Scopri la mostra prolungata su Ghitta Carell a Villa Necchi Campiglio fino al 2 novembre, con ritratti inediti e storie affascinanti

MILANO – Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS annuncia la proroga della mostra a Villa Necchi Campiglio dedicata a Ghitta Carell (1899-1972), fotografa ritrattista, fino a domenica 2 novembre 2025.

Ritratto di una coppia in abiti da cerimonia, circondata da fiori, con quadri appesi sullo sfondo.
Il matrimonio di Livio Gaetani Dell’Aquila D’Aragona e Fiammetta Sarfatti. Stampa vintage, 1934 – Collezione privata, Milano

In concomitanza con la proroga, si arricchisce il percorso espositivo grazie ai risultati ottenuti dalla Call for portraits: una ricerca diffusa lanciata dal FAI tramite canali digitali e social per ritrovare ritratti fotografici scattati da Ghitta Carell.

La call ha riscosso notevole successo, raccogliendo oltre 30 fotografie inedite da tutta Italia: Milano, Roma, Genova, Bologna, Pavia e Bari. Questa vasta partecipazione ha permesso al curatore, Roberto Dulio, di ampliare il catalogo conosciuto della fotografa.

Interno della mostra dedicata a Ghitta Carell, con fotografie incorniciate appese alle pareti e un grande tavolo centrale che espone ulteriori opere artistiche, illuminato da luci soffuse.
Villa Necchi_Ghitta Carell_ foto Barbara Verduci 2025 © FAI

In mostra, sino a domenica 2 novembre, per la prima volta sarà così esposta una selezione di quattro stampe vintage provenienti da collezioni private: un Ritratto femminile, degli anni Trenta; il ritratto di Lunella Castelli Morfini, anni Quaranta; il matrimonio di Livio Gaetani Dell’Aquila D’Aragona e Fiammetta Sarfatti a Roma nel 1933 (la fotografia viene ristampata dalla Carell nel 1934) nell’abitazione di Margherita Sarfatti a Milano: alle spalle degli sposi è possibile riconoscere la Maternità (1921) di Achille Funi; il ritratto dell’architetto e storico dell’arte Andrea Busiri Vici, del 1918. Ulteriore novità è la presenza di un dipinto, olio su tela, degli anni Trenta della scultrice e pittrice inglese di origine lituana Buschka Diamondstein, proveniente da una collezione privata di Firenze, che ritrae la fotografa poco più che trentenne.

GHITTA CARELL

Mostra dedicata a Ghitta Carell, con una grande foto della fotografa che usa una macchina fotografica, esposta in Villa Necchi Campiglio. Sullo sfondo, un'area espositiva con fotografie e oggetti legati alla sua carriera.
Villa Necchi_Ghitta Carell_ foto Barbara Verduci 2025 © FAI

Nata nel 1899 nella contea ungherese di Szatmár da una famiglia ebrea, Ghitta Klein, in visita a Firenze nel 1924, decide di fermarsi in Italia e intraprendere la professione di fotografa. Ribattezzatasi Carell per l’occasione, in breve tempo, entra in contatto con l’aristocrazia, l’élite intellettuale e la classe politica italiane.

Davanti al suo obiettivo hanno posato, nell’arco di quarant’anni, personalità di spicco, come Vittorio Emanuele III e la regina Elena, Umberto e Maria José di Savoia, Margherita Sarfatti, Benito Mussolini, Cesare Pavese, Neville Chamberlain, la regina madre d’Inghilterra Elizabeth con la figlia Margaret, le famiglie Mondadori e Pirelli, Walt Disney, Pio XII e Giovanni XXIII.

Nell'immagine sono esposti ritratti fotografici di donne, incorniciati e appesi a una parete nera, parte della mostra dedicata a Ghitta Carell.
Villa Necchi_Ghitta Carell_ foto Barbara Verduci 2025 © FAI

Le personalità italiane più note – o aspiranti alla notorietà – degli anni Trenta si susseguono nello studio di Piazza del Popolo 3 a Roma, dove Ghitta Carell si è ormai trasferita dopo l’esordio fiorentino. Negli anni di più intensa attività apre uno studio anche a Milano, in via Conservatorio 20, dove fotografa la famiglia Necchi Campiglio e lo stesso Piero Portaluppi, progettista della loro casa milanese.

Insegna della mostra "Ghitta Carell - Ritratti del Novecento" con due fotografie incorniciate sul muro scuro.
Villa Necchi_Ghitta Carell_ foto Barbara Verduci 2025 © FAI

Carell utilizza un’attrezzatura tradizionale – una grande macchina con cavalletto della ditta Luigi Piseroni di Milano, esposta in mostra – che impara subito a padroneggiare. Si tratta di un apparecchio con lastre di grande formato (cm 18 × 24), all’occorrenza sostituito da più agili macchine portatili, ma sempre dello stesso formato. La fotografa dimostra subito un indubbio talento nel mondo della fotografia, o meglio del ritratto fotografico, con il quale sintetizza le esperienze che più l’hanno interessata, sia della fotografia che della pittura rinascimentale. Si sofferma sui tagli, le inquadrature, i particolari, l’uso delle luci, arrivando alla definizione di uno stile inconfondibile.

Una selezione di ritratti fotografici in bianco e nero, disposti su un fondale scuro, che mostrano otto personalità storiche, ognuna incorniciata con un bordo luminoso.
Villa Necchi_Ghitta Carell_ foto Barbara Verduci 2025 © FAI

Sulla lastra sono fissate le immagini che poi la fotografa ritocca a tavolino, con un apposito leggio e una serie di strumenti – matite, colori, pennelli, raschietti – che faranno sembrare il suo atelier più simile a quello di un pittore che di un fotografo. Il suo lavoro offre una sintesi espressiva, in accattivante dialettica, tra avanguardie e tradizione che segnano il dibattito artistico dell’epoca.

Interno della mostra dedicata a Ghitta Carell, con fotografie incorniciate appese alle pareti e documenti su un tavolo di esposizione.
Villa Necchi_Ghitta Carell_ foto Barbara Verduci 2025 © FAI

La promulgazione delle leggi razziali nel 1938 sconvolge la vita degli ebrei italiani e anche quella di Ghitta Carell. Non sarà perseguitata, ma il suo ruolo e il suo nome inizieranno a essere censurati e omessi. Trascorrerà in Italia gli anni della guerra, nascosta tra Roma e Milano. Nel dopoguerra continuerà la sua attività su cui aleggia il ricordo – drammaticamente espiato – del fascismo e nel 1969 si trasferirà ad Haifa, dove vivono la sorella e la nipote, e dove morirà nel 1972, lasciando una serie di stampe e alcune lastre fotografiche all’Istituto Italiano di Cultura della città, che ha concesso il patrocinio a questa mostra.

Due ritratti vintage di donne in bianco e nero, uno in alto con una tiara e un collo di pelliccia, e l'altro in abito scollato, esposti su sfondo scuro.
Villa Necchi_Ghitta Carell_ foto Barbara Verduci 2025 © FAI

LA MOSTRA

L’esposizione rinnova l’offerta di visita di Villa Necchi Campiglio seguendo la politica culturale del FAI che “usa” le mostre nei suoi Beni come occasioni per valorizzare lo spirito del luogo, ovvero per approfondire e ampliare la conoscenza della sua specifica identità e della sua vocazione. Anche questa mostra nasce da un contenuto che già Villa Necchi esprime, ovvero la storia della società e del costume in una certa Milano della prima metà del Novecento, e trae lo specifico spunto dalla presenza nell’allestimento storico dei ritratti di Nedda e Gigina Necchi, immortalate proprio dalla macchina fotografica di Ghitta Carell.

Interno di Villa Necchi Campiglio, con un dipinto di una figura femminile e montagne, e fotografie incorniciate su un tavolino di marmo, mentre sullo sfondo si intravede una libreria e una sala da pranzo.
Villa Necchi_Ghitta Carell_ foto Barbara Verduci 2025 © FAI

Alle foto delle sorelle Necchi, nella loro collocazione originale, sono affiancate nella hall del primo piano una parte dei ritratti raccolti per questa mostra, lasciati all’interno delle loro cornici originali. Le fotografie sono posizionate su un grande tavolo da centro, come se fossero state collocate lì dai proprietari di casa, integrandosi con l’arredo e confondendosi con le fotografie della famiglia, senza turbare l’ambiente domestico allestito e abitato dai Necchi Campiglio.

Tre fotografie incorniciate su un tavolo in legno: una ritrae una giovane donna con tiara e abiti eleganti, l'altra mostra un uomo in uniforme, e la terza mostra due bambini, un ragazzo e una ragazza, che abbracciano sorridendo.
Villa Necchi_Ghitta Carell_ foto Barbara Verduci 2025 © FAI

La mostra prosegue nel guardaroba, che è dedicato ad approfondire la tecnica fotografica della Carell, e si espande nel sottotetto della villa: uno spazio propriamente museale dove sono esposti ulteriori ritratti, in gran numero, oltre a lettere, cartoline, libri e documenti d’archivio, per raccontare, anche attraverso video e filmati storici, non solo il lavoro della fotografa, ma anche i rapporti e le relazioni che la hanno legata a esponenti della classe aristocratica e intellettuale del tempo.

Un'immagine che mostra un vestito di pelliccia appoggiato su una sedia di legno accanto a una fotografia in bianco e nero di una donna in abito elegante, esposta su un mobile in legno.
Villa Necchi_Ghitta Carell_ foto Barbara Verduci 2025 © FAI

Non è prevista la pubblicazione di un catalogo dedicato, la mostra è però accompagnata da due volumi, curati da Roberto Dulio – Un ritratto mondano. Fotografie di Ghitta Carell, edito da Johan & Levi nel 2013 e Ghitta Carell’s portraits, edito da Five Continents, nel 2024 – che hanno riaperto il dibattito critico sull’opera della Carell, spesso deformata da filtri ideologici o stereotipata da giudizi encomiastici quanto superficiali.

La mostra si svolge con il patrocinio di Regione Lombardia, del Comune di Milano e dell’Istituto Italiano di Cultura di Haifa.

Un'antica macchina fotografica su un supporto in legno, con una stampa colorata che ritrae una donna con un diadema, esposta in un contesto museale.
Villa Necchi_Ghitta Carell_ foto Barbara Verduci 2025 © FAI

Il calendario “Eventi nei Beni del FAI 2025” è reso possibile grazie al fondamentale sostegno di Ferrarelle, Partner degli eventi istituzionali e Acqua Ufficiale della Fondazione, e al prezioso contributo di Pirelli, accanto al FAI dal 2005, che rinnova per il tredicesimo anno consecutivo la sua storica vicinanza all’iniziativa; due sinergie pluriennali strategiche e virtuose, da sempre fondate su medesimi obiettivi e valori, che si sono consolidate negli anni con la realizzazione di numerosi progetti. Grazie anche a BRT per il primo anno vicina alla Fondazione in qualità di sponsor del calendario eventi nei Beni, una nuova collaborazione nata con l’obiettivo di coinvolgere e sensibilizzare le persone e le comunità alle bellezze del nostro Paese, e a Delicius, che rinnova per il quinto anno consecutivo il suo sostegno al progetto, confermando la propria vicinanza e partecipazione alla missione del FAI.

Fotografia di una macchina fotografica tradizionale a grande formato, con un corpo in legno e ottica in ottone, esposta in mostra.
Villa Necchi_Ghitta Carell_ foto Barbara Verduci 2025 © FAI

Villa Necchi Campiglio è Museo riconosciuto da Regione Lombardia.

GHITTA CARELL

RITRATTI DEL NOVECENTO.

a cura di Roberto Dulio

dal 15 maggio al 2 novembre 2025

Villa Necchi Campiglio – Via Mozart 14, Milano

Tel. 02 76340121 – fainecchi@fondoambiente.it

Orari: dal mercoledì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00. Ultimo ingresso alle ore 17.00.

Biglietti: Intero € 15; Ridotto (6-18 anni) € 9; Famiglia (2 adulti e figli 6/18 anni) € 39; Iscritti FAI e National Trust gratuito; Bambini fino ai 5 anni gratuito; Studenti universitari (fino ai 25 anni) € 9.

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