Scopri la mostra ANATOMIE SPONTANEE a Roma, un percorso artistico che esplora il legame tra cibo e cultura, dal 10 al 23 gennaio 2026

ROMA – Venerdì 9 gennaio 2026, presso lo spazio espositivo Parentesi di TWM Factory (Roma), dalle ore 18:00 alle 21:30, si terrà l’opening della mostra Anatomie spontanee.

Poster della mostra 'Anatomie spontanee' con i nomi degli artisti coinvolti, su fondo beige e dettagli grafici in viola.

Le curatrici Paola Farfaglio e Benedetta Carpi De Resmini, hanno idealmente unito due percorsi che, in modi differenti, toccano il tema del cibo come elemento di condivisione, atto culturale, simbolo identitario e spazio di relazione. Il titolo richiama ciò che nasce senza essere previsto, ciò che cresce ai margini, nelle pieghe del vivente e dell’immaginazione.

Impastare_Camille Orlandini

La mostra si svolgerà presso Parentesi, spazio espositivo di Roma Smistamento, il Centro Culturale di TWM Factory situato al primo piano dell’Arimondi District, ex edificio industriale che da anni accoglie studi d’artista, residenze, gallerie e spazi creativi.

Esculenta Lazzaro – © gli artisti Caretto-Spagna

Il progetto racconta elementi in trasformazione: quelli degli ingredienti, dei gesti che li plasmano, ma anche quelli dell’arte, che osserva, scompone e ricompone il reale. La mostra si propone come un invito a osservare come arte e cibo condividano un’anima comune: quella della trasformazione continua, del nutrimento reciproco, della possibilità che nasce ogni volta che si entra in relazione con la materia viva.

© Gaia Scaramella

Riunisce le opere di diversi artisti che hanno lavorato durante il 2025 per due progetti paralleli: Anatomie del Nutrimento, a cura di Cities Art Projects (con Caretto-Spagna e Gaia & Greta Scaramella), e Roots and Routes, realizzato da Latitudo Art Projects nell’ambito della piattaforma europea Magic Carpets (Camille Orlandini, Ombretta Gamberale e Gaia Scaramella).  Entrambi i percorsi hanno coinvolto diverse comunità del Municipio III e del Municipio XV.  

Caretto–Spagna

Due artisti stanno lavorando insieme a un tavolo, esplorando materiali artistici e strumenti in un ambiente luminoso e moderno.
Caretto-Spagna_Gam_Foto Guido Suardi

Artisti torinesi mostreranno come le esperienze culinarie legate alla raccolta e trasformazione di piante spontanee o cavoli, durante il progetto aprono una riflessione sulla biodiversità e le relazioni interspecie. 

Nel percorso di mostra trova spazio l’opera ESCULENTA, che trasforma un semplice tavolo in legno in un organismo attivo, un dispositivo che rende visibile il continuo ciclo consumo > rivitalizzazione > ricrescita. Durante la mostra, un lungo tavolo in legno sarà allestito come luogo sperimentale in cui osservare, nel tempo dell’esposizione, la metamorfosi dei cavoli: materia che si consuma, si rigenera, torna a crescere. Il tavolo è suddiviso in tre sezioni, ciascuna predisposta per una funzione specifica e complementare. La prima parte è destinata alla preparazione del cibo (insalate, tagli, gesti quotidiani).

La seconda è attrezzata per il processo di rivitalizzazione degli scarti dei cavoli, con un sistema idrico nascosto che attiva un lento, continuo riassorbimento. La terza parte è lo spazio dedicato alla ricrescita: qui i cavoli rigenerati vengono lasciati crescere fino al completamento del loro ciclo vitale, dalla fioritura alla produzione dei semi.

Gaia e Greta Scaramella 

Ritratto di una donna con capelli ricci, indossando una camicia bianca e una blusa colorata, sorridente davanti a uno sfondo verde e naturale.
Greta Scaramella 

Rispettivamente artista e sociologa mostreranno le esperienze laboratoriali legate al latte realizzate nella scuola Saxa Rubra. Entrambe le artiste hanno indagato il latte come alimento simbolico e culturale, dove il nutrimento diventa metafora di crescita, cura e condivisione. Gaia, in mostra, presenterà Milk, un’opera in cui il latte, simbolo primario del nutrimento,  si trasforma in assenza: seni ricolmi di latte diventano colini vuoti, da cui il latte fuoriesce e si perde. L’opera è una meditazione sull’importanza della cura e del sostegno vitale, ma anche un richiamo alle condizioni dei bambini che, in molte aree colpite dalla guerra, non hanno accesso al latte.

Una persona abbraccia un grande cuscino a forma di cuore, indossando pantaloni comodi e una maglietta scura, con un braccio visibile avvolto in un materiale chiaro.
©Gaia Scaramella

È un pensiero rivolto alle madri che questo nutrimento lo hanno perso, o non possono più offrirlo. Greta presenterà invece una serie di favole sul latte, scritte e ideate da lei, pensate come piccoli racconti di nutrimento simbolico dedicati ai bambini che hanno partecipato ai laboratori. Racconti in cui il latte diventa immaginazione, protezione, origine: una forma narrativa di cura che accompagna e sostiene, proprio come il primo alimento che riceviamo nella vita.

Ombretta Gamberale

Una donna seduta in un ambiente esterno, sorridente, con lunghi capelli castani e un gomitolo di filato rosso tra le mani, indossa una camicia a fantasia e pantaloni neri.
Ombretta Gamberale_foto di Paola Farfaglio

Nell’ambito del progetto Roots &  Routes promosso da Latitudo Art Projects, nell’ambito della piattaforma Magic Carpets l’artista Ombretta Gamberale presenterà un ricettario collettivo, Ricette memorabili, e una serie di incisioni nate dallo scambio di tradizioni culinarie: memorie familiari, ricette, disegni e stampe botaniche realizzate con erbe aromatiche essiccate. Il suo contributo sviluppato sia con la casa famiglia L’Approdo di Spes contra Spem, e con i partecipanti della Biblioteca Galline Bianche, mette al centro il cibo come archivio affettivo, come luogo in cui l’intimità diventa racconto condiviso. Le storie e i disegni raccolti nel ricettario sono stati generati in un contesto collettivo e familiare, ma anche profondamente riflessivo. Il gioco ha avuto un ruolo importante: bambini e famiglie e ragazzi della casa famiglia hanno infatti creato un proprio ricettario, restituendo un mosaico di prospettive personali. Riflessivo, perché la condizione stessa che ha favorito la produzione e la circolazione di queste narrazioni è legata alla consapevolezza che il cibo possiede molteplici valori, materiali e simbolici e soprattutto personali.

Camille Orlandini 

Una giovane artista sorridente, mentre lavora con delle piccole piante secche su un tavolo in un ambiente espositivo luminoso.
Camille Orlandini-© Tiffany-Trabado Maillet

Artista francese in residenza presso Latitudo Art Projects, sempre nell’ambito del progetto Roots & Routes ha sviluppato un progetto sia con la casa famiglia L’Approdo, e con i partecipanti della Biblioteca Galline Bianche. Il progetto Faire Pain Commun è dedicato all’acqua e al pane in particolare ai fiumi, il Tevere e il suo affluente Aniene, che lambiscono i quartieri nei quali ha svolto la residenza. L’acqua, elemento fluido, mutevole e multiforme, attraversa territori, storie e culture, trasformandoli. Questa sua natura pervasiva trova un’analogia nel gesto del fare il pane, dove l’incontro tra acqua e grano diventa rito quotidiano e patrimonio antico. Lo studio dell’acqua e del grano consente di osservare come diverse società abbiano attribuito significati a questi elementi fondamentali, utilizzandoli per costruire sistemi sociali e modelli culturali. L’artista presenta una video-installazione, Impastare da una sponda all’altra del Tevere, che restituisce questa relazione complessa e vitale.

Nordine Sajot

Ritratto in bianco e nero di una donna con capelli neri e taglio corto, indossando una maglietta nera, seduta di fronte a un tavolo di legno con le mani appoggiate.
NordineSajot_photo by Giovanni De Angelis

Infine, sarà presentato il lavoro dell’artista Nordine Sajot, Ex-voto against war. Durante la residenza al Centre Claude Cahun di Nantes, nell’ambito di Magic Carpets, l’artista ha sviluppato una nuova sezione dedicata ai gesti del mangiare come linguaggio corporeo, utilizzando immagini legate alla distribuzione di cibo a Gaza. 

La sua installazione interroga con forza il cibo come arma politica di dominazione e, in particolare, la privazione alimentare come strumento di oppressione. Un’opera che restituisce il gesto quotidiano del nutrirsi nella sua dimensione più vulnerabile e urgente.

La mostra sarà visitabile dal 10 al 23 gennaio, con i seguenti orari: Lunedì, mercoledì, venerdì: 11:00 – 18:00 Sabato: 15:00 – 18:00. Ingresso gratuito

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