SONNABEND COLLECTION MANTOVA: un nuovo Museo di Arte Contemporanea che riunisce 94 opere iconiche nel Palazzo della Ragione dal 29 nobembre

94 opere d’arte

Tra gli artisti della collezione:

Jasper Johns,Robert Rauschenberg, Mario Schifano, Michelangelo Pistoletto, Roy Lichtenstein, Andy Warhol, Sol LeWitt, Robert Morris, Bruce Nauman, Jannis Kounellis, Gilberto Zorio, Gilbert & George, Bernd e Hilla Becher, Anselm Kiefer, A.R. Penck, Haim Steinbach, Jeff Koons

MANTOVA – Tra le sale completamente restaurate di un palazzo medievale nasce un museo dedicato a una delle più straordinarie collezioni d’arte contemporanea. Dal 29 novembre 2025 il Palazzo della Ragione di Mantova (piazza delle Erbe 13), accoglie la Sonnabend Collection Mantova, che racconta la storia di un secolo attraverso lo sguardo di Ileana Sonnabend, la gallerista e collezionista che ha saputo unire l’America e l’Europa, trasformando per sempre la geografia dell’arte.

Con l’apertura della Sonnabend Collection Mantova, la città del Rinascimento si arricchisce di un museo internazionale che intreccia la storia di una donna che ha rivoluzionato il sistema dell’arte e quella di un luogo che, dal Quattrocento a oggi, continua a essere centro vitale della cultura europea. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Comune di Mantova, la Sonnabend Collection Foundation e Marsilio Arte, con l’obiettivo di rendere accessibile al pubblico una delle collezioni private più importanti del Novecento, compendio della storia dell’arte internazionale dagli anni Cinquanta ai primi anni Duemila.

Palazzo della Ragione Fronte_Comune di Mantova ph. Giuseppe Gradella(1)

La raccolta, costruita nel corso di una vita da Ileana Sonnabend (1914–2007) insieme al marito Michael Sonnabend (1900–2001) e al loro figlio adottivo Antonio Homem, offre una testimonianza delle sperimentazioni della cultura visiva dalla metà del XX secolo, delineando una vera e propria mappa della creatività contemporanea. Attraverso le gallerie Sonnabend di Parigi e New York, Ileana ha saputo anticipare e diffondere le tendenze artistiche che hanno ridefinito l’immaginario collettivo: dal linguaggio sperimentale del Neo-Dada alla forza iconica della Pop Art, dalle strutture rigorose del Minimalismo a quelle poetiche dell’Arte Concettuale, fino ai linguaggi visionari dell’Arte Povera italiana e allo sviluppo della fotografia contemporanea.

Il Sindaco Mattia Palazzi: “Questa inaugurazione rappresenta per Mantova una svolta concreta. Nella storica sede del Palazzo della Ragione, nel cuore della nostra città – già Patrimonio Mondiale dell’UNESCO e prima Capitale Italiana della Cultura – apriamo un nuovo museo di arte contemporanea dedicato alla prestigiosa Sonnabend Collection.

Portare qui, a Mantova, una delle collezioni private più significative al mondo per l’arte del XX secolo – omaggiando la figura visionaria di Ileana Sonnabend – significa inaugurare un nuovo capitolo per la nostra comunità: una città dal grande passato rinascimentale, legata a nomi come Giulio Romano, Andrea Mantegna e Leon Battista Alberti, che oggi si proietta con convinzione verso il futuro.

Questo risultato è il frutto di un lavoro condiviso, realizzato insieme alla Sonnabend Collection Foundation, guidata da Antonio Homem, al direttore artistico Mario Codognato e a Marsilio Arte. Si tratta di un progetto strategico per Mantova, che ci consente di entrare a pieno titolo nel panorama internazionale dell’arte contemporanea e di consolidare la nostra posizione sulla mappa culturale europea.

Questo museo non è soltanto un nuovo spazio espositivo, ma un investimento sul futuro della città: sulla capacità di attrarre turismo qualificato, stimolare creatività, formazione e dialogo, e rafforzare la nostra identità.

Abbiamo ritenuto inoltre fondamentale conferire ad Antonio Homem la cittadinanza onoraria di Mantova, quale segno di amicizia, fiducia e del profondo legame che, con l’apertura della Sonnabend Collection Mantova, egli ha voluto creare con la nostra città.

Con entusiasmo e senso di responsabilità consegniamo oggi a Mantova, e al Paese, un’opera che guarda avanti, valorizzando al contempo la nostra grande storia”.

Antonio Homem, presidente e cofondatore assieme a Nina Sundell della Sonnabend Collection Foundation, dichiara: “La Sonnabend Collection Foundation è molto lieta di inaugurare un suo Museo a Mantova. Per me Mantova è sempre stato un luogo particolarmente significativo, una città che visitai insieme a Ileana e Michael Sonnabend e al nostro amico Attilio Codognato circa cinquant’anni fa. Ci innamorammo subito: della città stessa, della sua architettura e delle splendide opere rinascimentali che già custodisce. Sono profondamente felice che questa mostra, che rappresenta un ritratto di Ileana e Michael così come di me stesso in qualità di collezionisti, ripercorra anche la storia delle attività della Sonnabend Gallery nel corso degli anni”.

Mario Codognato, direttore artistico della Sonnabend Collection Mantova, afferma: “Il percorso di Ileana Sonnabend attraversa un intero secolo di trasformazioni, sostenuto da un desiderio inesauribile di conoscenza e da una fiducia profonda nella capacità dell’arte di interpretare il presente. La sua visione – capace di cogliere con anticipo linguaggi rivoluzionari e di metterli in dialogo tra Europa e Stati Uniti – ha segnato la storia dell’arte moderna. Le mostre pionieristiche dedicate a Rauschenberg, Johns, Gilbert & George o Kounellis testimoniano un intuito raro, aperto all’inedito e alle sue possibilità. Con l’apertura della Sonnabend Collection Mantova, questo patrimonio critico diventa accessibile al pubblico, restituendo la vitalità di una collezione che continua a interrogare il nostro tempo”.

Luca De Michelis, CEO di Marsilio Arte e Marsilio Editori, dichiara: “Siamo orgogliosi di annunciare l’apertura della Sonnabend Collection Mantova, un progetto di straordinaria rilevanza culturale che abbiamo portato avanti con determinazione, visione e un dialogo costante con il Comune di Mantova. Per la prima volta, una selezione così ampia e rappresentativa della collezione Sonnabend trova una sede dedicata: un luogo pensato per valorizzare non solo le opere, ma anche la storia e le idee che hanno reso questa raccolta una delle testimonianze più autorevoli dell’arte del secondo Novecento. La nuova sede offrirà al pubblico l’opportunità unica di avvicinarsi a un patrimonio artistico di eccezionale valore, presentato all’interno di un contesto storico e prestigioso che dialoga con la tradizione, l’identità e la vitalità culturale della città. È un traguardo significativo anche per Marsilio Arte, che attraverso questa iniziativa rinnova il proprio impegno nella promozione dell’arte contemporanea, nel sostegno alla ricerca curatoriale e nel consolidamento delle relazioni tra istituzioni, artisti e pubblico. Con l’avvio di questo progetto, Mantova si afferma come una tappa imprescindibile per chi desidera esplorare da vicino i grandi protagonisti della Pop Art e gli artisti più influenti del XX secolo. Siamo certi che questa apertura contribuirà a rafforzare ulteriormente il ruolo della città nel panorama culturale internazionale, offrendo nuove occasioni di conoscenza, approfondimento e dialogo per visitatori, studiosi e appassionati”.

“Siamo orgogliosi di affiancarci come sponsor per i prossimi tre anni al Museo Sonnabend Collection, a cominciare dalla bellissima esposizione che ora si inaugura”, ha dichiarato Serena Morgagni, Responsabile Comunicazione di BPER. “Le iniziative artistiche e culturali sono un veicolo di promozione e valorizzazione dell’importante patrimonio del nostro Paese, spesso custodito nei territori in cui operiamo. Da sempre sosteniamo l’arte come espressione di responsabilità sociale e di attenzione alle comunità. Investire nell’arte significa investire nel capitale sociale del Paese”.

Palazzo della Ragione Fronte_Comune di Mantova ph. Giuseppe Gradella

Sonnabend Collection Mantova

PERCORSO ESPOSITIVO

Il percorso espositivo, curato da Antonio Homem e Mario Codognato, si sviluppa come una narrazione continua che restituisce lo sguardo pionieristico di Ileana Sonnabend e la sua capacità di anticipare le trasformazioni dell’arte contemporanea tra Stati Uniti ed Europa. La Sonnabend Collection Mantova si articola in undici sale che accompagnano il pubblico in un percorso cronologico e tematico dal secondo dopoguerra a oggi. Le 94 opere esposte, tra dipinti, sculture, installazioni, fotografie e opere concettuali, compongono un racconto che mette in luce il ruolo di Sonnabend come mediatrice tra mondi, linguaggi e generazioni.

1a SALA

Roy Lichtenstein, Little Aloha, 1962. Acrilico su tela, 112 x 107 cm. In prestito dalla Sonnabend Collection Foundation © Estate of Roy Lichtenstein by SIAE 2025

La prima sala si apre sulle origini della collezione Sonnabend, ponendo l’accento sul momento di transizione dall’Espressionismo Astratto al nuovo interesse per la rappresentazione della realtà emerso alla fine degli anni Cinquanta. Le opere di Jasper Johns, Robert Rauschenberg, Cy Twombly e James Rosenquist rappresentano il versante americano di questa ricerca, testimoniando la nascita di un linguaggio che rinnova la pittura attraverso l’uso di immagini e oggetti quotidiani. Nella stessa direzione si muovono le opere di Jim Dine e John Chamberlain, che traducono la gestualità pittorica in termini materici e tridimensionali. Il dialogo con l’Europa è rappresentato dai lavori di Mario Schifano e Michelangelo Pistoletto, protagonisti di una nuova sensibilità realista italiana, e da Arman e Christo, legati al gruppo del Nouveau Réalisme. Insieme, queste presenze delineano il programma internazionale della galleria, che fin dagli esordi promuove un confronto tra le nuove tendenze artistiche americane ed europee.

Andy Warhol, Ileana Sonnabend, 1973. Acrilico e serigrafia su tela, 2 pannelli, 102 x 102 cm. In prestito dalla Sonnabend Collection Foundation © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc. by SIAE 2025(1)

2a SALA

La seconda sala è dedicata alla Pop Art, movimento che Ileana Sonnabend intuisce e promuove in Europa con straordinaria precocità. Le opere di James Rosenquist, Andy Warhol, Tom Wesselmann e Roy Lichtenstein segnano il superamento della gestualità pittorica a favore di immagini dai colori piatti e brillanti, derivate dalla pubblicità e dai mass media. In dialogo con loro, le sculture di Claes Oldenburg e George Segal traducono la realtà quotidiana in forme tridimensionali, tra ironia e immediatezza. La sala testimonia come la visione di Sonnabend abbia colto nella Pop Art non una critica alla società dei consumi, ma la capacità di trasformarne l’immaginario in un nuovo linguaggio artistico universale.

3a SALA

La terza sala esplora il Minimalismo degli anni Sessanta che, parallelamente alla Pop Art, si afferma come reazione all’intensità emotiva dell’Espressionismo Astratto, privilegiando forme essenziali, materiali specifici e chiarezza strutturale. Donald Judd e Robert Morris abbandonano la pittura per confrontarsi direttamente con lo spazio e la materia, mentre Larry Bell e John McCracken approfondiscono luce, trasparenza e colore come elementi strutturali della scultura. Il percorso include anche pratiche concettuali, con i wall drawings di Sol LeWitt, le installazioni rigorose di Mel Bochner e Barry Le Va e i Text Paintings di John Baldessari, opere che mettono in discussione la proprietà e la permanenza dell’oggetto artistico. Chiude il percorso Peter Halley, che negli anni Ottanta reinterpreta la geometria minimalista in chiave urbana e sociale. La sala racconta così il passaggio da una ricerca di riduzione formale a un’indagine sul significato stesso dell’opera.

4a SALA

La quarta sala presenta le ricerche degli anni Sessanta che sviluppano e superano il Minimalismo, concentrandosi sul rapporto con lo spazio e la dialettica tra forma e materiale. Robert Morris esplora il concetto di Anti-Form con i suoi Felt Pieces, opere in feltro dove gravità e processo determinano forma e dimensione. Bruce Nauman trasforma il suono in materiale plastico e utilizza il corpo nei primi film per dialogare con lo spazio, coinvolgendo lo spettatore in modo diretto. Richard Serra sperimenta materiali non convenzionali come gomma vulcanizzata e piombo, creando sculture che assumono forme spontanee in relazione al peso e allo spazio. Keith Sonnier integra luce e trasparenza in installazioni al neon, trasformando l’energia luminosa in esperienza sensoriale e psicologica. La sala mostra come questi artisti condividano la tensione a superare le forme chiuse del Minimalismo, privilegiando processo, materia e interazione con lo spettatore.

5a SALA

La quinta sala celebra l’Arte Povera italiana, introdotta da Ileana Sonnabend alla fine degli anni Sessanta grazie al suo legame privilegiato con l’Italia e alla conoscenza diretta degli artisti torinesi e piemontesi, in particolare attraverso Michelangelo Pistoletto e la vivace scena artistica di Torino. La selezione di questa sala include Jannis Kounellis, Gilberto Zorio, Mario Merz, Giovanni Anselmo, Pier Paolo Calzolari e Giulio Paolini, protagonisti di un movimento che esplora materiali poveri, processi fisici e chimici, equilibrio tra elementi e interazione poetica con lo spazio. Le opere esposte nella sala mettono in evidenza la varietà dei percorsi individuali e, allo stesso tempo, la comune attenzione alla riduzione all’essenziale e al rapporto diretto con i materiali, con richiami alle ricerche di Anti-Form e a esperienze precedenti come quelle di Mario Schifano.

6a SALA

La sesta sala esplora le ricerche artistiche degli anni Settanta tra performance, fotografia e concettualismo. John Baldessari rielabora fotografie trovate in chiave narrativa e simbolica, mentre Gilbert & George trasformano il proprio corpo in “scultura vivente” tramite l’uso del mezzo fotografico. Vito Acconci porta la corporeità al centro dell’opera, fondendo azione fisica e implicazioni psicologiche. Christian Boltanski lavora sulla memoria personale e collettiva con installazioni fotografiche che parlano all’identità universale. Piero Manzoni concepisce il corpo come mezzo di condivisione, avvicinando idealmente la fisicità delle azioni di Acconci all’attenzione di Boltanski per l’identità collettiva. Bernd e Hilla Becher, con i loro studi in bianco e nero di architetture industriali, coniugano rigore e minimalismo, mostrando come la fotografia possa diventare linguaggio concettuale. La sala evidenzia così l’interesse di Ileana Sonnabend per una ricerca radicale e interdisciplinare in cui corpo, memoria, luce e immagine ridefiniscono il linguaggio artistico contemporaneo.

7a SALA

La settima sala mette in luce l’esplorazione dei linguaggi sperimentali degli anni Settanta tra pratiche performative, fotografiche e video. William Wegman trasforma il suo cane in soggetto di ironici scatti. Boyd Webb costruisce tableaux vivants che mescolano quotidiano e assurdo; Andrea Robbins e Max Becher documentano spostamenti culturali e geografici; Luigi Ontani, così come Anne e Patrick Poirier riflettono sul passato attraverso travestimenti e ricostruzioni storiche, mentre Hiroshi Sugimoto cattura il tempo in immagini sospese e atemporali. Richard Artschwager, unico non fotografo della sezione, trasforma oggetti quotidiani in spazi stranianti.

8a SALA

L’ottava sala racconta le ricerche artistiche degli anni Ottanta, caratterizzate dall’ambiguità della percezione e dal superamento dell’umano. Terry Winters e Carroll Dunham trasformano la pittura in processi organici, con segni e forme che evocano organismi biomorfici. Peter Fischli e David Weiss giocano con il quotidiano, tra fotografia, video e sculture, trasformando oggetti banali in presenze enigmatiche. Robert Feintuch mescola ironia e tensione psicologica attraverso la figurazione, mentre Rona Pondick esplora corpi in metamorfosi, unendo calchi realistici a forme ibride. La sala mette in luce la capacità di questi artisti di spiazzare lo spettatore giocando con il confine tra realtà e immaginazione.

9a SALA

La nona sala esplora il dialogo tra fotografia e pittura, mostrando come il medium fotografico possa confrontarsi con la storia della pittura senza annullarla. Candida Höfer, formatasi nella Scuola di Düsseldorf, restituisce interni pubblici silenziosi e rigorosi, indagando la “psicologia dell’architettura sociale” attraverso l’assenza delle persone. Elger Esser e Lawrence Beck reinventano il paesaggio come spazio di memoria e contemplazione, evocando vedute storiche con precisione compositiva e luce delicata, mentre Clifford Ross, partito dalla pittura e dalla scultura, sperimenta tecniche digitali e supporti inusuali per catturare la grandiosità della natura. Matthias Schaller rende omaggio alla pittura attraverso fotografie di grandi formati dedicate alle tavolozze dei maestri, tra cui Paul Cézanne, rivelando un dialogo intrinseco tra i due linguaggi. Questi artisti, presenti in galleria dagli anni Novanta fino alla chiusura del 2014, confermano come fotografia e pittura possano coesistere, generando nuove possibilità di linguaggio e di visione.

10a SALA

Wege der Weltweisheit_ Die Hermannsschlacht, 1978. Collage di xilografie su carta montate su tela, con acrilico e gommalacca, 234 x 277 cm. In prestito dalla Sonnabend Collection Foundation © Anselm Kiefer, Photo_ Atelier Anselm Kiefer

La decima sala esplora il Neo-Espressionismo tedesco con Anselm Kiefer, Jörg Immendorff e A.R. Penck. Le opere di Kiefer stratificano storia, mito e ideologia, affrontando il trauma della memoria collettiva tedesca; Penck presenta figure totemiche e simboliche che conquistarono subito il pubblico americano; Immendorff trasforma soggetti quotidiani in allegorie oniriche e politicamente cariche. La sala mostra come questi artisti condividano un approccio in cui pittura e storia s’incontrano, trasformando simboli e memoria in strumenti di riflessione e resistenza culturale, aprendo nuove prospettive per il dialogo tra arte, politica e memoria collettiva.

11a SALA

Jeff Koons, Wild Boy and Puppy, 1988. Porcellana, 96.5 x 100.3 x 59.7 cm. In prestito dalla Sonnabend Collection Foundation © Jeff Koons

L’undicesima e ultima sala presenta Jeff Koons, Haim Steinbach e Ashley Bickerton, protagonisti della stagione Neo-Geo americana degli anni Ottanta. Koons trasforma oggetti quotidiani e icone popolari in sculture monumentali, celebrando il kitsch con una sorprendente autonomia creativa. Steinbach dispone oggetti comuni su mensole, restituendo un equilibrio formale che dialoga con la tipologia concettuale dei Becher e con la tradizione Pop, dove il quotidiano diventa materia poetica. Bickerton, invece, fonde rigore geometrico e colori di ispirazione Pop in opere che evocano il Minimalismo per poi sovvertirne i codici, trasformando superfici e strutture in riflessioni sull’identità e sulla percezione. Insieme, gli artisti reinterpretano l’eredità della Pop e del Concettuale in un linguaggio nuovo e lucidamente contemporaneo, capace di trasformare la cultura di massa in icona dell’arte del tempo.

Foto allestimento_ph Giuseppe Gradella

In occasione dell’apertura, il museo ospita anche un focus temporaneo dedicato agli Screen Tests di Andy Warhol, ritratti filmati di un centinaio di personaggi diversi realizzati tra il 1963 e il 1966. In questi cortometraggi in bianco e nero, Warhol filmò sia visitatori famosi dello studio – tra cui Allen Ginsberg, Dennis Hopper, Salvador Dalí, Susan Sontag, Bob Dylan, Marcel Duchamp e Lou Reed – che persone comuni, trasformandoli in “ritratti viventi”. Vengono presentati ventuno film della durata di circa quattro minuti ciascuno, selezionati dalla Sonnabend Collection Foundation in collaborazione con la Andy Warhol Foundation for the Visual Arts e l’Andy Warhol Museum di Pittsburgh.

Sito web e canali social dedicati:

Elenco opere Sonnabend Collection Mantova

  1. Acconci Vito, Learning Piece, 1970, Sala 6.
  2. Anselmo Giovanni, Senza titolo, 1968, Sala 5.
  3. Arman, Infinity of Typewriters + Infinity of Monkeys + Infinity of Time = Hamlet, 1962, Sala 1.
  4. Artschwager Richard, Double Dinner, 1988, Sala 7.
  5. Baldessari John, Everything is Purged…,1966-68, Sala 3.
  6. Baldessari John,Grimm’s Fairy Tales: The Story of One Who Set Out to Study Fear, 1982, Sala 6.
  7. Becher Bernd e Hilla, Water Towers, 1988, Sala 6.
  8. Beck Lawrence, Caserta I, 2013, Sala 9.
  9. Bell Larry, Untitled, 1970, Sala 3.
  10. Bickerton Ashley, Wall-Wall, Sportif (Liberia), 1987, Sala 11.
  11. Bochner Mel, 48″ Standards (#24), 1969, Sala 3.
  12. Boltanski Christian, The 62 Members of the Mickey Mouse Club in 1955, 1972, Sala 6.
  13. Calzolari Pier Paolo, Scala 2000 lunghi anni lontano da casa, 1969, Sala 5.
  14. Chamberlain John, Untitled (Colonel Splendid), 1964, Sala 1.
  15. Christo, Empaquetage sur diable, 1964, Sala 1.
  16. Dine Jim, Black Shovel, 1962, Sala 1.
  17. Dine Jim, Four Soap Dishes, 1962, Sala 1.
  18. Dunham Carroll, Untitled, 1987, Sala 8.
  19. Esser Elger, Blois III, 2006, Sala 9.
  20. Feintuch Robert, Bacchus in the Studio, 2007, Sala 8.
  21. Feintuch Robert, In the Studio, 2007, Sala 8.
  22. Feintuch Robert, Taking a Stand, 2009, Sala 8.
  23. Fischli Peter e Weiss David, Hostess II, 1989, Sala 8.
  24. Fischli Peter e Weiss David, Untitled, 1993-94, Sala 8.
  25. Gilbert & George, Berries, 1985, Sala 6.
  26. Gilbert & George, Dead Boards No. 18, 1976, Sala 6.
  27. Halley Peter, White Cell with Conduit, 1987, Sala 3.
  28. Höfer Candida, Biblioteca dei Girolamini Napoli I, 2009, Sala 9.
  29. Immendorff Jörg, Ewiges Braunhemd, 1983, Sala 10.
  30. Johns Jasper, Figure 8, 1959, Sala 1.
  31. Judd Donald, Untitled, 1966, Sala 3.
  32. Kiefer Anselm, Baum mit Palette, 1978, Sala 10.
  33. Kiefer Anselm, Wege der Weltweisheit: Die Hermannsschlacht, 1978, Sala 10.
  34. Koons Jeff, Dolphin, 2002, Sala 11.
  35. Koons Jeff, Gazing Ball (Standing Woman), 2014, Sala 11.
  36. Koons Jeff, Teapot, 1979, Sala 11.
  37. Koons Jeff, Wild Boy and Puppy, 1988, Sala 11.
  38. Kounellis Jannis, Untitled, 1972, Sala 5.
  39. Le Va Barry, Centerpoints and Lengths Through Points of Tangency: 6 Areas Separately Overlaid Into 3 Equal Spaces, Each Area Comprised of 5 Circles Tangent to And Inscribed Within Each Other, 1974, Sala 3.
  40. LeWitt Sol, Wall Drawing #133 (Arcs from Four Corners), 1971, Sala 3.
  41. Lichtenstein Roy, Large Spool, 1963, Sala 2.
  42. Lichtenstein Roy, Little Aloha, 1962, Sala 2.
  43. Lichtenstein Roy, Wall Explosion II, 1965, Sala 2.
  44. Manzoni Piero, Corpo d’aria, 1959, Sala 6.
  45. McCracken John,Untitled, 1970, Sala 3.
  46. Merz Mario, Hagoromo, 1968, Sala 5.
  47. Morris Robert, Nine Fiberglass Sleeves, 1967, Sala 3.
  48. Morris Robert, Untitled, 1980, Sala 4.
  49. Nauman Bruce, Raw war, 1970-1972, Sala 4.
  50. Nauman Bruce, Steel Channel Piece, 1968, Sala 4.
  51. Oldenburg Claes, Roast Beef, 1961, Sala 2.
  52. Oldenburg Claes, Vitello Tonnato, 1962, Sala 2.
  53. Ontani Luigi, Polittico dell’Olimpo, 1975, Sala 7.
  54. Paolini Giulio, “Elegia” in una scena di duello, 1972, Sala 5.
  55. Penck A. R., Verteidigung (Defence), 1982, Sala 10.
  56. Pistoletto Michelangelo, Uomo seduto, 1963, Sala 1.
  57. Poirier Anne e Patrick, Documentation Isola Sacra, 1973, Sala 7.
  58. Pondick Rona, Dog, 1998-2001, Sala 8.
  59. Rauschenberg Robert, Interior, 1956, Sala 1.
  60. Rauschenberg Robert, Kite, 1963, Sala 1.
  61. Rauschenberg Robert, Payload, 1962, Sala 1.
  62. Robbins Andrea e Becher Max, German Indians: Chief, 1998, Sala 7.
  63. Rosenquist James , Balcony, 1961, Sala 1.
  64. Rosenquist James, Sliced Bologna, 1968, Sala 2.
  65. Ross Clifford, Mountain XIII, 2005, Sala 9.
  66. Schaller Matthias, Paul Cézanne, 2013, Sala 9.
  67. Schifano Mario, Tempo moderno, 1962, Sala 1.
  68. Segal George, Portrait of Michael Sonnabend (Fragment from Gottlieb’s Wishing Well), 1963, Sala 2.
  69. Serra Richard, Untitled, 1968, Sala 4.
  70. Sonnier Keith, Chaldea, 1969, Sala 4.
  71. Steinbach Haim, ultra red #1, 1986, Sala 11.
  72. Sugimoto Hiroshi, Bay of Sagami, Atami, 1997, Sala 7.
  73. Sugimoto Hiroshi, Civic, New Zealand, 1991, Sala 7.
  74. Sugimoto Hiroshi, Goshen, Indiana, 1980, Sala 7.
  75. Sugimoto Hiroshi, Kino Panorama, Paris, 1998, Sala 7.
  76. Sugimoto Hiroshi, Marmara Sea, Silivri, 1991, Sala 7.
  77. Sugimoto Hiroshi, Sea of Japan, Hokkaido I, 1988, Sala 7.
  78. Twombly Cy, Untitled (New York City), 1956, Sala 1.
  79. Warhol Andy, Campbell’s Soup Can (Turkey Noodle), 1962, Sala 2.
  80. Warhol Andy, Del Monte Boxes, 1964, Sala 2.
  81. Warhol Andy, Dollar Bill, 1962, Sala 2.
  82. Warhol Andy, Flowers, 1964, Sala 2.
  83. Warhol Andy, Ileana Sonnabend, 1973, Sala 2.
  84. Warhol Andy, Nine Jackies, 1964, Sala 2.
  85. Warhol Andy, White Brillo Boxes, 1964, Sala 2.
  86. Webb Boyd, The Conservationist, 1978, Sala 7.
  87. Webb Boyd, The Mandatory Second Opinion, 1978, Sala 7.
  88. Wegman William, Man Ray on Stilts, 1974, Sala 7.
  89. Wegman William, Single and Double Studio, 1970-1971, Sala 7.
  90. Wegman William, Terry, Lynn/Terry, Lynn, 1971, Sala 7.
  91. Wesselmann Tom, Seascape #14, 1966, Sala 2.
  92. Wesselmann Tom, Still Life #45, 1962, Sala 2.
  93. Winters Terry, Insecta, 1985, Sala 8.
  94. Zorio Gilberto, Untitled, 1968, Sala 5.

Disponibile presso il bookshop di Sonnabend Collection Mantova dal 29 novembre 2025In libreria dal 16 gennaio 2026

L’arte da sempre attraversa i confini politici e culturali ed è il più grande veicolo per la comprensione del nostro tempo, oggi forse come mai un’urgenza e una necessità.

brossura dal vivo 54 × 29 cm
pp. 260 con 110 ill. a col.
euro 40,00
edizione bilingue italiano e inglese
isbn 979-12-5463-338-0

In occasione dell’apertura di Sonnabend Collection Mantova, sabato 29 novembre 2025 presso il restaurato museo di Palazzo della Ragione, Marsilio Arte pubblica l’omonimo catalogo: un progetto che vede la Sonnabend Collection Foundation e Marsilio Arte a fianco del Comune di Mantova nella gestione di questo nuovo spazio espositivo.

La Sonnabend Collection, sviluppata grazie alla visione dell’influente mercante d’arte Ileana Sonnabend (1914-2007), di suo marito Michael Sonnabend (1900-2001) e del loro figlio adottivo Antonio Homem, rappresenta una testimonianza significativa dei movimenti artistici della seconda metà del Novecento. Attraverso le loro gallerie di Parigi e New York, i Sonnabend sono stati capaci di diffondere l’arte americana in Europa e gli artisti europei in America.

Aprono la pubblicazione i due saggi La tua assenza ci circonda di Mario Codognato e Introduzione di Francesco Guzzetti, che definiscono l’impianto critico dell’intero volume. La tua assenza ci circonda ritrae una Ileana Sonnabend visionaria e coraggiosa, capace di accogliere e promuovere i linguaggi più radicali, dalla Pop Art al Minimalismo. Con un intreccio di memoria personale e storia culturale, Mario Codognato restituisce il clima sperimentale in cui operarono artisti come Rauschenberg, Johns, Gilbert & George, Kounellis, Acconci e Koons, mostrando la galleria come luogo di libertà e ricerca. Nell’Introduzione, invece, Francesco Guzzetti ricostruisce con chiarezza la vicenda biografica e professionale di Ileana Sonnabend: dalle origini europee alla fuga negli Stati Uniti, dal sodalizio con Leo Castelli all’attività tra Parigi e New York. Grazie anche alle testimonianze di Antonio Homem, ne emerge il ritratto di una mediatrice decisiva tra le scene artistiche americana ed europea e figura chiave nei processi che hanno definito il mercato e i nuovi linguaggi del secondo Novecento.

Il volume ricostruisce attraverso undici sezioni il percorso espositivo che ripercorre il tragitto visionario e gli interessi della Sonnabend: dagli iconici capolavori dell’arte americana di artisti come Jasper Johns, Roy Lichtenstein, Andy Warhol e Robert Rauschenberg; alle opere seminali della Pop Art, con artisti come Jim Dine, James Rosenquist e Tom Wesselmann; alla ricerca coeva in Italia di artisti come Michelangelo Pistoletto e Mario Schifano. Questo straordinario percorso continua con opere cardinali dei movimenti dell’arte degli anni Sessanta e Settanta, come il Minimalismo con Donald Judd e Robert Morris e i loro rivoluzionari sviluppi nel campo della scultura con Bruce Nauman e Richard Serra, nonché con l’Arte Povera, che Sonnabend ha esposto per prima a New York, con artisti di assoluto spessore come Giovanni Anselmo, Jannis Kounellis, Mario Merz, Giulio Paolini e Gilberto Zorio. Il grande interesse, inoltre, da parte di Sonnabend per gli sviluppi della fotografia e della performance sono testimoniati dalla collaborazione con artisti di generazioni diverse, da Bernd & Hilla Becher a Luigi Ontani, da Vito Acconci a Gilbert & George, da Candida Hoefer a Matthias Schaller. La pittura tedesca degli anni Ottanta con Jorg Immendorff, Anselm Kiefer e A.R. Penck, nonché la coeva ricerca americana con Jeff Koons e Haim Steinbach suggellano questo eccezionale itinerario.

Palazzo della Ragione_Comune di Mantova – ph. Giuseppe Gradella

Informazioni e biglietteria

“Sonnabend Collection Mantova. Museo di Palazzo della Ragione. Mantova”

Direttore artistico: Mario Codognato

Sede

Palazzo della Ragione, Piazza Erbe, 13, 46100 Mantova MN

Data

Apertura dal 29 novembre 2025

Il Museo di Palazzo della Ragione è un progetto del:

Comune di Mantova 

In collaborazione con: Sonnabend Collection Foundation 

Marsilio Arte

Sponsor:  BPER

Orari

Lunedì – mercoledì – giovedì – venerdì – sabato – domenica ore 10 – 18:00

Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Martedì chiuso

Orari di apertura in giornate festive

Sempre aperto eccetto i martedì e il 25 Dicembre

TARIFFE

Tariffe e descrizioni:

Open Sonnabend Collection €15: biglietto a data aperta

Intero €13

Ridotto €11: Gruppi (minimo 10 massimo 25 persone), visitatori fino ai 26 anni, visitatori oltre i 65 anni. Clienti e dipendenti BPER. Possessori tessera LAEffe La Feltrinelli

Ridotto possessori Mantova Sabbioneta Card: €8

Ridotto Speciale €6: Gruppi scuole (minimo 10 massimo 25 partecipanti), Studenti dai 12 ai 18 anni.

Gratuito:

  • Bambini fino agli 11 anni
  • Giornalisti
  • Persone con disabilità con Disability card
  • Possessori tessera ICOM
  • 1 insegnante accompagnatore per gruppo di studenti
  • Guide abilitate accompagnatrici di gruppi

Torre dell’orologio

Intero € 3,00

Ridotto € 1,50: Gruppi adulti e scuole (minimo 10 massimo 25 persone), visitatori fino ai 26 anni, visitatori oltre i 65 anni. Studenti dai 12 ai 18 anni.

Gratuito:

  • Possessori Mantova Sabbioneta card
  • Bambini fino agli 11 anni
  • Giornalisti
  • Persone con disabilità con Disability card
  • Possessori tessera ICOM
  • 1 insegnante accompagnatore per gruppo di studenti
  • Guide abilitate accompagnatrici di gruppi

BIGLIETTO CONGIUNTO SONNABEND COLLECTION MANTOVA + TORRE OROLOGIO

Intero: € 15,00

Ridotto: € 12,00: Gruppi adulti e scuole (minimo 10 massimo 25 persone), visitatori fino ai 26 anni, visitatori oltre i 65 anni. Studenti dai 12 ai 18 anni. Clienti e dipendenti BPER.

BIGLIETTO CONGIUNTO SONNABEND COLLECTION MANTOVA + PALAZZO TE

€20: in vendita online e in cassa consente la visita alla seconda sede entro 48 ore dall’acquisto.

Gruppi e prenotazioni

Modalità di accesso: la prenotazione è consigliata con prevendita online per gruppi e singoli.

Prevendita online €2

La validità dei biglietti online dovrà decorrere dalle tre ore successive a quella di vendita.

INFO E PRENOTAZIONI
AdArtem 
info@adartem.it
tel. + 39 02 6597728

(dalle 9:00 alle 13:00, dalle 14:00 alle 16:00 dal lunedì al venerdì)

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Call Center Vivaticket
tel.+39 0291446111
da lunedì a venerdì 09.00–18.00
sabato 09.00 – 13.00

Instagram: sonnabendmantova

Info: info@sonnabendmantova.it

Sito web: www.sonnabendmantova.it/it

ILEANA SONNABEND

Ileana Sonnabend_Photographed by Lina Bertucci at the Sonnabend Gallery, New York 1989

Ileana Schapira nasce a Bucarest il 25 ottobre 1914 in una famiglia dell’alta borghesia ebraica. Cresciuta in un ambiente cosmopolita, Ileana sviluppa fin da bambina una forte passione per la cultura francese e per l’arte, che la porta a frequentare musei e mostre e a desiderare una vita oltre i confini della Romania.

Nel 1933 sposa Leo Krausz, poi Castelli, triestino di origine ebraica arrivato a Bucarest come assicuratore per le Generali. Nel 1935 la coppia si trasferisce a Parigi, dove nel 1937 nasce la loro figlia Nina. Qui frequentano teatri, musei e gallerie e, nel 1939, Leo apre insieme a René Drouin una galleria di arti decorative contemporanee in Place Vendôme. Allo scoppio della guerra si rifugiano a Cannes e poi a Marsiglia, partendo infine per gli Stati Uniti.

Nel 1941 sono a New York. Marito e moglie studiano alla Columbia University, Ileana psicologia, mentre Leo storia economica. Nel 1943, con l’arruolamento di Leo nell’esercito americano, ottengono entrambi la cittadinanza statunitense. Dopo un breve ritorno a Parigi nel 1945, dove ritrovano Drouin impegnato a rilanciare la galleria con artisti come Kandinskij, Dubuffet, Wols e Mondrian, ma con scarso successo, Leo decide di diventarne il rappresentante a New York. Così, nel 1946 si stabiliscono definitivamente a New York frequentando artisti come Arshile Gorky, Jackson Pollock, Matta e Robert Motherwell e stringono un legame con Alfred Barr, primo direttore del MoMA. In un’epoca in cui l’Espressionismo astratto è ancora marginale, Leo e Ileana ne diventano tra i più convinti sostenitori.

Nel 1957 Leo apre la sua prima galleria con il sostegno di Ileana, che lo incoraggia a esporre Pollock, Delaunay, Johns e Rauschenberg, contribuendo così alla nascita di una nuova stagione per l’arte americana. Nel 1959 Ileana divorzia da Leo Castelli.
Sposa Michael Sonnabend, conosciuto anni prima alla Columbia University. Anche dopo la separazione, mantiene un rapporto professionale con Castelli, spingendolo verso la scelta di artisti come Lichtenstein, Warhol, Rosenquist e Oldenburg, e introducendo in Europa figure come Jim Dine.

Nel 1961 Ileana e Michael si trasferiscono a Roma con l’intento di aprire una galleria dedicata all’arte americana, in collaborazione con Plinio De Martiis della Galleria La Tartaruga. Il progetto non si concretizza, ma i Sonnabend lasciano Roma con un nucleo di opere di Mario Schifano. L’anno seguente, nel 1962 si spostano a Parigi, dove inaugurano la Galerie Sonnabend al 37 Quai des Grands Augustins con una mostra di Jasper Johns. La galleria diventa in breve tempo un punto di riferimento internazionale, ospitando artisti come Rauschenberg, Lichtenstein, Warhol, Rosenquist e Pistoletto, e contribuendo alla diffusione della Pop Art in Europa.

Nel 1964, alla Biennale di Venezia, la vittoria del Leone d’Oro a Rauschenberg consacra il ruolo centrale di Ileana e della sua galleria, mentre il dialogo con l’Italia prosegue anche grazie al rapporto con Michelangelo Pistoletto, che viene introdotto nella scena artistica newyorkese grazie alla gallerista.

Nel 1966 la galleria si trasferisce in rue Mazarine e diventa un luogo di dialogo tra le ricerche americane e le nuove avanguardie europee. In Italia, Ileana collabora con il gallerista torinese Gian Enzo Sperone e conosce il critico Germano Celant e comincia così a sostenere gli artisti dell’Arte Povera come Merz, Anselmo, Zorio, Calzolari e Gilardi.

Alla fine del 1968 inizia a lavorare con lei Antonio Homem, che avvia una lunga collaborazione con i Sonnabend e che ne diventerà figlio adottivo. Nel 1970 Ileana e Michael inaugurano una seconda sede della galleria a New York, al 924 di Madison Avenue con l’obiettivo di presentare negli Stati Uniti gli artisti europei e californiani. In questi anni, molti artisti americani ed europei iniziano a lavorare con il linguaggio del video e del cinema, aprendo a forme d’arte radicalmente nuove. A settembre del 1971 inaugura a SoHo, al 420 West Broadway, un nuovo spazio con una mostra in ciascun piano, presentando Singing Sculpture di Gilbert & George.

Pur mantenendo la sede di Madison Avenue, Ileana gestisce contemporaneamente tre gallerie tra New York e Parigi, ospitando artisti come Gilbert & George, i Becher, Boltanski, Paolini, Kounellis, Ontani, Rauschenberg, Nauman e Baldessari.

Nel 1973 Michel Guy, Ministro della Cultura francese e direttore del Festival d’Automne de Paris, invita Ileana a organizzare al Palais Galliera la mostra Aspects de l’Art Actuel, che riunisce opere di Rauschenberg, Morris, Nauman e Paolini, accanto a performance, danza, film e musica contemporanea. Con questa esposizione Ileana afferma la propria visione dell’arte come linguaggio aperto e interdisciplinare, capace di superare confini geografici e mediali.

Dopo una breve esperienza a Ginevra nel 1974-1975, negli anni Ottanta la galleria chiude la sede parigina, concentrando la sua attività a New York, dove continua a promuovere artisti di generazioni diverse, da Rauschenberg ai tedeschi Baselitz e Penck, fino a una nuova ondata di americani come Jeff Koons, Peter Halley, Meyer Vaisman, Ashley Bickerton e Haim Steinbach, interpreti di una Pop Art concettuale e rinnovata.

Nel 2000 la Sonnabend Gallery si trasferisce a Chelsea, al 536 West 22nd Street, dove rimarrà fino al 2014.

Ileana Sonnabend muore a New York nel 2007.

Dopo la sua scomparsa, i figli Nina Sundell e Antonio Homem hanno selezionato le opere più rappresentative della sua attività dando origine alla Sonnabend Collection, che ne tramanda la visione e l’eredità artistica. Figura centrale e rispettata in tutto il mondo, Ileana Sonnabend ha incarnato l’idea moderna di gallerista come mediatrice culturale, pioniera di scambi internazionali e scopritrice di talenti.

Antonio Homem_©Lawrence Beck

Antonio Homem nasce a Lisbona, in Portogallo, nel 1939.

Nel 1956 lascia il Portogallo per la Svizzera, dove studia ingegneria al Politecnico Federale di Zurigo (ETH Zürich), ma i suoi interessi sono sempre profondamente radicati nelle arti.

Nel 1968 inizia a lavorare presso la Galerie Ileana Sonnabend a Parigi, segnando l’inizio di una lunga carriera in stretta collaborazione con Ileana e Michael Sonnabend.

Nel 1970, quando la Sonnabend Gallery apre il suo primo spazio a New York, sulla Madison Avenue, Antonio e Ileana Sonnabend iniziano a viaggiare regolarmente tra Parigi e New York per supervisionare entrambe le sedi.

Nell’autunno del 1971 la Sonnabend Gallery apre un nuovo spazio pionieristico a SoHo, al 420 West Broadway, in un edificio condiviso con altre tre gallerie d’arte: Leo Castelli, John Weber e André Emmerich.

Nel 2000 la galleria di New York lascia SoHo e si trasferisce al 536 West 22nd Street, a Chelsea, dove continua la sua attività espositiva.

Antonio rimane direttore della galleria dopo la morte di Ileana Sonnabend, nel 2007, e continua a supervisionarne le attività fino alla chiusura nel 2014.

Nel 2009 Antonio fonda, insieme a Nina Sundell, la Sonnabend Collection Foundation, dedicata alla conservazione e alla presentazione di una collezione di opere dagli inizi degli anni Sessanta fino alla fine del secolo.

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