Prende il via “Incontri e Dialoghi”: il nuovo progetto culturale di Valcucine e Miele a cura di Luca Molinari
MILANO – Ha preso il via “Incontri e Dialoghi”, il nuovo ciclo di appuntamenti ideato e curato da Luca Molinari, critico e curatore di fama internazionale. L’iniziativa è nata per dare spazio a un confronto vivo tra mondi solo in apparenza distanti: architettura, design, impresa e cultura si intrecciano in un percorso che esplora i grandi temi del nostro tempo, con l’obiettivo di costruire nuove prospettive comuni.
Al centro di questo progetto ci sono due realtà che da sempre rappresentano un punto di riferimento nell’unire tecnologia, cultura del progetto e responsabilità sociale: Valcucine e Miele. Entrambe condividono la convinzione che l’innovazione abbia senso solo se capace di tradursi in un beneficio reale per le persone e per l’ambiente.
Valcucine, promotrice dell’iniziativa, si confermata luogo di pensiero oltre che di progetto, spazio in cui il design incontra la riflessione culturale e si fa motore di cambiamento.
Miele, con la sua tradizione di eccellenza e di ricerca tecnologica, porta avanti, anche in questa occasione, un impegno fatto di qualità, longevità dei prodotti e riduzione dell’impatto ambientale.
Insieme, testimoniano come sia possibile unire visione etica, innovazione spinta e design responsabile, trasformando i valori in azioni concrete e in un racconto capace di guardare lontano.
Il primo appuntamento è stato dedicato a un binomio cruciale per il futuro: sostenibilità e innovazione, intese non come slogan ma come impegno concreto e responsabilità condivisa.
Il primo appuntamento si è tenuto presso l’Atelier Valcucine Milano Brera, spazio gestito dalla famiglia Spotti, realtà di riferimento nel panorama del design milanese, e ha affrontato un binomio cruciale per il futuro: sostenibilità e innovazione, intese non come slogan ma come impegno concreto e responsabilità condivisa.
L’incontro ha visto protagonisti voci di primo piano del panorama del progetto contemporaneo: lo studio Vudafieri Saverino, capace di coniugare ricerca estetica e attenzione al contesto; Regina De Albertis, presidente di Assimpredil Ance e figura centrale nel dibattito sull’edilizia sostenibile; Alessia Garibaldi, architetto che ha fatto della qualità dello spazio e del rispetto ambientale la sua cifra; e Andreas Kipar, paesaggista di fama internazionale noto per il suo approccio capace di mettere in relazione natura, città e innovazione.
Attraverso due conversazioni intense e complementari, i quattro protagonisti hanno delineato una riflessione profonda e personale sul presente e sul futuro del progetto, interpretando la sostenibilità e l’innovazione come strumenti di trasformazione culturale e sociale, capaci di generare valore, responsabilità e visione.
Nel primo dialogo, l’innovazione è emersa come atto di coraggio e di visione.
Regina De Albertis ha raccontato l’impegno di una nuova generazione di imprenditori che sceglie di cambiare il modo di costruire e di pensare l’edilizia, accettando errori e ostacoli come tappe necessarie del progresso. Innovare, nel suo racconto, significa costruire cultura, creare processi condivisi, restituire dignità a un settore chiamato a reinventarsi.
Tiziano Vudafieri ha invece spostato il discorso sul piano culturale: innovazione come metamorfosi continua, come capacità di adattarsi ai luoghi e alle persone, diventando ogni volta altro da sé. Non un segno riconoscibile, ma un atteggiamento di ascolto, empatia e co-progettazione, dove il genius loci e la voce del committente diventano parte integrante del processo creativo.
Nel secondo momento, il tema della sostenibilità si è trasformato in una riflessione profonda sulla qualità della vita e dell’abitare.
Per Alessia Garibaldi, la vera sostenibilità non risiede nella tecnologia o nelle certificazioni, ma nella misura delle scelte quotidiane: nella luce naturale, nei materiali che respirano, nella bellezza discreta che genera benessere. L’architettura, ha ricordato, è un gesto culturale e sensibile che dialoga con la storia, la tradizione e i diversi modi di vivere.
Andreas Kipar, da trent’anni voce autorevole del paesaggio urbano, ha invitato a ripartire dal giardino come metafora universale: la cura dello spazio come gesto etico e poetico, dove la natura, l’uomo e la città ritrovano un equilibrio possibile. La sua riflessione si è spinta oltre il progetto, verso un pensiero ecologico che pone al centro la relazione tra io, tu e ambiente: una triade che rinnova la speranza, la responsabilità e la capacità di costruire comunità.
Due conversazioni, due prospettive diverse ma unite da un filo comune: la necessità di riscrivere il senso del progetto come strumento di rigenerazione culturale.
Come ha sottolineato Luca Molinari, il primo incontro, ha sortito l’effetto desiderato: un pubblico selezionato tra architetti e giornalisti, due dialoghi che hanno coinvolto quattro protagonisti del mondo del progetto, dell’impresa e del paesaggio intorno a due parole chiave per il nostro presente-futuro come innovazione e sostenibilità. Due termini apparentemente così abusati ma riletti con originalità e personalità attraverso le esperienze dirette uniche e inattese che hanno offerto al pubblico contenuti e riflessioni preziose per guardare al mondo che cambia e al ruolo del progetto.
Con questo primo appuntamento, Incontri e Dialoghi si conferma come un laboratorio di pensiero e azione in cui l’impresa incontra la cultura del progetto per costruire nuovi immaginari condivisi.
Nei prossimi mesi il ciclo proseguirà a Roma e Torino, continuando a intrecciare architettura, design e impresa in un racconto corale che restituisce all’architettura il suo compito più alto: produrre senso, generare futuro e costruire speranza.
La serata è stata accompagnata dai vini Barone Pizzini, storica cantina franciacortina pioniera della viticoltura biologica, che ha coniugato tradizione e sostenibilità in un percorso coerente con lo spirito dell’evento.
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ABOUT VALCUCINE
Valcucine, azienda italiana specializzata nel settore delle cucine Made in Italy, da oltre quarant’anni è impegnata a fornire l’eccellenza in termini di sostenibilità, innovazione, artigianalità e di impegno nel mettere in primo piano benessere, innovazione, sostenibilità e durata senza tempo. Valcucine disegna cucine impermeabili alle tendenze, senza tempo, fatte per accompagnare le persone nel corso della vita. Ogni cucina offre estrema libertà di progettazione grazie alla varietà degli elementi che possono essere anche combinati tra collezioni diverse ma anche grazie all’estrema possibilità di personalizzazione attraverso una vasta gamma di materiali, finiture e lavorazioni artigianali.
Pioniera fin dagli anni ’90 nell’adozione di pratiche e materiali sostenibili, è suo il concetto di dematerializzazione con l’anta a telaio in alluminio più sottile e leggera al mondo con soli 2 mm di spessore e il primato della prima cucina 100% riciclabile.
Oltre agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) che da anni persegue, Valcucine si è imposta nuovi obiettivi ESG (ambientali, sociali e di governance) che incarnano il continuo impegno aziendale per un futuro migliore. Oggi Valcucine è presente in oltre 285 showroom in tutto il mondo, di cui 30 Atelier, tra Europa, Stati Uniti, Medio Oriente, India, Sud-Est asiatico e Sud Africa.






