A Cotignola arriva l’ESPERANZA, per il salvataggio di chi coltiva l’utopia del fare

L’installazione di oltre 15 metri è curata da Primola

e inaugurerà domenica 21 alle 18:30

COTIGNOLA (RA)- «La piazza di Cotignola diventa un porto. O per lo meno è lì che riposa una barca che è più grande ancora della piazza!». Si racconta così, dalle vive voci di chi l’ha concepita e realizzata, l’ultima creazione di Primola in collaborazione con il Comune di Cotignola:l’«Esperanza», un’imbarcazione di 15 metri di lunghezza e 5 di larghezza che domenica 21 dicembre alle 18.30 inaugurerà in piazza Vittoria Emanuele II a Cotignola, dove rimarrà allestita fino al 6 gennaio.

Non certo un cosa usuale ma naturalmente, come Primola ci ha abituato in questi anni, non è tutto qui. Infatti l’imbarcazione, costruita dai volontari dell’associazione cotignolese in quello che loro stessi hanno definito «il più piccolo cantiere navale della Romagna», sotto la guida dell’artista Oscar Dominguez, è realizzata con circa 250 canne di bambù ed è collegata sia al municipio che alla chiesa con una fune che serve a sostenerla. Lega insomma tutto insieme nella stessa piazza, che diventa idealmente  oceano anche perché la stessa imbarcazione – non la prima che Primola costruisce con proverbiale creatività e felice elusione dei contesti -, è fatta di materiali reperiti tutti a Cotignola, a partire dalle 250 canne di bambù che ne costituiscono la struttura portante, e che saranno illuminate in notturna. E non di sola luce brillerà l’Esperanza, che vuole essere fatta di «voci, incontri ed energie».

Infatti la barca sarà anche una sorta di enorme installazione audio, realizzata da Claudio Balestracci e Marco Morandi, con interventi successivi di Matteo Scaioli, sulla base di registrazioni in presa diretta che Mario Baldini di Primola ha fatto nel corso degli anni a Cotignola, tra i campi, le piazze e i bar. Registrazioni ricomposte in un collage che verrà diffuso continuamente in loop, in modo che chi sale sull’Esperanza possa ascoltarlo e confonderlo alla propria voce.

«Vogliamo su questa barca salga sopra un equipaggio che costruisca una speranza e un’utopia del fare e dell’attivismo, non dell’attesa – spiega Mario Baldini di Primola-. La speranza è un tema molto serio, affrontato dai giganti del pensiero occidentale, come Dante e Kant. Ernest Bloch ha lavorato dieci anni per scrivere un saggio sulla speranza. Ma oltre a queste suggestioni remote, in qualche modo ci ha ispirato la Flottilla, con la sua missione di salvezza, così come ci ha ispirato Ulisse e la sua sete sconfinata di esplorazione, ma noi sulla barca ospiteremo anche chi non c’è più, attraverso le voci che ho raccolto negli anni».

Bozzetti di Nicola Balestracci

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