MANTOVA – Sabato 11 ottobre, apre al pubblico la mostra “Diana Scultori, intagliatrice rara. Un’artista tra Mantova e Roma nel Cinquecento”.
L’esposizione si terrà nell’Appartamento della Rustica di Palazzo Ducale di Mantova, ossia lungo il percorso di visita del Museo, ed è inclusa nel normale costo del biglietto.
La palazzina della Rustica fu edificata da Giulio Romano, per il quale lavorò Giovan Battista Scultori, padre di Diana e al quale Palazzo Ducale ha dedicato una mostra nel 2024. La mostra ospita 40 opere, tra disegni, medaglie e soprattutto incisioni: lastre in rame e stampe su carta, opere della prima donna in assoluto nell’ambito dell’incisione artistica.
L’esposizione, in collaborazione dell’Istituto centrale per la Grafica, raccoglie prestiti dall’estero (Budapest) e dall’Italia (Firenze, Parma, Milano e Mantova).

Ritratto di Diana Scultori, 1580 circa
matita nera e matita rossa su carta
Budapest, Szépművészeti Muzeum / Museum of Fine Arts, inv. 2412
Diana Scultori (1547 cica – 1612) è una figura di eccezionale interesse. Dovette formarsi con il padre Giovan Battista, in una famiglia di artisti che conta anche suo fratello, Adamo. Da ragazza, la nostra artista si cimentò principalmente nella traduzione in stampa di opere di Giulio Romano, ma seppe allargare i propri orizzonti e interessi anche al Parmigianino e altre celebrità. Nel 1566, quando lei non aveva nemmeno vent’anni, Giorgio Vasari ne ammirò le capacità, scrivendo due anni più tardi che “Diana intaglia … tanto bene, che è cosa maravigliosa: et io che ho veduto lei, che è molto gentile e graziosa fanciulla, e l’opere sue, che sono bellissime, ne sono restato stupefatto”.

Il combattimento intorno al corpo di Patroclo, 1570 circa
incisione a bulino (stato imprecisato)
Mantova, Palazzo Ducale, inv. generale 11942
Lo stupore di Vasari le fu da viatico per l’affermazione e la consacrazione del suo talento, che avvenne a Roma, la città più competitiva e importante per le arti dell’epoca. Qui Diana si trasferì probabilmente nel 1575, sposando l’architetto Francesco Capriani, nativo di Volterra.

Gemelli, 1577
incisione a bulino (secondo stato)
Roma, Istituto Centrale per la Grafica, inv. S-FC50750 (Fondo Corsini, Proprietà dell’Accademia Nazionale dei Lincei
La coppia collaborò con numerosi giovani artisti attivi nell’Urbe e Diana divenne l’interprete delle loro invenzioni grafiche, pronta a dar loro la diffusione e la visibilità che questi talenti meritavano; si tratta di Pietro Candido, Giorgio Vasari, Paris Nogari, Raffaellino da Reggio, Federico Zuccari, Durante Alberti, Niccolò

Cristo e l’adultera nel portico del tempio, 1575
incisione a bulino (secondo stato)
Roma, Istituto Centrale per la Grafica, inv. S-FC50716 (Fondo Corsini, Proprietà dell’Accademia Nazionale dei Lincei
Martinelli detto il Trometta. Inoltre, incise opere e disegni di Michelangelo, del Correggio, ma anche sculture antiche, secondo il gusto antiquario tipico dell’epoca. A Roma, la Scultori fu la prima donna a ottenere un privilegio pontificio, ossia l’autorizzazione del papa a stampare opere e il riconoscimento del suo copyright sulla produzione incisoria. Fu anche la prima donna artista a essere ammessa tra i Virtuosi del Pantheon, nel 1580.
La mostra indaga Diana Scultori a tutto tondo: il suo volto, il suo talento. La ricca produzione incisoria dell’artista presenta anche diverse peculiarità: per esempio la ripresa da maestri del Quattrocento, una sorta di omaggio ad antichi maestri come Domenico Ghirlandaio e Luca Signorelli, ma anche soggetti curiosi e intriganti come i Gemelli (Gemini): corpi intercambiabili, che si possono vedere da vari punti di vista.

Il convito degli dei (o I preparativi per il convito di Amore e Psiche), 1575
incisione a bulino (primo stato)
Mantova, Palazzo Ducale, inv. generale 11939
La mostra presenta, quindi, le capacità di Diana come artista, il suo straordinario ruolo nella cultura figurativa del Cinquecento e il suo affermarsi in un contesto estremamente vivace e concorrenziale, come la Roma degli anni settanta e ottanta del XVI secolo.
Giovan Francesco Peranda in una lettera del giugno 1578 definì “mirabilissime” le opere di Diana, la cui fama le sopravvisse, meritando anche le lodi di Giovanni Baglione per le sue opere “molto belle”.
Dall’11 ottobre 2025 all’11 gennaio 2026
“Diana Scultori, intagliatrice rara. Un’artista tra Mantova e Roma nel Cinquecento”
Palazzina della Rustica, Palazzo Ducale di Mantova Ingresso con biglietto del museo
Una mostra a cura di Stefano L’Occaso con la collaborazione di Giulia Marocchi e Silvia Merigo, presentata alla stampa il 10 ottobre.









