CASTIGLIONE DELLE STIVIERE (MN)- Sabato 25 aprile 2025, alle ore 16:00, Palazzo Menghini a Castiglione delle Stiviere (MN) apre le sue porte a una nuova mostra monografica dedicata a Ugo Celada da Virgilio (1895–1995), uno dei protagonisti più raffinati della pittura italiana del Novecento.
La curatela è di Gianfranco Ferlisi, autore anche del volume “Tra guerra e pace. Ugo Celada da Virgilio 1943-1947. L’incanto della pittura negli enigmi dell’Italia sospesa“, pubblicato proprio in occasione della mostra e che sarà presentato all’inaugurazione. (*)
La mostra Ugo Celada da Virgilio. Tra guerra e pace è già di per sé uno scoop: riporta infatti alla luce un artista appartato e coerente, protagonista di una pagina poco nota della pittura italiana del Novecento e su cui tanta critica ha inciampato. Ma ce n’è uno dentro l’altro. Tra le opere esposte figura, infatti, un dipinto appartenente a Vittorio Sgarbi, attribuito come Ritratto di uomo (Beonio Brocchieri?).
In realtà, il volto che emerge dalla tela è quello di Lionello Costanza Fattori, futuro soprintendente ai Beni Architettonici della Lombardia occidentale (1976–1991), uomo di cultura e di rigore. Il quadro, eseguito intorno al 1945, appartiene al periodo castiglionese di Celada, quando – sfollato da Milano dopo i bombardamenti del 1943 – trovò rifugio presso il fratello Camillo e tornò a dipingere in un clima di precarietà e rinascita. A Castiglione impartì lezioni di disegno al giovane Lionello, figlio di Antonino e di Ezia Fattori, futuro soprintendente di Milano.
La guerra attraversa in filigrana l’opera. Dopo l’8 settembre 1943, il ragazzo era stato richiamato alle armi nella Xª MAS ma preferì sottrarsi alla leva, rifugiandosi – su consiglio dello stesso Celada – nei pressi di Porlezza, al confine con la Svizzera. Quando la pace tornò, l’artista lo ritrasse con il compasso tra le mani e lo sguardo rivolto al futuro: simbolo di rinascita e di dignità riconquistata.
L’identificazione del soggetto corregge un errore critico e restituisce verità al dipinto insieme alla sua storia autentica. Tutta la vicenda è narrata nel volume Ugo Celada da Virgilio. Tra guerra e pace, una piccola gemma editoriale, edito da Oligo in occasione della mostra, che ricostruisce con documenti, fotografie e testimonianze un capitolo dimenticato della vita dell’artista.
Lo scoop celato di Celada: un ritratto, una guerra, una verità
Ugo Celada da Virgilio. Tra guerra e pace / 1943 – 1947.
a cura di Gianfranco Ferlisi – Castiglione delle Stiviere
Dal 25 ottobre 2025 al 22 febbraio 2026
Tra guerra e pace
(*) In occasione della mostra Ugo Celada da Virgilio. Tra guerra e pace / 1943-1947, a cura di Gianfranco Ferlisi, Castiglione delle Stiviere, Palazzo Menghini, 25 ottobre 2025-22 febbraio 2026.
Ugo Celada da Virgilio (1895-1995) attraversò il Novecento restando fedele a una cultura figurativa fondata su classicismo e modernità, dialogando con il clima promosso dalla rivista “Valori plastici” e del realismo magico, senza mai smarrire la propria autonomia. Ritrattista di rara sensibilità, capace di cogliere anime e silenzi, e paesaggista lirico, trasformò la quotidianità in immagini sospese, cariche di poesia. Questo libro ne ripercorre la lunga vita – a partire dai primi passi nell’ambiente artistico mantovano, passando per le Biennali di Venezia, fino al definitivo approdo milanese – concentrandosi su una pagina sostanzialmente sconosciuta ma centrale nel percorso umano e creativo di Celada: il soggiorno a Castiglione delle Stiviere, dove trovò rifugio durante la Seconda guerra mondiale. Qui tra il 1943 e il 1947 realizzò opere oggi databili con precisione e illuminate da preziose testimonianze. Questo nucleo riscoperto getta nuova luce sulla sua pittura, offrendo una prospettiva inedita. La parentesi castiglionese, segnata da legami umani e creatività resiliente, diventa così chiave per comprendere l’intero percorso dell’artista e restituirne una voce più autentica.
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Gianfranco Ferlisi, critico e storico dell’arte, vive a Roma. È stato dirigente del Settore cultura della Provincia di Mantova, per cui ha curato numerose mostre presso la Casa del Mantegna, per poi lavorare per il Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova e, infine, presso le Gallerie Estensi di Modena e Ferrara, dove si è occupato della valorizzazione della donazione Panza di Biumo a Sassuolo e della collezione ottocentesca. Per un decennio direttore del Museo d’Arte Moderna dell’Alto Mantovano a Gazoldo degli Ippoliti, oggi dirige la Civica Galleria di Palazzo Menghini a Castiglione delle Stiviere. Tra le tante rassegne curate, ricordiamo almeno: Ugo Celada da Virgilio 1895-1995. L’incanto del disegno. La magia della pittura (Gazoldo degli Ippoliti, MAM e Mantova, Museo Diocesano Francesco Gonzaga, 2016), Il sentiero della luce (con Philippe Daverio, Napoli, Palazzo delle Arti, 2020), Infernus (Vicenza, Basilica di Palladio, 2021) e l’antologica dedicata ad Archimede Bresciani (Gazoldo degli Ippoliti, MAM, 2021).



