
Installation view of the exhibition conceived and produced by the Fondazione Nicola Trussardi for Palazzo Morando | Costume Moda Immagine curated by Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum, and Marta Papini.
Courtesy Fondazione Nicola Trussardi. Ph Marco De Scalzi
Fino al 30 novembre 2025, Fondazione Nicola Trussardi e Palazzo Morando | Costume Moda Immagine presentano Fata Morgana: memorie dall’invisibile, una mostra ideata e prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi per Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, a cura di Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum e Marta Papini.
La mostra, a ingresso gratuito, segue il filone e il successo di importanti progetti espositivi organizzati dalla Fondazione Nicola Trussardi in collaborazione con altre istituzioni milanesi, che hanno segnato la vita culturale della città negli ultimi vent’anni: La Grande Madre (Palazzo Reale, 2015, promossa da Comune di Milano | Cultura) e La Terra Inquieta (Triennale Milano, 2017, in collaborazione con Fondazione Triennale di Milano). Fata Morgana: memorie dall’invisibile è pensata dalla Fondazione Nicola Trussardi appositamente per gli spazi di Palazzo Morando e prende forma proprio dal dialogo con il palazzo – raffinato edificio barocco situato nel cuore del Quadrilatero della Moda – e con la sua storia e la sua collezione. Oggi sede museale dedicata alla memoria storica e al costume della città di Milano, Palazzo Morando fu infatti dimora della contessa Lydia Caprara Morando Attendolo Bolognini (1876–1945), figura di spicco della società milanese a cavallo tra Ottocento e Novecento. Donna di cultura e mecenate, la Contessa costruì una straordinaria biblioteca dedicata a discipline allora considerate eccentriche e marginali: alchimia, teosofia, spiritismo, esoterismo e occultismo, raccolta oggi custodita presso l’Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana.
Il titolo del progetto evoca la figura mitologica di Fata Morgana, personaggio leggendario del ciclo arturiano, custode di segreti e illusioni, spesso associata a luoghi misteriosi come l’isola di Avalon, terra di passaggio tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Nell’immaginario collettivo è una maga potente – ora benevola, ora spietata – capace di incantesimi, sortilegi e inganni, ma anche, nelle interpretazioni più recenti, una donna libera, indipendente e anticonformista, che vive senza piegarsi alle regole imposte dalla società.
La mostra trae ispirazione dal poema Fata Morgana, che André Breton compose nello stesso 1940, durante il suo esilio a Marsiglia, in fuga dall’avanzata nazista. In quelle pagine visionarie, tra apparizioni improvvise e oracoli enigmatici, Breton evocava un altrove in cui visibile e invisibile si confondono, dove sogno e realtà si intrecciano fino a dissolvere i loro confini. È a partire da questo immaginario, sospeso tra incanto e rivelazione, che prende forma Fata Morgana: memorie dall’invisibile, concepita come un museo nel museo, in relazione con gli ambienti suggestivi di Palazzo Morando.
Attraverso più di duecento opere (286) tra dipinti, fotografie, film, documenti, disegni, sculture e oggetti rituali, la rassegna compone una costellazione di settantotto figure – medium, mistiche, visionarie, artiste e artisti contemporanei – che hanno tentato di aprire varchi tra il mondo terreno e dimensioni invisibili. L’esposizione indaga le contaminazioni tra arti visive e misticismo, fenomeni paranormali, spiritismo, esoterismo, teosofia e pratiche simboliche, mostrando come ricerche considerate eccentriche o marginali abbiano avuto la forza di scardinare convenzioni consolidate, ridefinendo il ruolo dell’arte nella società.
Fata Morgana: memorie dall’invisibile con opere e documenti di: Hilma af Klint, Eileen Agar, Aloïse (Aloïse Corbaz), Giulia Andreani, Kenneth Anger, Antonin Artaud, Wilhelmine Assmann, Annie Besant, Hildegard von Bingen, Kerstin Brätsch, André Breton, Marguerite Burnat-Provins, Marian Spore Bush, Claude Cahun, Chiara Camoni, Milly Canavero, Guglielmo Castelli, Ferdinand Cheval, Judy Chicago, Fleury-Joseph Crépin, Maya Deren, Fernand Desmoulin, Marcel Duchamp, Germaine Dulac, Cecilia Edefalk, Max Ernst, Minnie Evans, Madame Favre, Olga Fröbe-Kapteyn, Chiara Fumai, Dominique Fung, Linda Gazzera, Madge Gill, Anna Hackel, Gertrude Honzatko-Mediz, Georgiana Houghton, Anna Mary Howitt Watts, Victor Hugo, Hector Hyppolite, Emma Jung, Corita Kent, Pierre Klossowski, Emma Kunz, Ethel Le Rossignol, Sheila Legge, Augustin Lesage, Lars Olof Loeld, Goshka Macuga, Diego Marcon, James Tilly Matthews, Henry Michaux, Lee Miller, Jacob Mohr, Sister Gertrude Morgan, Jill Mulleady, Nadja (Léona Delcourt), Louise Nevelson, Eusapia Palladino, Paulina Peavy, Stanisłava Popielska, Carol Rama, Man Ray, Victorien Sardou, Marianna Simnett, Hélene Smith (Catherine-Elise Müller), Kiki Smith, Lily Stockman, Rosemarie Trockel, Gustave Pierre Marie Le Goarant de Tromelin, Kaari Upson, Andra Ursuța, Giuseppe Versino, Vanda Vieira-Schmidt, Günter Weseler, Johanna Natalie Wintsch, Adolf Wölfli, Anna Zemánkovà, Unica Zürn.
Ne emerge un vero e proprio atlante dell’invisibile, popolato da estasi, apparizioni e visioni medianiche, che restituisce la potenza immaginativa di esperienze capaci di ridefinire i confini stessi dell’arte. Lontana dal voler dimostrare la veridicità del soprannaturale, Fata Morgana racconta invece come, tra Ottocento e contemporaneità, queste pratiche abbiano rispecchiato ansie e desideri collettivi, interrogando i rapporti tra conoscenza e mistero, fede e scienza, memoria e immaginazione. Fata Morgana: memorie dall’invisibile è accompagnata da un catalogo a cura di Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum e Marta Papini, pubblicato in edizione bilingue italiano e inglese da Electa (collana Pesci Rossi). La Fondazione Nicola Trussardi esprime profonda gratitudine ai mecenati che condividono la sua visione e ne supportano i progetti rappresentando Il Cerchio.
Un sentito ringraziamento va a DELTALIGHT per il sostegno nella produzione.
Fata Morgana: memorie dall’invisibile a cura di Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum e Marta Papini Una mostra ideata e prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi per Palazzo Morando | Costume Moda Immagine Palazzo Morando via Sant’Andrea 6, 20121 Milano fino al 30 novembre 2025 martedì – domenica, h. 10.00 – 19.00
chiuso il lunedì
INGRESSO GRATUITO
visite guidate gratuite
ogni venerdì, h. 17.00
prenotazione obbligatoria (posti limitati)
www.fondazionenicolatrussardi.
www.comune.milano.it/web/
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Fondazione Nicola Trussardi: Fata Morgana, memories from the invisible, a unique experience of art and mysticism at Palazzo Morando until November 30, 2025
From October 9 to November 30, 2025, the Fondazione Nicola Trussardi and Palazzo Morando | Costume Moda Immagine present Fata Morgana: Memories of the Invisible, an exhibition conceived and produced by the Fondazione Nicola Trussardi for Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, curated by Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum, and Marta Papini.
Open to the public free of charge, the exhibition follows the path and success of major projects organized by the Fondazione Nicola Trussardi in collaboration with other Milanese institutions—projects that have marked the cultural life of the city over the past twenty years: The Great Mother (Palazzo Reale [2015], promoted by the City of Milan | Culture) and The Restless Earth (Triennale di Milano [2017], in collaboration with Fondazione Triennale di Milano).
Fata Morgana: Memories of the Invisible has been conceived by the Fondazione Nicola Trussardi specifically for the spaces of Palazzo Morando, a refined Baroque building located in the heart of Milan’s Fashion District. The exhibition develops through a dialogue with the museum itself—its architecture, history, and collection.
Now a museum dedicated to the historical memory of the city of Milan, Palazzo Morando was once the residence of Countess Lydia Caprara Morando Attendolo Bolognini (1876–1945), a prominent figure in Milanese society at the turn of the twentieth century. A woman of great culture and philanthropy, the Countess assembled an extraordinary library devoted to disciplines then considered eccentric and marginal—alchemy, Theosophy, spiritualism, esotericism, and occult sciences—now preserved at the Archivio Storico Civico and Biblioteca Trivulziana.
The title of the project evokes the legendary figure of Fata Morgana, the mythical enchantress of the Arthurian cycle, guardian of secrets and illusions, often associated with mysterious places such as Avalon—the liminal island between the world of the living and the dead. In the collective imagination, she is a powerful, ambivalent figure: at once benevolent and merciless, a keeper of enchantments, spells, and deceptions, but also, in more recent interpretations, a symbol of freedom and defiance—a woman who lives by her own rules, unbound by the constraints of society.
The exhibition also draws inspiration from the poem Fata Morgana, composed by André Breton in 1940 in Marseille while fleeing Nazi-occupied France. In those visionary pages—between sudden apparitions and enigmatic oracles—Breton conjured a realm where the visible and the invisible merge, where dream and reality intertwine until their boundaries dissolve. It is from this imagery, suspended between enchantment and revelation, that Fata Morgana: Memories of the Invisible takes shape, conceived as a museum within a museum, unfolding through the evocative rooms of Palazzo Morando as a journey between the known and the unknown.
Through more than two hundred works (286)—including paintings, photographs, films, documents, drawings, sculptures, and ritual objects—the exhibition brings together a constellation of seventy-eight figures: mediums, mystics, visionaries, and contemporary artists who have dared to open thresholds between the tangible world and unseen dimensions. The exhibition explores the fertile intersections between visual art and mysticism, paranormal phenomena, spiritualism, esotericism, Theosophy, and symbolic practices, revealing how inquiries once deemed eccentric or marginal have possessed the power to upend established conventions and reimagine art’s place in the world.
From these encounters unfolds an atlas of the invisible—an imaginative map populated by ecstasies, apparitions, and trance-born visions that reveal the creative power of experiences capable of reshaping the very boundaries of art. Far from seeking to prove the existence of the supernatural, Fata Morgana instead reflects on how, from the nineteenth century to the present, these practices have mirrored collective anxieties and desires, questioning the fragile balance between knowledge and mystery, faith and science, memory and imagination.
Fata Morgana: Memories of the Invisible is accompanied by a catalogue edited by Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum, and Marta Papini, published in a bilingual Italian and English edition by Electa (Pesci Rossi series). Conceived as a true atlas of the invisible, the 248-page volume gathers eighty-seven color images illustrating the works on view, alongside monographic texts and critical insights dedicated to each of the participating artists.
The Fondazione Nicola Trussardi extends its deepest gratitude to the patrons who share its vision and support its projects as members of Il Cerchio.
Thanks go to DELTALIGHT for its support in the production of the exhibition.
