Plantvoice incontra l’arte: a Orticolario 2025 è partner dell’installazione The Secret Garden di Alessandro Puccia

  • Plantvoice porta a Orticolario 2025 la sua tecnologia per il monitoraggio delle piante, diventando partner di The Secret Garden, installazione dell’artista Alessandro Puccia a cura di Clelia Patella.
  • Fondata da Matteo e Tommaso Beccatelli, Plantvoice è una startup che ha sviluppato un sensore fitocompatibile che analizza la linfa delle piante per monitorarne lo stato di salute in tempo reale.
  • Utilizzata principalmente in campo agricolo su piante da frutto, con la partecipazione a Orticolario 2025, Plantovoice entra anche nella gestione del verde urbano.
Alessandro Puccia

BOLZANO – Plantvoice, startup che ha lanciato sul mercato un’innovativa tecnologia sensoristica per conoscere in tempo reale lo stato di salute delle piante attraverso l’analisi biochimica della loro linfa, è partner di The Secret Garden, l’installazione dell’artista Alessandro Puccia a cura di Clelia Patella, in mostra dal 2 al 5 ottobre 2025 a Villa Erba (Cernobbio) nell’ambito di Orticolario.

  • L’acqua, elemento vitale e narrativo

Filo conduttore di questa collaborazione è l’acqua: per le piante è linfa vitale, veicolo invisibile che nutre e sostiene; per l’essere umano è memoria, simbolo di rigenerazione e specchio interiore.

Partendo dall’intuizione che l’acqua possa custodire memoria e coscienza, Alessandro Puccia osserva al microscopio gocce contenenti idrolati, rimedi floreali e spiriti degli alberi, selezionati in collaborazione con Remedia Erbe. Le piante scelte, tra cui lavanda, salvia sclarea, ortica, betulla, biancospino, sono archetipi che incarnano qualità simboliche: armonia, guarigione, autosufficienza, risveglio. Attraverso il freddo del congelamento e la lente del microscopio, affiorano trame, colori, strutture che evocano una dimensione della natura nascosta ai nostri occhi, eppure profondamente nostra.

Allo stesso modo, è nella linfa delle piante – veicolo d’acqua e sostanze essenziali – che Plantvoice intercetta variazioni fisiologiche invisibili, traducendole in dati vitali e percepibili. In questo senso, Plantvoice diventa alleato in un processo di riscoperta del legame originario con la natura. La sua capacità di rendere udibile ciò che normalmente resta inascoltato invita a un approccio più intuitivo, empatico e contemplativo nei confronti del mondo vegetale, dove l’ascolto profondo, la cura e la relazione diventano strumenti di rigenerazione individuale e collettiva.

  • The Secret Garden, un Eden interiore
The Secret Garden

È proprio grazie a questa condivisione di valori che Plantvoice è diventata partner di The Secret Gardenultimo lavoro del percorso artistico di Alessandro Puccia.

The Secret Garden è un’installazione multisensoriale che esplora la vita invisibile delle piante attraverso immagini microscopiche, suoni generati dalle loro vibrazioni bioelettriche, dati scientifici sulla salute delle piante e un video che ne estende il movimento. Un giardino interiore da attraversare con lo sguardo e con l’ascolto, dove acqua, luce e suono rivelano connessioni profonde.

La fotografia rappresenta uno dei tre elementi dell’opera: le immagini al microscopio restituiscono la materia vegetale nella sua dimensione invisibile, mentre il video ne estende il movimento. L’impianto sonoro, realizzato grazie alla tecnologia di PlantsPlay di Edoardo Taori, diffonde in tempo reale le vibrazioni bioelettriche delle piante tradotte in musica. Plantvoice, registrando i parametri biologici del vegetale, ne rende percepibile la vitalità profonda, traducendo variazioni invisibili in segni di fragilità, rigenerazione o adattamento. È un dispositivo che in questo contesto diventa parte di un atto di ascolto e di alleanza con la natura, svelando la sensibilità nascosta delle piante.

Il risultato è un’installazione che avvolge il visitatore, dove suono, immagine e presenza si uniscono in un continuum sensoriale.

The Secret Garden
  • Plantvoice: la tecnologia che dà voce alle piante

Plantvoice, è un innesto intelligente e sensibile progettato per monitorare in modo non invasivo lo stato fisiologico delle piante attraverso un’accurata analisi biochimica della loro linfa. Una volta captati i dati, il sensore li invia in cloud a un software di AI che li analizza utilizzando algoritmi personalizzati e fornisce l’impronta digitale di ogni tipologia di stress (“le voci delle piante”), come un eventuale insufficiente apporto d’acqua o un’infestazione batterica o fungina.

Queste informazioni aiutano le aziende agricole non solo a intervenire in modo tempestivo e mirato, ma anche a migliorare la resa e la qualità delle coltivazioni, oltre che a ottenere un risparmio economico diretto in termini di efficienza del consumo di risorse idriche, fertilizzanti e fitofarmaci. 

Con la partecipazione a Orticolario 2025, l’innovativa tecnologia di Plantovoice entra anche nella gestione del verde urbano, con l’obiettivo di monitorare non solo la loro vigoria, ma anche di migliorare l’assorbimento di CO2 da parte delle piante e di calcolare l’impronta carbonica dell’area urbanizzata interessata.

«Con Plantvoice abbiamo sempre immaginato la tecnologia come un ponte tra esseri umani e mondo vegetale. A Orticolario questa visione prende una nuova forma: i dati che raccogliamo dalla linfa diventano parte di un linguaggio artistico e sensoriale, capace di restituire la vitalità delle piante in modi inediti» commenta Matteo Beccatelli, co-founder di Plantvoice. «Essere partner di The Secret Garden significa per noi ribadire che ascoltare le piante non è solo un gesto scientifico, ma anche un atto culturale e introspettivo, che ci invita a ristabilire un legame più profondo e consapevole con la natura.»

«Con The Secret Garden ho voluto creare un luogo interiore in cui le piante rivelano la loro dimensione più intima e nascosta. Grazie a Plantvoice questo linguaggio segreto si arricchisce di una dimensione ulteriore, dove dati e sensazioni dialogano e diventano esperienza artistica» conclude Alessandro Puccia, artista. «La tecnologia, così, non è un mezzo freddo ma uno strumento di ascolto che ci permette di ritrovare, attraverso la bellezza, la nostra appartenenza al mondo naturale.» 

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