GenZ: vive l’istruzione come un viaggio, abbracciando mobilità e culture diverse. Forward College trasforma l’apprendimento

MILANO – La GenZ ha una bussola tutta sua: non punta a nord, punta ovunque. È la bussola degli studenti che, per esempio, studiano a Lisbona, lavorano da remoto per una start-up di Berlino, passano i weekend a Parigi e vivono senza fatica dentro a più identità culturali.

Un gruppo di quattro studenti che corre insieme all'aperto, sorridendo e portando libri e zaini, mentre si dirigono verso una destinazione.

Il cambiamento socioculturale è inequivocabile: per i giovani di oggi, trasferirsi non è più una scelta facoltativa, ma un modo per adattarsi, scoprire nuove culture e orientarsi in un mondo in cui la situazione geopolitica appare sempre più tesa. I giovani europei non parlano più di “studiare all’estero”, ma di “studiare mentre si viaggia”, e l’idea di mettere radici in un unico posto per anni sembra quasi controintuitiva per una generazione che si sente più a casa quando attraversa i confini. Anche su TikTok, contenuti come “trasferirsi in un altro Paese a vent’anni” riflettono questo cambiamento profondo piuttosto che una moda passeggera. Secondo i dati di Fondazione Studi Consulenti del Lavoro (Festival del lavoro 2025 *) oltre 93.000 giovani italiani tra 18-39 anni hanno trasferito la residenza all’estero, +107,2% rispetto al 2014.

In questo panorama, Forward College, istituzione universitaria europea che propone un modello educativo internazionale distribuito in tre città, osserva un fenomeno in crescita: gli studenti non vogliono più un’università ancorata a un unico luogo, ma un percorso che assomigli a un Interrail formativo, fatto di tappe, incontri e nuovi inizi che rispecchino la loro stessa idea di futuro.

Secondo i dati del Ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR), nell’anno accademico 2022/2023 sono stati 12.095 gli studenti italiani iscritti a corsi di laurea triennale o magistrale in università straniere, il 41% in più rispetto al 2012/2013. Parallelamente, la mobilità Erasmus+ continua a registrare numeri record: nel 2025 ha superato quota 50.000 partecipanti (studenti e docenti), con un incremento dell’8% rispetto al 2024.

Quello che sta emergendo non è semplicemente il desiderio di vivere all’estero, ma una trasformazione educativa profonda: la formazione viene sempre più percepita come un viaggio, non come una permanenza”, spiega Boris Walbaum, Fondatore di Forward College. “Non più un’esperienza episodica, ma un percorso che integra studio e movimento come elementi inscindibili”.

Forward College, che da anni sperimenta un modello universitario basato sul vivere tre città europee in tre anni, Lisbona, Parigi e Berlino, rileva che questa visione non è più una nicchia, ma una sensibilità generazionale: la mobilità è diventata un linguaggio comune. Secondo il monitoraggio europeo Education and Training Monitor 2025, le competenze trasversali acquisite grazie alla mobilità internazionale sono tra le più richieste dal mercato del lavoro globale.

La scelta di attraversare più Paesi durante gli anni accademici risponde a un’esigenza concreta: imparare a muoversi nel mondo, non solo a studiarlo. Il contatto continuo con nuove culture sviluppa capacità oggi essenziali in qualsiasi professione: dall’adattamento alla comunicazione interculturale, dalla risoluzione di problemi al pensiero critico, dalla curiosità alla flessibilità. E con l’emergere di nuovi metodi di apprendimento, tra cui strumenti basati sull’intelligenza artificiale che trasformano il modo in cui gli studenti acquisiscono ed elaborano le conoscenze, queste competenze umane ed esperienziali diventano ancora più decisive. Nella nuova economia globale, queste competenze sono ormai tanto decisive quanto una preparazione accademica eccellente.

La generazione cresciuta nell’era dell’Intelligenza Artificiale, inoltre, attribuisce enorme valore all’esperienza diretta. Le competenze tecniche si possono apprendere rapidamente online, mentre le competenze umane, come la resilienza, la leadership, la creatività e la capacità di costruire relazioni, richiedono vita reale, incontri, cambi di scenario. In questo senso, un modello universitario itinerante risponde perfettamente al contesto contemporaneo: mentre l’AI accelera, sono le esperienze umane ad acquistare nuovo peso specifico.

Negli ultimi anni, Forward College ha registrato un aumento significativo delle candidature motivate dal bisogno di uscire dai confini tradizionali della formazione: non un campus chiuso, ma un ecosistema europeo in cui vivere, studiare e crescere.

“Il campus, per molti studenti, non è più un luogo ma un percorso” aggiunge Walbaum“La nuova generazione percepisce il mondo come una mappa da attraversare, non come un punto in cui fermarsi”.

Un modello che unisce mobilità e solidità accademica
Il percorso in tre città non è solo un’esperienza culturale: è strutturato per accompagnare gli studenti in un’evoluzione progressiva. Lisbona offre un contesto accogliente e dinamico dove costruire comunità e adattarsi alla vita universitaria internazionale; Parigi amplifica il confronto intellettuale, il dibattito e l’esposizione a realtà culturali diversificate; Berlino rappresenta la fase di maturità, l’immersione in contesti di innovazione, imprenditoria e progetti concreti.

Parallelamente, il modello di Forward College combina la mobilità con una formazione rigorosa, lauree riconosciute a livello internazionale, classi con un numero ridotto di studenti e mentoring personalizzato. A questo si aggiunge un approccio avanzato all’uso dell’Intelligenza Artificiale nell’apprendimento, pensato per sviluppare consapevolezza, metodo e responsabilità.

Il risultato? Il modello dell’università itinerante oggi sembra anticipare un desiderio collettivo: non accumulare corsi, ma esperienze. Non cambiare materia, ma cambiare punto di vista. Non solo costruire un curriculum, ma costruire una storia.

Forward College ha dato struttura a tutto questo: un luogo dove la formazione deve riflettere la realtà fluida, internazionale, in movimento. E sempre più studenti sembrano essere d’accordo.

Logo di Forward College con il nome in lettere grandi e colorate, rappresentante un'istituzione educativa europea.

Forward College
Il Forward College è un’università paneuropea fondata nel 2021 con la collaborazione di oltre 60 esperti europei nel campo dell’istruzione superiore e del futuro del lavoro. Oggi accoglie oltre 340 studenti selezionati tra più di 2.000 candidature e offre otto corsi di laurea triennale, sette dei quali sviluppati sotto la guida accademica della London School of Economics and Political Science (Business & Management, Economia & Politica, Economia, Politica & Relazioni internazionali, Scienza dei dati & Analisi aziendale) e uno in collaborazione con il King’s College di Londra (Psicologia).
Il 50% dei laureati prosegue gli studi con un master presso istituzioni quali Sciences Po Paris, LSE, King’s College London, UCL, ESCP Business School, Oxford o Minerva University, mentre il restante 50% inizia la propria carriera in aziende leader come L’Oréal e Henkel, società di consulenza come EY, ambasciate o start-up.
Il Forward College è un istituto guidato da una missione. L’eccellenza accademica e l’impegno a favore delle pari opportunità sono supervisionati da un Consiglio Accademico Internazionale composto da figure di spicco dell’istruzione superiore globale, che garantisce i più elevati standard internazionali. La sua politica di aiuti finanziari, unica tra gli istituti privati, destina il 20% delle entrate del College al sostegno finanziario del 30% dei suoi studenti.

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