L’appello dei “giuristi per Gaza”: si “mobilita” anche la giustizia mantovana per sensibilizzare sulla crisi umanitaria e i diritti fondamentali dei civili

MANTOVA – La giustizia mantovana ha aderito all’iniziativa “giuristi per Gaza”, partita da Bologna (in particolare dagli ambienti della Procura e dell’Università) al fine di sensibilizzare, senza voler prendere posizione sulle rispettive ragioni dell’atroce guerra in corso (tantomeno sul piano politico), sulla grave situazione umanitaria in corso sulla striscia di Gaza.

Un uomo sorridente in abito blu con camicia bianca e cravatta, indossa occhiali da sole e ha le braccia incrociate.
Avv. Daniele Iarussi

L’avv. Daniele Iarussi, giurista dell’Università di Bologna e “Of Counsel” dello studio legale internazionale Ascheri-Nelson di Londra, primo avvocato del Foro di Mantova (insieme ad alcuni magistrati del foro virgiliano) ad aderire all’iniziativa di sensibilizzazione promossa dal mondo forense che ha raggiunto complessivamente quasi tremila firme, ha affermato: “come ribadito nelle premesse del comunicato diffuso dai promotori, il silenzio ha smesso da tempo di essere un’opzione e tale iniziativa di sensibilizzazione, che prevede anche la lettura di un testo contenuto nella legge italiana di ratifica dello statuto istitutivo della Corte penale internazionale, si propone di rammentare l’obiettivo di tutelare i diritti fondamentali delle persone ed il dovere di perseguire i crimini internazionali oltre a manifestare – in un momento in cui nulla può esser considerato “ovvio” – la nostra non indifferenza rispetto alle ingiustizie perpetrate nei confronti dei civili (in particolare nei confronti dei soggetti più deboli). Auspico la massima adesione dell’avvocatura mantovana che può firmare l’appello al seguente link https://forms.gle/oabxBpXHH9oUWSwM7”.

Il testo che potrà esser letto nelle aule di giustizia (anche mantovane) è il seguente: “Preliminarmente, il Tribunale intende oggi ricordare quanto enunciato nella Legge 12 luglio 1999, n. 232, di Ratifica ed esecuzione dello statuto istitutivo della Corte penale internazionale – e segnatamente nel suo Preambolo.

‘Consapevoli che tutti i popoli sono uniti da stretti vincoli e che le loro culture formano un patrimonio da tutti condiviso, un delicato mosaico che rischia in ogni momento di essere distrutto;

memori che nel corso di questo secolo, milioni di bambini, donne e uomini sono stati vittime di atrocità inimmaginabili che turbano profondamente la coscienza dell’umanità;

riconoscendo che crimini di tale gravità minacciano la pace, la sicurezza ed il benessere del mondo;

affermando che i delitti più gravi che riguardano l’insieme della comunità internazionale non possono rimanere impuniti e che la loro repressione deve essere efficacemente garantita mediante provvedimenti adottati in ambito nazionale ed attraverso il rafforzamento della cooperazione internazionale;

determinati a porre termine all’impunità degli autori di tali crimini contribuendo in tal modo alla prevenzione di nuovi crimini; rammentando che è dovere di ciascuno Stato esercitare la propria giurisdizione penale nei confronti dei responsabili di crimini internazionali procediamo con la trattazione dell’odierna udienza”.

Si segnala analoga iniziativa, a cui l’Avv. Daniele Iarussi ha aderito come “avvocato europeo” iscritto al CCBE, proposta a livello internazionale dalla Labour Law Community, organizzazione di giuslavoristi internazionali.

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