Con i bandi Capitale Naturale e Format, Fondazione Cariverona trasforma l’emergenza
in azione: 33 progetti ridisegnano paesaggi e città, restituiscono vita ad habitat fragili
e formano migliaia di giovani e professionisti rafforzando il tessuto sociale
VERONA – Fondazione Cariverona investe 5,3 milioni di euro per affrontare la crisi climatica e rigenerare i territori. Con i bandi Capitale Naturale e Format sono stati selezionati 33 progetti che tutelano habitat fragili, ridisegnano paesaggi e città ed educano migliaia di studenti e professionisti, rafforzando il tessuto sociale nelle province di Verona, Vicenza, Belluno, Mantova e Ancona.
Un impegno che trasforma la preoccupazione per l’emergenza in corso in risposte concrete: dalla riqualificazione ambientale ai percorsi formativi, dalle nuove aree verdi alle iniziative comunitarie che coniugano sostenibilità, innovazione e radicamento locale, per generareun impatto duraturo e replicabile.
“Il cambiamento climatico non è un fenomeno lontano e astratto: entra ogni giorno nelle nostre case, nelle bollette, nelle filiere produttive, nella salute dei più vulnerabili”, sottolinea Bruno Giordano, presidente di Fondazione Cariverona. “Continuare a trattarlo come un allarme episodico significa condannarci a rincorrerne i danni. Come Fondazione, vogliamo adottare una nuova prospettiva: sostenere chi costruisce soluzioni efficaci, chi innova senza perdere il legame con i luoghi, chi traduce la consapevolezza in azione. È questo il senso dei progetti che abbiamo deciso di accompagnare: non gesti simbolici, ma pratiche reali che possono essere replicate e scalate, perché l’ambiente non aspetta i nostri tempi… Siamo noi a dover cambiare passo”.
Nel perimetro del bando Capitale Naturale (12 progetti, 4,1 milioni di euro), gli interventi toccano i nodi cruciali della tutela degli ecosistemi. L’acqua è il primo fronte, con zone umide che ricominciano a respirare, corsi d’acqua liberati da barriere e laghi difesi dalle specie aliene. Poi le montagne, i pascoli e le praterie: qui migliaia di nuovi alberi ricuciono corridoi ecologici, le torbiere tornano a trattenere carbonio e gli spazi di pascolo vengono recuperati e gestiti in modo innovativo. Anche le città entrano nel processo di rigenerazione grazie a piani di inverdimento per ridurre polveri sottili e isole di calore, soluzioni basate sulla natura per gestire le acque meteoriche, paesaggi urbani che si ricompongono grazie ad interventi naturalistici. Infine, la biodiversità diventa motore di innovazione: le aree marginali vengono trasformate in corridoi ecologici, gli apiari funzionano come sensori ambientali, bacini e boschi si aprono ad attività didattiche e comunitarie. Così l’ambiente non è solo protetto, ma apre la strada a nuove opportunità di sviluppo sostenibile.
Con il bando Format (21 progetti, 1,2 milioni di euro) l’attenzione si sposta sulle persone e sulle competenze. La scuola si trasforma in un laboratorio di futuro: migliaia di bambini, ragazzi e universitari sperimentano percorsi che intrecciano scienza, natura e creatività, fino a diventare ambasciatori del clima o progettisti di parchi tematici green. Accanto a loro, professionisti e imprese costruiscono nuovi saperi pratici per la transizione ecologica, con accademie, pratiche di alfabetizzazione energetica e prime comunità energetiche di quartiere. Anche il territorio si trasforma in aula a cielo aperto: sentieri, festival, orti e parchi storici diventano luoghi di apprendimento e incontro, dove la sostenibilità si intreccia con cultura e socialità. E linguaggi innovativi si affacciano sulla scena: podcast e web-serie, laboratori di fotografia e moda circolare, esperienze culinarie che insegnano a riconoscere il valore delle filiere a basso impatto ambientale. La transizione, così, non rimane un concetto astratto, ma entra nella vita quotidiana delle persone e delle comunità.
Nei prossimi anni, il bando Capitale Naturale coinvolgerà 203 enti, tra cui 60 aziende, con la messa a dimora di circa 60mila nuove piante e la realizzazione o ripiantumazione di 41 ettari di aree verdi – equivalenti a quasi 60 campi da calcio – con un assorbimento immediato di oltre 95 tonnellate di CO2. Parallelamente, il bando Format attiverà 407 enti (di cui 59 aziende e 109 scuole o enti di formazione) e raggiungerà più di 3,5 milioni di cittadini grazie a media partnership qualificate, promuovendo oltre 30mila ore di formazione dedicate all’educazione alla sostenibilità.
“Ogni risorsa investita in questi progetti è un seme pronto a generare nuova vita nei territori. Non vogliamo sostenere iniziative isolate, ma innescare processi duraturi: reti di scuole che formano cittadini preparati, amministrazioni che scelgono modelli sostenibili, comunità che imparano a riconoscere il valore della natura come bene comune. Questo investimento non è un punto di arrivo ma un inizio: una rete di iniziative che, senza clamore, cambia i luoghi e trasforma le persone. È in questi segni concreti che la transizione ecologica smette di essere una promessa per diventare futuro”, conclude Giordano.
Con gli esiti di oggi, il filone ambientale si conferma strutturale per la Fondazione: cinque edizioni di Format e tre di Capitale Naturale hanno mobilitato circa 18 milioni di euro e dato vita a 137 progetti, intrecciando tutela degli ecosistemi e soluzioni nature-based con formazione alla sostenibilità, sviluppo di competenze e capacity building per scuole, organizzazioni e cittadini. Una traiettoria ormai consolidata, fatta di risultati misurabili e continuità operativa: investimenti che creano valore per ambiente e comunità.
BANDO FORMAT
Progetti sostenuti
PROVINCA DI MANTOVA
Acqua(m) un bene comune
Ente: Azienda Speciale Ufficio d’Ambito della Provincia di Mantova
Partner strategici: Istituto Manzoni – Rete PCTO/Alternanza provinciale, Forma Mantova, Provincia di Mantova, Comune di Mantova, AqA s.r.l. Società Benefit, Consorzio di bonifica Garda Chiese, Sigla srl Società Benefit, A.G.I.R.E. Srl, AISAM – Associazione Istituzioni Scolastiche Autonome Mantovane
Contributo: 60.000 €
Nasce da una visione chiara: fare dell’acqua un terreno di alleanza educativa e territoriale. Il progetto Acqua(m) un bene comune prende forma dalla strategia “Hydrometra”, che ha già creato un tavolo interistituzionale provinciale per rendere più efficaci le politiche sulla gestione idrica. Oggi, con il coinvolgimento delle scuole superiori e delle reti formative locali, questa esperienza si traduce in un percorso che mette al centro i giovani come protagonisti della sensibilizzazione.
L’obiettivo è costruire una collaborazione stabile tra il sistema scolastico e il sistema Acquam, capace di generare percorsi formativi e laboratori partecipativi per conoscere, comunicare e difendere la risorsa idrica. Gli studenti saranno impegnati in attività di co-produzione di contenuti multimediali, co-progettazione di iniziative territoriali e moduli di e-learning, affiancati da esperti e resi protagonisti di eventi e azioni pubbliche.
Non solo educazione in classe, dunque, ma un vero laboratorio diffuso di cittadinanza attiva, che unisce conoscenze, creatività e responsabilità. Attraverso video, eventi e attività sul territorio, i giovani diventeranno ambasciatori di una nuova cultura dell’acqua, contribuendo a radicare pratiche quotidiane di uso consapevole e sostenibile.
INTER-ESSERE – Promuovere la transizione ecologica attraverso azioni di rete, tra scuola e territorio
Ente: Istituto Comprensivo Completo di Asola
Partner strategici: Agriturismo Le Bine, Canoa Club ASOLA, Comune di Asola, Comune di Casalmoro, Cooperativa Viridiana Sociale, Filmaker Snc, Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani M.A.S.C.I. Asola 1, Università di Parma – Laboratorio di Ecologia Acquatica – LEA
Contributo: 59.000 €
La scuola come motore di cultura ecologica e punto di incontro tra saperi diversi: è questa la visione di INTER-ESSERE, un progetto che trasforma gli istituti scolastici in veri laboratori di comunità, capaci di mettere in dialogo studenti, docenti, famiglie, scienziati, amministratori e mondo economico-sociale.
L’obiettivo è generare un cambiamento profondo, che non si limiti alle conoscenze ma che tocchi i comportamenti e i valori. Da un lato la linea euristica, che punta sulla ricerca e la sperimentazione; dall’altro la linea socio-costruttiva, fatta di attività didattiche sul territorio e iniziative di public engagement aperte alla cittadinanza.
Il progetto prevede azioni concrete e innovative: la creazione di un’Ecobiblioteca, la produzione di video e podcast, attività di Service Learning e un web magazine scolastico, strumenti capaci di diffondere nuove visioni e stimolare la partecipazione attiva.
Erede dell’esperienza di Io sono il fiume, il fiume è me, INTER-ESSERE segna un passo ulteriore: costruire una rete di relazioni – tra persone e tra esseri viventi – che renda la sostenibilità parte integrante della cultura condivisa e del futuro dei territori.
INTERPROVINCIALE (MANTOVA, VERONA)
Città storiche e cambiamento climatico – Mantova e Verona, strategie per la sostenibilità
Ente: Politecnico di Milano – Polo territoriale di Mantova
Partner strategici: Comune di Mantova, Comune di Verona, Ordine degli Architetti di Mantova
Contributo: 60.000 €
Come possono le città storiche affrontare la sfida del cambiamento climatico senza perdere la loro identità? È la domanda al centro del progetto che unisce Mantova e Verona, due centri urbani di straordinario valore culturale, oggi chiamati a ripensarsi in chiave di sostenibilità e resilienza.
L’iniziativa promuove un approccio educativo, partecipativo e interdisciplinare, per sensibilizzare cittadini e istituzioni sugli effetti del riscaldamento globale, con un’attenzione particolare alla tutela del patrimonio culturale, alla salute pubblica e alla qualità della vita urbana.
Un ruolo centrale è affidato alle scuole: bambini e ragazzi, dagli 8 ai 25 anni, parteciperanno a laboratori didattici e attività creative per comprendere i fenomeni climatici estremi e immaginare soluzioni basate sulla natura. Parallelamente, eventi culturali, conferenze e percorsi di formazione coinvolgeranno cittadini, professionisti e istituzioni, stimolando un confronto aperto e continuo.
L’obiettivo è generare una riflessione critica e progettuale sull’interazione tra morfologia urbana, patrimonio storico e strategie di resilienza climatica, affinché la sostenibilità non sia solo un tema di emergenza, ma diventi parte integrante della cultura urbana e delle scelte condivise per il futuro delle città.
BANDO CAPITALE NATURALE
Progetti sostenuti
PROVINCIA DI MANTOVA
Incremento della biodiversità e degli habitat naturali nelle Valli del Mincio – Zona umida di importanza internazionale Valli del Mincio e Laghi di Mantova
Ente: Parco Regionale del Mincio
Partner scientifico: Università degli Studi di Trento, Riga Technical University
Partner strategici: Provincia di Mantova, Comune di Mantova, Comune di Curtatone, Comune di Porto Mantovano, Comune di Rodigo
Contributo: 380.000 €
Il progetto si concentra su una delle più vaste e rilevanti zone umide del Nord Italia, cuore naturalistico del Parco del Mincio, con l’obiettivo di preservare e rafforzare gli ecosistemi delle Valli del Mincio e dei Laghi di Mantova.
Le azioni principali riguardano il ripristino della funzionalità idraulica dei canali, per migliorare la circolazione delle acque, e il contenimento delle specie vegetali invasive, sia alloctone (come Ludwigia hexapetala e Nelumbo nucifera) sia autoctone a comportamento infestante (come Trapa natans). Sono previsti inoltre interventi di riqualificazione del canale Osone, opere di ingegneria naturalistica per contrastare il cedimento spondale dei laghi e la piantumazione di nuove essenze arboree nei Comuni di Curtatone, Porto Mantovano e Rodigo, così da incrementare la biodiversità e contribuire alla riduzione delle emissioni di CO₂.
Un’attenzione specifica è dedicata alla gestione degli habitat vallivi a canneto, con strategie di sfalcio e recupero della biomassa per favorire pratiche di economia circolare. Accanto agli interventi ambientali, il progetto prevede attività di monitoraggio scientifico e azioni di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, per accrescere la conoscenza delle problematiche locali e promuovere una cultura condivisa della tutela ambientale.
I benefici attesi riguardano il miglioramento complessivo della qualità ecologica della zona umida, il rafforzamento della resilienza degli ecosistemi e la diffusione di buone pratiche di gestione sostenibile replicabili in altri contesti.

