soprattutto, economicamente più evolute. Dalí, di questa visione discriminatrice dell’arte si è sempre fatto beffe, forte comunque di una capacità tecnica e di una fantasia ineccepibili, e che gli hanno consentito di prendersi gioco di tutto e di tutti, consolidando la sua immagine e la sua collocazione nella storia dell’arte moderna.

La Divina Commedia di Dante illustrata da Salvador Dalì –
 Il regno dei penitenti da “Purgatorio”
1959-1963
Ed. Les Heures Claires, Parigi
Acquerelli incisi in legno a colori in quarto Copia numerata su pergamena Rives con tavole con timbro di firma stampato in rosso

Storicamente vissuto in un’epoca che ha dato al mondo dell’arte tutto ciò che era prima inimmaginabile, Dalí ha accompagnato il XX secolo, con il suo passo da protagonista, in una epoca irripetibile, traghettandolo verso il mondo dell’inconscio, del sogno, ma anche, degli incubi. Gli incubi di un’epoca passata attraverso i massacri di due guerre mondiali, di una serie di dittature che hanno insanguinato e condizionato un’Europa malata e stanca, dopo i rutilanti fasti della “Belle Époque”, conseguenza del vorticoso avvento della nuova industria e del relativo benessere economico. Dalí, nato agli albori del ‘900 ha vissuto appieno gli sconvolgimenti della sua epoca e in particolare della Spagna franchista, di cui ha attraversato le contraddizioni, i drammi, e le glorie, in un andirivieni di opportunistica vanità. Basti citare la morte dell’amato amico e poeta Garcia Lorca per mano dei falangisti, che pur sconvolse la sua vita, non gli impedì di avvicinarsi, successivamente con entusiasmo, al “Caudillo” Francisco Franco, affascinato com’era dal senso del potere e della ricchezza.

 
La Divina Commedia di Dante illustrata da Salvador Dalì
 Dante purificato da “Purgatorio”
1959-1963
Ed. Les Heures Claires, Parigi
Acquerelli incisi in legno a colori in quarto Copia numerata su pergamena Rives con tavole con timbro di firma stampato in rosso

Riparato in Francia, Dalí troverà nella Parigi post-impressionista il brodo di coltura ideale per il suo spropositato “Ego” e in André Breton e il suo cenacolo Bretoniano la chiave di volta ideale, per sviluppare la sua fantasia e il suo senso della “théâtralité”. Breton con Max Ernst, Hans Arp, Yves Tanguy, Paul Eluard, Man Ray e altri, creerà una sorta di gruppo che, immortalato in una celebre fotografia, sarà la fonte di una inesauribile sequenza di accadimenti e sperimentazioni, le quali permetteranno a Dalí di trovare la sua strada e la sua collocazione nel panorama dell’arte internazionale. L’incontro con Picasso e Mirò, anch’essi rifugiati a Parigi, non sortirà altro che un distaccato rispetto, ma non lascerà nulla nella mente del giovane Dalí, ormai già impegnato, attivamente, nella diffusione del suo modo di intendere la pittura e la sua vita. Una pittura ormai distaccata dalla tradizione spagnola e, ancor più, dai tentativi post- impressionisti, repentinamente cancellati dalla immaginifica visione bretoniana del Surrealismo internazionale. Visione già in parte assaporata da Dalí nei delicati disegni di Garcia Lorca, in cui il sogno e le visioni oniriche anticipano, a modo loro, quanto propugnato successivamente da Breton. Ma soprattutto, l’amicizia con Luis Buñuel e la realizzazione di quel piccolo capolavoro che fu il cortometraggio “Un Chien Andalou” gli permetteranno di entrare, inconsapevolmente e a pieno titolo, in quello che poi diverrà il “Surrealismo” e di cui questo filmato sarà una pietra miliare.

La Divina Commedia di Dante illustrata da Salvador Dalì –
 La croce di Marte da “Paradiso”
1959-1963
Ed. Les Heures Claires, Parigi
 
Acquerelli incisi in legno a colori in quarto Copia numerata su pergamena Rives con tavole con timbro di firma stampato in rosso

Da questi incontri e da questo gruppo nascerà il percorso di un artista fuori dagli schemi e dalle mode, un artista che, come Picasso e Miró, diverrà non solo un nome ma anche un marchio, un logo o, meglio, un brand come si usa dire oggigiorno. Attraverso il marchio “Dalí” passa ogni cosa, dalla pittura alla scultura, dalla moda al design, in una rincorsa alla diffusione globale del suo pensiero, che contempla la moltiplicazione di immagini e oggetti, non necessariamente di sua mano, ma che siano comunque in grado di assimilare e diffondere, sempre più, la sua visione dell’arte.

La Divina Commedia di Dante illustrata da Salvador Dalì – Costellazione di spiriti beati da “Paradiso”
1959-1963
Ed. Les Heures Claires, Parigi
Acquerelli incisi in legno a colori in quarto Copia numerata su pergamena Rives con tavole con timbro di firma stampato in rosso

Entrare nel mondo e in una mostra di Dalí è percorrere un cammino che ci porta in luoghi sconosciuti e sorprendenti, in cui nulla è ciò che si vede e in cui tutto è da scoprire, immaginare, godere, in un continuo andirivieni tra realtà e finzione.

La Divina Commedia di Dante illustrata da Salvador Dalì –
 L’apoteosi di Maria da “Paradiso”
1959-1963
Ed. Les Heures Claires, Parigi
Acquerelli incisi in legno a colori in quarto Copia numerata su pergamena Rives con tavole con timbro di firma stampato in rosso

La capacità di stupire, di incalzare l’occhio e la mente di chi guarda è il grande talento di Dalí che, con il suo senso del racconto, è in grado di affascinare chiunque, anche il più recalcitrante tra i suoi detrattori, i quali non possono esimersi dal riconoscergli una capacità tecnica, raramente riscontrabile altrove. La figura di Dalí, con i suoi iconici baffi, è divenuta talmente popolare da essere riprodotta e divulgata in ogni dove, così come le sue numerose opere grafiche, acqueforti, litografie e stampe che continuano ad alimentare un mercato che, imperterrito, non smette di auto riciclarsi e diffondersi, nonostante i tempi e le mode siano così drasticamente cambiati.

Le Château d’Otrante
1964
Libro illustrato a fogli sciolti in custodia editoriale
Testi di Horace Walpole illustrati da incisioni D’après
Disegni di Salvador Dali

Il percorso di Dalí appartiene ormai alla storia, e le vicende ad esso collegate, tra gossip e leggenda, continuano a generare attenzione verso un artista che attraverso la sua storia personale, fatta di incontri e amori, da Garcia Lorca alla sua amata Gala, ci ha consegnato non solo delle opere d’arte irripetibili, ma soprattutto una vicenda umana perennemente in bilico tra realtà e finzione, esattamente come la sua opera.

Cavallo di Troia
I cavalli di Dalí
Salvador Dalí
 
Parigi Ed. Israele 1983
 
18 Litografie firmate in lastra e punzonate con timbro a secco a nome dell’editore.
Foglio 36 x 56 cm
Cofanetto in velluto con copertina decorata con placca di rame montata su plexiglas raffigurante un “Picador”, secondo un’opera dell’artista.
Edizione limitata di 4.980 copie numerate.
Cavallo di Trionfo
I cavalli di Dalí
Salvador Dalí
 
Parigi Ed. Israele 1983
 
18 Litografie firmate in lastra e punzonate con timbro a secco a nome dell’editore.
Foglio 36 x 56 cm
Cofanetto in velluto con copertina decorata con placca di rame montata su plexiglas raffigurante un “Picador”, secondo un’opera dell’artista.

Edizione limitata di 4.980 copie numerate.

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.