Andrea Jori: Intime Apocalissi a Ceresara. Una mostra che esplora la bellezza e il significato dell’esistenza attraverso l’arte

CERESARA (MN)- A partire da domenica 30 novembre (inaugurazione presso la Sala Civica alle ore 10:30, presentazione a cura di Massimo Pirotti), la Torre Gonzaghesca accoglierà le opere di Andrea Jori.

Manifesto della mostra 'Intime Apocalissi' di Andrea Jori, con una scultura in evidenza. Include dettagli sull'inaugurazione e orari di apertura.

La mostra è organizzata con il patrocinio del Comune di Ceresara e la collaborazione del Liceo Artistico G. Romano di Mantova.

INTIME APOCALISSI

Testo critico di Massimo Pirotti

Scultura in ceramica di un busto umano con parti spezzate e graffiature, rappresentante un guerriero antico, esposta in una mostra d'arte.
Guerriero

Nelle creazioni di Andrea Jori si intrecciano silenzio e fragore, memoria e visione. Le sue opere affiorano da un tempo arcaico e indefinito, come reperti di civiltà mai esistite, eppure profondamente nostre. Nel suo lessico artistico il disfacimento non è mai definitivo: l’apocalisse evocata dal titolo non segna la fine, ma annuncia una metamorfosi interiore, un processo silenzioso che si compie nel territorio più fragile dell’essere, quello delle relazioni dei corpi, della memoria. Un linguaggio che coniuga il dramma della materia al lirismo della linea, in un incessante dialogo tra rovina e rinascita, tra umano e trascendente. Attraverso una pittura percorsa da linee spezzate, orbite e geometrie instabili, Jori costruisce figure che sembrano emergere da una materia viva e incerta, sospese tra la forma e la dissoluzione. Madri, figli, volti uniti in un abbraccio o trattenuti in un gesto sospeso: frammenti di una quotidianità trasfigurata, colti nell’istante in cui l’intimo si fa universale.

Opera astratta che rappresenta una figura umana su un cavallo, con linee geometriche e colori vivaci su uno sfondo blu.
Cavaliere apocalisse

Le sue intime apocalissi sono rivelazioni private, tremori dell’anima che trovano nella pittura una lingua di redenzione. Il colore, stratificato e trattenuto, diventa respiro; il segno, nervoso e luminoso, custodisce la tensione costante tra caos e rinascita.

Nel labirinto di tratti e trasparenze, la figura umana resiste come testimonianza di un’ostinata ricerca di senso, un gesto di fede laica nella possibilità stessa della bellezza.

Le sculture incarnano il fragile equilibrio tra morte e rinascita, tra il disfacimento della materia e la tenace resistenza dello spirito. I busti in ceramica, scolati e graffiati da ferite, evocano la memoria di un guerriero antico: relitto umano che reca sulla propria superficie le tracce del tempo e del dolore. Quelle fenditure non sono soltanto ferite fisiche, ma segni di un’esplorazione interiore, di una trasformazione che attraversa la distruzione per giungere a una nuova forma di esistenza.

Scultura astratta di Andrea Jori che rappresenta un volto umano, realizzata con materiali compositi e vetro, evocando una metamorfosi tra forma e disfacimento.
Il sovrano

Jori costruisce il suo linguaggio plastico come un’arena di opposti: la durezza della ceramica e la vulnerabilità del corpo, la monumentalità e la disgregazione, la maschera e il volto. Pur richiamando un’iconografia eroica, le sue opere rivelano una dimensione intima, quasi confessionale: il guerriero, spogliato della corazza, si offre allo sguardo come emblema della condizione umana contemporanea, sospesa tra il crollo e la possibilità di rinascita. Nella luce che accarezza le superfici screpolate, l’intimismo si trasforma in una meditazione sul destino dell’uomo e della materia, dove ogni frattura diviene segno di bellezza e ogni rovina promessa di metamorfosi per la prima volta di fianco alle opere esposte sono collocate delle poesie inedite dell’autore che arricchiscono queto già intenso percorso. Così, Intime Apocalissi non narra la catastrofe, ma la sua trasfigurazione: l’infinita capacità dell’essere umano di ricomporsi, di ritrovare la propria interezza tra le proprie macerie. Nella materia lacerata di Jori pulsa un cuore: antico, vulnerabile, eterno.

Orari di apertura

Sabato dalle 16.00 alle 18.30

Domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00

Un'opera d'arte astratta che rappresenta un volto umano, caratterizzato da linee fluide e colori vivaci, come blu, giallo e nero, creando un senso di movimento e complessità emotiva.
Filosofo

BIOGRAFIA

Andrea Jori nasce a Mantova nel 1953. Dal 1967 inizia a creare sculture polimateriche e opere policrome a pennarello su cartoncino presenti oggi in collezioni d’arte in Italia e all’estero. Laureatosi al D.A.M.S. di Bologna nel 1977, nel 1981 aprì al pubblico il proprio studio/laboratorio in via Accademia 44 a Mantova. Nel 2005 il comune di Mantova gli ha conferito il premio “Virgilio d’oro” per meriti artistici. Jori negli ultimi anni ha creato un nuovo ciclo di installazioni multimediali, tra le quali vanno ricordate: Metamorfosi e Cosmogonia (2009), Museo di Reggio Emilia, Il Ciclo della Vita (2009), Madonna della Vittoria e S. Barbara (MN), Hydrogen (2010), Spazio Arka Porto Mantovano (MN), Ulisse siamo noi (2011) Casa del Mantegna (MN) e Kosmos (2015) spazio S. Agnese (MN), Il Mondo di James Joyce, Festivaletteratura (2015), Lettori tra creatività e memoria (2016) Archivio di Stato (MN), Frontiere (2016) Museo Diocesano Francesco Gonzaga. Da qualche anno collabora con la rivista Frigidaire.

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