Al via la Fiera dell’Alto Adriatico di Caorle (Ve), vetrina nazionale per il settore della ristorazione, dell’accoglienza e delle filiere alimentari. L’Emilia-Romagna presente per la prima volta con un proprio stand. Oggi l’inaugurazione con l’assessore Mammi

In programma al Pala ExpoMar di Caorle fino al 29 gennaio. Stand regionale nel padiglione principale (64 metri quadri) con 4 show cooking e 15 degustazioni, in collaborazione con Casa Artusi e con il coinvolgimento di cooperative, aziende e organizzazioni di produttori del territorio regionale

BOLOGNA – Un grande spazio di incontro per il mondo della ristorazione, dell’ospitalità e delle filiere alimentari, dove imprese e operatori si confrontano su prodotti, mercato, innovazione e qualità. È la Fiera dell’Alto Adriatico di Caorle (Ve), in programma al Pala ExpoMar fino a giovedì 29 gennaio. Alla 55esima edizione della manifestazione, punto di riferimento nazionale per il mondo Ho.Re.Ca. (Hotel, Restaurant, Catering), partecipa anche la Regione Emilia-Romagna, per la prima volta con un proprio stand dedicato alla valorizzazione della filiera ittica regionaledella pesca e dell’acquacoltura.

Al centro, un percorso tematico giornaliero sui prodotti innovativi e della tradizione, dalle ostriche alle vongole, alle cozze, per offrire agli operatori del settore una panoramica delle principali produzioni regionali, delle tecniche di trasformazione e delle potenzialità in ambito professionale. Lo stand Emilia-Romagna, collocato nel padiglione principale e sviluppato su una superficie di 64 metri quadrati, propone quattro show cooking e 15 sessioni di degustazione, realizzate con il supporto di Casa Artusi e il coinvolgimento di cooperative, aziende e organizzazioni di produttori del territorio regionale.

A inaugurarlo oggi l’assessoreregionale all’Agricoltura e Agroalimentare, Caccia e Pesca, Alessio Mammi.

l’assessore Mammi insieme al sindaco di Caorle, Marco Sarto

“La pesca e l’acquacoltura rappresentano un comparto strategico per l’economia costiera, per il lavoro e per il reddito di tante imprese e cooperative dell’Emilia- Romagna, che in questi giorni di fiera sono qui a rappresentare i propri prodotti- afferma Mammi-. È un settore che sta attraversando una fase complessa, segnata dai cambiamenti climatici, dall’aumento dei costi e dalle trasformazioni dei mercati, con ricadute significative sulle attività produttive e sull’equilibrio economico. Ed è per questa ragione che continuiamo a finanziare, anche nel corso del 2026, azioni di sostegno alla pesca e all’acquacoltura per le imprese colpite da calamità per 1,5 milioni di euro. Anche per il 2026- prosegue l’assessore- rafforziamo il nostro impegno per il comparto, proseguendo le attività di valorizzazione del prodotto ittico locale, investimenti per le imprese e per le strutture ittiche, nell’ambito del programma di finanziamenti Feampa 2021-2027. L’obiettivo è promuovere qualità, sicurezza e sostenibilità delle produzioni regionali e dare maggiore forza e visibilità alle filiere. La partecipazione alla Fiera dell’Alto Adriatico- conclude Mammi-, per la prima volta con uno stand istituzionale dedicato al comparto ittico, è una scelta promozionale nella quale crediamo molto e che contribuisce a valorizzare le eccellenze territoriali, sostenere le imprese sui mercati, rafforzare il legame tra produzione, trasformazione e ristorazione e accompagnare il settore in un percorso di crescita e innovazione”.

La Fiera dell’Alto Adriatico

La Fiera dell’Alto Adriatico ospita 140 espositori e oltre 350 marchi su una superficie espositiva di circa 7mila metri quadrati. All’interno, lo stand regionale è stato progettato come spazio dimostrativo e divulgativo, articolato in 4 show cooking e 15 sessioni di degustazione, realizzate con il supporto di Casa Artusi e con il coinvolgimento delle cooperative, aziende e organizzazioni di produttori del territorio regionale.

Il programma dello stand della Regione Emilia-Romagna

Nella prima giornata, la degustazione riguarda i prodotti innovativi, con preparazioni a base di sarde marinate, granchio blu, alghe e marinati di Comacchio, affiancate da show cooking dedicati a paste ripiene, piadine all’alga e polpette di granchio. La seconda giornata è interamente dedicata al tema delle ostriche, proposte in purezza, gratinate e in risotto mantecato, con declinazioni che valorizzano sia la materia prima sia le tecniche di trasformazione; la terza giornata ha come focus le vongole, presentate in guazzetto, in primi piatti e in abbinamento a legumi e verdure, con un percorso che include anche una preparazione finale a base di cozze gratinate. La quarta giornata, infine, è dedicata alle cozze, con guazzetti, marinare su crostone e tagliolini. Sia gli show cooking che le sessioni di degustazione sono strutturati in due fasi consecutive: nella prima lo chef, in affiancamento diretto al produttore, curerà la presentazione tecnico-descrittiva del prodotto, illustrandone le caratteristiche qualitative, le modalità di trasformazione e le potenzialità applicative in ambito professionale; seguirà una seconda fase interattiva nella quale, a piatto servito ai partecipanti, sarà attivata una sessione di confronto tecnico con domande e risposte.

Undici le cooperative, aziende e organizzazioni di produttori presenti: Coop.va Work and Service, Coop.va Ulisse, Mariscadoras, Ecopesce, Coop. Sant’Antonio, Coop.va Gorino, Naturedulis, Co.Ge.Mo Rimini, Co.Ge.Mo Ravenna, OP – Coop. Cattolica e Cozza Etrusca Ittica Luciani.

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