Ultimi giorni per la mostra “L’età del bronzo” presso Villa Vertua a Nova Milanese

Presso Villa Vertua fino al 21 dicembre una selezione di sculture contemporanee di genere bronzetto realizzate nella fonderia romana di Pietro Caporrella dagli anni ’80 a oggi

Franco Marrocco, Còsa, 2025, bronzo patinato

NOVA MILANESE (MB) – Si avvia alla conclusione la mostra “L’età del bronzo. Sculture contemporanee dalla Fondazione Caporrella”, in corso fino a domenica 21 dicembre presso Villa Vertua a Nova Milanese e visitabile gratuitamente il sabato dalle 15 alle 19 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19.

Claudio Costa, Erratico lunare, 1993

La mostra è promossa e realizzata dalla Fondazione Rossi in partenariato con la Fondazione d’arte contemporanea “Vittorio Caporrella” e il Museo FRaC Baronissi, con la collaborazione della Libera Accademia di Pittura e il patrocinio del Comune di Nova Milanese. L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività di valorizzazione degli scambi e delle collaborazioni avviate negli anni tra la Fondazione Rossi e il Museo FRaC Baronissi.

Aperta al pubblico dallo scorso 25 ottobre e curata da Massimo Bignardi, l’esposizione richiama l’attenzione sul valore e sul significato di un genere che ha segnato la storia dell’arte italiana: il bronzetto. Grazie alla collezione messa a disposizione dalla Fondazione Caporrella, il pubblico può ammirare una selezione di bronzetti realizzati da artisti contemporanei presso la fonderia romana di Pietro Caporrella, dagli anni Ottanta a oggi.

Alì Traoré, trittico, 1992

In mostra opere di: Arman, Enrico Baj, Giovanni Balderi, Agostino Bonalumi, Pietro Cascella, Tommaso Cascella, Claudio Costa, Gino Filippeschi, Edgardo Mannucci, Franco Marrocco, Umberto Mastroianni, Nunzio, Arturo Pagano, Francesco Roviello, Nicola Salvatore, Paola Elisabetta Simeoni, Daniel Spoerri, Alì Traoré, Luigi Vollaro.

«L’età del bronzo è una riflessione sul valore del “bronzetto” – scrive Massimo Bignardi nel saggio che apre il catalogo edito da Gutenberg Editore –, con il desiderio di riprendere il senso di una secolare tendenza della produzione scultorea che, con alti e bassi, ha trovato in Italia, nel corso del secolo “breve”, una significativa stagione registrata nella metà del secolo scorso.»

Arman, Violino, 1998

«[…] La traccia espositiva parte dal vitalismo dell’oggetto riproposto, in chiave provocatoria ed ironica, da Daniel Spoerri, con il quale Pietro Caporrella stringe negli anni un’affettuosa amicizia: su sua segnalazione giungeranno in fonderia Arman, César, protagonisti, con Spoerri, del Novorealismo che faceva capo a Restany. Sarà poi la volta di Edgardo Mannucci, di Enrico Baj due interpreti del Nuclearismo italiano; di Agostino Bonalumi e Claudio Costa, dirottando, successivamente, su alcuni protagonisti del dibattito artistico in Italia degli anni Ottanta. In tal proposito penso a Nunzio, del quale è in corso una mostra dedicata alle esperienze proprio di quegli anni, con opere provenienti dalla collezione di Fabio Sargentini, allestita presso la galleria dello Scudo di Verona, a Tommaso Cascella, ma anche ad un artista poco noto alla scena espositiva italiana, Alì Traoré scultore senegalese che avevo conosciuto a Tuoro sul Trasimeno, in occasione dell’inaugurazione delle sculture installate nel secondo cantiere di “Campo del Sole”, nel 1986. Infine presenze della scultura italiana, tra gli anni Ottanta e Novanta, ambito nel quale si collocano le esperienze di Francesco Roviello, Gino Filippeschi, Nicola Salvatore, Luigi Vollaro, Giovanni Balderi, Arturo Pagano e Franco Marrocco, artisti che declinano linguaggi diversi, segnati, ciascuno, da una distanza dalle esperienze, in scultura, proprie della stagione postmoderna.»

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