Diana Scultori, “intagliatrice rara”, un’artista del Cinquecento tra Mantova e Roma – Dall’11 ottobre al Palazzo Ducale di Mantova

MANTOVA – Sabato 11 ottobre, apre al pubblico la mostra “Diana Scultori, intagliatrice rara. Un’artista tra Mantova e Roma nel Cinquecento”.

Mostra di Diana Scultori, intagliatrice rinascimentale, allestita a Palazzo Ducale di Mantova, con dettagli sulla durata e il contenuto dell'esposizione.

L’esposizione si terrà nell’Appartamento della Rustica di Palazzo Ducale di Mantova, ossia lungo il percorso di visita del Museo, ed è inclusa nel normale costo del biglietto.

La palazzina della Rustica fu edificata da Giulio Romano, per il quale lavorò Giovan Battista Scultori, padre di Diana e al quale Palazzo Ducale ha dedicato una mostra nel 2024. La mostra ospita 40 opere, tra disegni, medaglie e soprattutto incisioni: lastre in rame e stampe su carta, opere della prima donna in assoluto nell’ambito dell’incisione artistica.

L’esposizione, in collaborazione dell’Istituto centrale per la Grafica, raccoglie prestiti dall’estero (Budapest) e dall’Italia (Firenze, Parma, Milano e Mantova).

Ritratto di una giovane donna con un vestito storico e un colletto di pizzo, in stile rinascimentale.
Federico Zuccari (Sant’Angelo in Vado, 1539 – Ancona, 1609)
Ritratto di Diana Scultori, 1580 circa
matita nera e matita rossa su carta
Budapest, Szépművészeti Muzeum / Museum of Fine Arts, inv. 2412

Diana Scultori (1547 cica – 1612) è una figura di eccezionale interesse. Dovette formarsi con il padre Giovan Battista, in una famiglia di artisti che conta anche suo fratello, Adamo. Da ragazza, la nostra artista si cimentò principalmente nella traduzione in stampa di opere di Giulio Romano, ma seppe allargare i propri orizzonti e interessi anche al Parmigianino e altre celebrità. Nel 1566, quando lei non aveva nemmeno vent’anni, Giorgio Vasari ne ammirò le capacità, scrivendo due anni più tardi che “Diana intaglia … tanto bene, che è cosa maravigliosa: et io che ho veduto lei, che è molto gentile e graziosa fanciulla, e l’opere sue, che sono bellissime, ne sono restato stupefatto”.

Un'opera d'arte che rappresenta una battaglia, con soldati a cavallo e combattenti a terra, in uno stile rinascimentale.
Diana Scultori (Mantova, 1547 circa – Roma, 1612)
Il combattimento intorno al corpo di Patroclo, 1570 circa
incisione a bulino (stato imprecisato)
Mantova, Palazzo Ducale, inv. generale 11942

Lo stupore di Vasari le fu da viatico per l’affermazione e la consacrazione del suo talento, che avvenne a Roma, la città più competitiva e importante per le arti dell’epoca. Qui Diana si trasferì probabilmente nel 1575, sposando l’architetto Francesco Capriani, nativo di Volterra.

Incisione di due bambini gemelli, rappresentati con corpi intercambiabili, ispirata a maestri del Quattrocento.
Diana Scultori (Mantova, 1547 circa – Roma, 1612)
Gemelli, 1577
incisione a bulino (secondo stato)
Roma, Istituto Centrale per la Grafica, inv. S-FC50750 (Fondo Corsini, Proprietà dell’Accademia Nazionale dei Lincei

La coppia collaborò con numerosi giovani artisti attivi nell’Urbe e Diana divenne l’interprete delle loro invenzioni grafiche, pronta a dar loro la diffusione e la visibilità che questi talenti meritavano; si tratta di Pietro Candido, Giorgio Vasari, Paris Nogari, Raffaellino da Reggio, Federico Zuccari, Durante Alberti, Niccolò

Stampa incisa che mostra un gruppo di figure in un ambiente architettonico elaborato, con colonne e decorazioni, mentre interagiscono tra loro.
Diana Scultori (Mantova, 1547 circa – Roma, 1612)
Cristo e l’adultera nel portico del tempio, 1575
incisione a bulino (secondo stato)
Roma, Istituto Centrale per la Grafica, inv. S-FC50716 (Fondo Corsini, Proprietà dell’Accademia Nazionale dei Lincei

Martinelli detto il Trometta. Inoltre, incise opere e disegni di Michelangelo, del Correggio, ma anche sculture antiche, secondo il gusto antiquario tipico dell’epoca. A Roma, la Scultori fu la prima donna a ottenere un privilegio pontificio, ossia l’autorizzazione del papa a stampare opere e il riconoscimento del suo copyright sulla produzione incisoria. Fu anche la prima donna artista a essere ammessa tra i Virtuosi del Pantheon, nel 1580.

Interno di una mostra d'arte con opere incorniciate esposte su pareti color blu, illuminazione soffusa e soffitto decorato.

La mostra indaga Diana Scultori a tutto tondo: il suo volto, il suo talento. La ricca produzione incisoria dell’artista presenta anche diverse peculiarità: per esempio la ripresa da maestri del Quattrocento, una sorta di omaggio ad antichi maestri come Domenico Ghirlandaio e Luca Signorelli, ma anche soggetti curiosi e intriganti come i Gemelli (Gemini): corpi intercambiabili, che si possono vedere da vari punti di vista.

Incisione che rappresenta una scena festiva con figure mitologiche e nude, circondate da vasi e oggetti decorativi, immersa in un ambiente naturale.
Diana Scultori (Mantova, 1547 circa – Roma, 1612)
Il convito degli dei (o I preparativi per il convito di Amore e Psiche), 1575
incisione a bulino (primo stato)
Mantova, Palazzo Ducale, inv. generale 11939

La mostra presenta, quindi, le capacità di Diana come artista, il suo straordinario ruolo nella cultura figurativa del Cinquecento e il suo affermarsi in un contesto estremamente vivace e concorrenziale, come la Roma degli anni settanta e ottanta del XVI secolo.

Due opere artistiche incise, incorniciate e appese a una parete in una mostra, rappresentanti scene ricche di dettagli e figure, parte di un'esposizione dedicata a Diana Scultori.

Giovan Francesco Peranda in una lettera del giugno 1578 definì “mirabilissime” le opere di Diana, la cui fama le sopravvisse, meritando anche le lodi di Giovanni Baglione per le sue opere “molto belle”.

Un'incisione storica incorniciata esposta in una vetrina, rappresentante una scena affollata con figure umane, elegantemente delineate in un contesto architettonico.
Interno di una mostra con opere d'arte esposte su pareti blu, inclusi disegni e incisioni. A sinistra, un pannello informativo su Federico Zuccari e un ritratto di Diana Scultori.

Dall’11 ottobre 2025 all’11 gennaio 2026

“Diana Scultori, intagliatrice rara. Un’artista tra Mantova e Roma nel Cinquecento”

Palazzina della Rustica, Palazzo Ducale di Mantova Ingresso con biglietto del museo

Tre persone, due donne e un uomo, posano insieme di fronte a un poster della mostra "Diana Scultori, intagliatrice rara", con dettagli sulla data e la venue dell'evento.
Tre persone sorridenti in un ambiente espositivo, circondate da opere d'arte incorniciate su pareti blu. Sono presenti anche visitatori sullo sfondo.

Una mostra a cura di Stefano L’Occaso con la collaborazione di Giulia Marocchi e Silvia Merigo, presentata alla stampa il 10 ottobre.

Copertina del catalogo della mostra 'Diana Scultori, intagliatrice rara' con illustrazioni e informazioni sull'artista.
Un volantino promozionale per la mostra su Diana Scultori, con illustrazioni e informazioni sulla sua vita e opere, presentato in un formato pieghevole.
La pagina mostra un confronto tra una lastra di rame incisa e un foglio stampato, illustrate accanto ad un ritratto di Diana Scultori.

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