Capitolo della Confraternita Ossi de Porco & Champagne il 1° febbraio al Picoverde di Custoza un evento enogastronomico imperdibile – Tra gli ospiti prestigiosi, Edoardo Raspelli

Domenica 1 febbraio a Custoza tra i vigneti ed i campi di broccoletti

UN PRANZO A RICORDO DI ESSENZIALITÀ E POVERTA’:
COME UN TEMPO A BASE DI OSSA DI MAIALE

31 associazioni hanno aderito all’evento della Confraternita Ossi de Porco & Champagne

CUSTOZA (VR)- Domenica 1° febbraio a pranzo si terrà a Custoza, al ristorante Picoverde, il capitolo della Confraternita Ossi de Porco & Champagne.

Un capitolo quanto mai importante quello di quest’anno per la confraternita di Custoza. Vi parteciperanno 31 confraternite enogastronomiche di Veneto, Lombardia, Trentino, Piemonte, Emilia-Romagna.

Sarà presente Marco Porzio, presidente della Fice, la Federazione Italiana dei Circoli Enogastronomici.

Molto prestigiosi gli ospiti. A cominciare da Edoardo Raspelli, giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano, noto soprattutto per aver condotto programmi televisivi, come Melaverde, dedicati al cibo e alla gastronomia e che ora sta completando la terza edizione del suo programma L’ITALIA CHE MI PIACE…IN VIAGGIO CON RASPELLI.

Edoardo Raspelli è diventato una figura riconosciuta nel panorama mediatico italiano grazie alla sua esperienza nel settore enogastronomico e alla sua capacità di comunicare passione e competenza riguardo alla cucina e ai prodotti italiani. Accanto a lui la promoter, fotomodella e “Miss Senza Trucco” Priscilla Gatta.

Importante anche la presenza di Francesco Bernocchi, storico e scrittore, noto per aver approfondito e promosso la conoscenza della storia e della cultura della città di Prato e del suo territorio. È autore di numerosi libri e pubblicazioni che esplorano le tradizioni culinarie, i prodotti locali e le peculiarità gastronomiche del territorio toscano.

La Confraternita “Ossi de Porco e Champagne” nasce nel 2011 da un gruppo di amici durante una cena. Parlando sulle usanze della civiltà contadina di un tempo- usanze che rischiavano, e rischiano ancora, di scomparire- e ricordando la cucina “povera” del mondo in cui la fame era il nemico numero uno («O Francia o Spagna, si diceva in Veneto, basta che se magna») a fine serata viene lanciata l’idea di organizzare una cena a base di ossi de porco, l’estremo dono del maiale allevato per tutto l’anno dalla famiglia contadina e macellato per sostenerla nel periodo invernale. «El porsèl», recita un altro proverbio veneto, «l’è la musìna della fameia». Il maiale è il salvadanaio della famiglia, il cibo che permetteva alla famiglia contadina di traghettare l’inverno senza patire la maledetta fame.

Morello Pecchioli, presidente della Confraternita, giornalista, appassionato di storia, in particolare di quella della tavola, sostiene l’idea suggerendo «cibo povero, sì, ma vino ricco in abbinamento». Immediatamente il pensiero va allo champagne, anche perché fa parte della bella compagnia Gianni Magosso, commerciante, grande intenditore di vini e pignolo importatore delle bollicine create dall’abate Dom Pérignon. In un batter d’occhio la serata è organizzata: Franco Predomo, titolare del ristorante Tamburino Sardo di Custoza, offre il locale che, adesso, è la sede storica della confraternita e, alcuni confratelli macellai- Corrado Benedetti, Luigi Bortolazzi, Costanzo Compri, Stefano Franchini- offrono gli ossi… non proprio ridotti all’osso, ma quasi. La tradizione va rispettata.

Con gli anni la Confraternita si è arricchita con fior di professionisti di Verona e provincia, ma anche di altre città, e di amministratori attenti alla valorizzazione dei prodotti del territorio. Attualmente è composta di 40 soci, con una lista d’attesa di persone che chiedono di farne parte. Dopo il primo decennio in cui si sono rafforzati i valori dell’amicizia, la Confraternita grazie anche alla tenacia del vicepresidente Allegro Danese, dal 2020 decide di strutturarsi e di entrare a far parte delle Fice, la Federazione Italiana Circoli Enogastronomici. Gli obiettivi, come dichiara lo statuto, sono di far conoscere e valorizzare la cultura contadina del maiale che per secoli ha sostenuto e alimentato varie generazioni, condividendo in amicizia la buona cucina che “povera” non è più visto che oltre agli ossi il menu prevede cotechini, salami freschi e stagionati e via maialando.

NEL NOME DI CUSTOZA: VINI E BROCCOLETTI

Ma al di là dell’aspetto gastronomico e della convivialità, la Confraternita promuove attività culturali che valorizzano il territorio e i suoi prodotti, come il broccoletto di Custoza, prezioso ortaggio, presidio Slow Food, e il vino Custoza, quel vino che quando nei primi anni Settanta del secolo scorso fu promosso a DOC, fece gridare allo scrittore Cesare Marchi «Finalmente una vittoria!», riferendosi alle due sconfitte patite durante le guerre risorgimentali.

La Confraternita Ossi de Porco & Champagne porta avanti con generosità e passione anche un’intensa attività di solidarietà verso associazioni o persone che sostengono attività caritatevoli, condividendo il detto francescano «c’è più gioia nel donare che nel ricevere».
Un altro scopo ancora è la diffusione della cultura del “non spreco”, rimanendo fedeli al detto «del porco non si butta niente, nemmeno gli ossi». Questo è stato il tema di un concorso che, su iniziativa della Confraternita, che ha messo somme a favore della dotazione didattica delle scuole partecipanti, ha coinvolto gli alunni degli istituti superiori di Villafranca di Verona. Il successo è stato molto lusinghiero: la fantasia dei giovani, il possesso dei moderni mezzi di comunicazione, la convinzione nella cultura del non spreco, ha dato ragione all’iniziativa della Confraternita.

CUSTOZA DOC vigneti azienda Tabarini 

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