Presentato in Regione l’avviso pubblico lanciato dall’Amministrazione comunale per il bene, di sua proprietà, che comprende l’edificio nobiliare settecentesco, la biblioteca, una corte storica riqualificata e un parco monumentale di 28mila metri quadrati integralmente tutelato. Il sindaco Zuffi: “Percorso sfidante, cerchiamo un partner che condivida la nostra visione e con cui far crescere insieme Villa Boschetti”
BOLOGNA – Si apre una nuova stagione di governance per Villa Boschetti, il complesso monumentale di proprietà del Comune di San Cesario sul Panaro (Mo) proiettato a diventare un polo culturale vivo, continuo e riconoscibile, una vera e propria infrastruttura culturale collettiva.
Presentato oggi in Regione, a Bologna, l’avviso pubblico per l’attivazione di un partenariato speciale pubblico-privato che ha come obiettivo la piena valorizzazione e la gestione strategica di questo bene storico artistico di grande valore e importanza per il territorio e la comunità. Un passaggio importante verso una gestione condivisa e di lungo periodo: uno dei primi casi in Emilia-Romagna di applicazione di questo strumento innovativo in un comune non metropolitano e di piccole dimensioni.
Ad illustrare alla stampa il bando attivato dal Comune modenese, l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, il sindaco di San Cesario sul Panaro, Francesco Zuffi, l’assessora comunalecon delega a Cultura, Turismo e Promozione del territorio, Rita Rosi, e Monia Guarino, CEO di Atelier progettuale Principi Attivi, che ha accompagnato l’Amministrazione nello sviluppo dei percorsi partecipativi e dell’attività di ricerca-azione.
Una storia di quattro secoli, circa tre ettari di parco monumentale e oltre 3.000 metri quadrati di spazi storici in gran parte restaurati, in cui trova sede anche la biblioteca comunale: Villa Boschetti rappresenta uno dei principali patrimoni pubblici del territorio, con un valore stimato di 16,7 milioni di euro. Dopo un articolato ciclo pluriennale di interventi pubblici, il complesso si presenta oggi pienamente consolidato dal punto di vista strutturale e pronto per essere valorizzato attraverso la ricerca di partner chiamati a condividere una grande sfida di rilancio e attrattività.
Il partenariato speciale pubblico-privato si configura infatti come un contratto a titolo gratuito per l’Amministrazione: il bene resta integralmente pubblico, il Comune mantiene titolarità e indirizzo strategico, mentre il partner contribuisce allo sviluppo progettuale, alla gestione integrata delle funzioni culturali, alla capacità di attrazione di risorse e alla costruzione di reti territoriali. La durata iniziale del partenariato è fissata in dieci anni, con possibilità di rinnovo fino a un massimo complessivo di quindici anni. Con questa procedura, il Comune intende sviluppare un modello di gestione integrata di biblioteca, spazi espositivi, parco ed eventi, capace di trasformare Villa Boschetti da insieme di spazi utilizzati in modo discontinuo a polo culturale vivo, continuo e riconoscibile, assunto come infrastruttura culturale collettiva.
“L’obiettivo di questo partenariato non è di cercare un gestore di servizi, ma un partner culturale che condivida una responsabilità pubblica, una visione di lungo periodo e una capacità di costruire reti territoriali- spiega Allegni-. La Regione ha scelto di accompagnare questo percorso perché incarna pienamente ciò che intendiamo quando parliamo di patrimonio culturale come infrastruttura sociale, capace di generare benessere, relazioni, opportunità di crescita e coesione territoriale. È una sfida ambiziosa e fortemente innovativa per un Comune di piccole dimensioni, ma siamo convinti che le politiche culturali siano una leva concreta di qualità della vita per le comunità. Villa Boschetti lo rappresenta in modo esemplare. Ringrazio il Comune, il sindaco, l’assessora e tutti coloro che si sono fortemente impegnati per portare avanti questo progetto con professionalità e competenza, ma anche grande entusiasmo”.
“Il nostro obiettivo è la valorizzazione di Villa Boschetti come polo culturale e ricreativo- aggiunge il sindaco Zuffi-. Per cui abbiamo guardato al partenariato speciale pubblico-privato come lo strumento giusto per ricercare partner strategici che condividano la nostra visione. Ringrazio l’assessorato alla Cultura della Regione per il sostegno a questo percorso, che è molto sfidante per un Comune di piccole dimensioni come San Cesario. Tuttavia, ritengo che sia la strada giusta per provare a far crescere il complesso di Villa Boschetti, nella convinzione che le politiche culturali concorrano in modo concreto alla qualità di vita dentro una comunità”.
L’avviso
L’avviso, consultabile sul sito del Comune al link
individua specifiche leve di interesse per i soggetti potenzialmente coinvolti: un orizzonte temporale lungo, la messa a disposizione del complesso a titolo gratuito, la presenza di spazi già restaurati e funzionanti, il ruolo pubblico del progetto e la possibilità di operare all’interno di un contesto istituzionale orientato alla co-progettazione, alla sperimentazione culturale e alla costruzione di reti territoriali e sovracomunali.
Il partner, che potrà essere singolo o in forma aggregata, dovrà contribuire allo sviluppo progettuale, alla gestione integrata delle funzioni culturali, alla capacità di attrazione di risorse e finanziamenti e alla costruzione di reti territoriali e sovracomunali. Il partenariato è concepito come percorso evolutivo che potrà orientarsi, in coerenza con gli esiti della collaborazione, verso forme più strutturate di governance condivisa, come la Fondazione di Partecipazione.
I finanziamenti pubblici, dal Pnrr ai bandi ministeriali, hanno sostenuto il recupero delle infrastrutture; ora occorre farle vivere in modo continuativo, attraverso strumenti di collaborazione strutturata coerenti con i nuovi indirizzi nazionali. Non si ricerca un gestore di servizi, ma un partner capace di assumere una responsabilità pubblica condivisa nella trasformazione di Villa Boschetti in un’infrastruttura culturale collettiva stabile e riconoscibile, con visione culturale, competenze gestionali e attitudine al lavoro collaborativo con la comunità.
L’avviso è stato predisposto dal Comune con il supporto tecnico di Atelier progettuale Principi Attivi, che ha accompagnato l’Amministrazione anche nello sviluppo dei percorsi partecipativi e dell’attività di ricerca-azione. San Cesario sul Panaro è tra i primi enti locali ad applicare questo strumento in modo strutturato e operativo.
Gli investimenti del Comune per Villa Boschetti e il percorso partecipativo
Negli ultimi quindici anni l’Amministrazione comunale ha investito oltre 2 milioni di euro nel recupero e nella rifunzionalizzazione della Villa. Il complesso ospita stabilmente la biblioteca comunale, presidio culturale quotidiano che nel 2024 ha registrato oltre 4.300 accessi annui; nel periodo 2018–2024 il complesso ha accolto in media tra le 25 e le 40 iniziative culturali all’anno, confermando una vitalità già consolidata.
Accanto a questa ricchezza di attività, l’analisi tecnica condotta dall’Amministrazione ha evidenziato come le diverse funzioni presenti – biblioteca, attività culturali, iniziative associative, utilizzo degli spazi – siano oggi regolate da strumenti eterogenei, costruiti in fasi storiche differenti e privi di una regia unitaria. Il progetto futuro, quindi, non riguarda quindi la quantità delle attività, ma la forma del loro governo e la capacità di costruire una visione di medio-lungo periodo.
L’avviso nasce da un percorso strutturato di ascolto del territorio. Il processo partecipativo “Ideagiovani”, rivolto agli under 24, ha messo in luce il bisogno di spazi pubblici abitabili quotidianamente, non solo per eventi occasionali. Parallelamente, la ricerca-azione “Villa Boschetti: patrimonio di opportunità” ha coinvolto cittadini, associazioni e operatori culturali dell’area tra Modena e Bologna, restituendo una visione condivisa di bisogni e potenzialità. Il Comune è stato affiancato dal supporto tecnico di Atelier progettuale Principi attivi, che ha curato sia i percorsi partecipativi sia l’impostazione strategica dell’avviso.
Villa Boschetti
La costruzione, circa 3.700 mq di superficie coperta, complesso monumentale settecentesco di proprietà comunale, fu la residenza dei Conti Boschetti ed è il risultato di successivi accorpamenti e modifiche avvenute a partire dal ’700. La parte più antica risale infatti all’inizio del ’700 e corrisponde all’elegante facciata, mentre la parte più recente è quella che si affaccia sul giardino sorretta da imponenti arcate. Si collega alla villa un’ala ottocentesca con al centro una costruzione rotonda robusta chiamata “caffè haus”; un delizioso salottino dove i conti prendevano riposo durante le soleggiate giornate estive. Al piano terra il bel cortile quadrangolare, mantenuto così fin dalle origini, offre un’ottima acustica e per questo motivo è sede di numerosi spettacoli musicali e teatrali. Le sale del piano terra con begli affreschi sulle pareti (stemmi, fiaccole, strumenti musicali, fasci di grano, scene di caccia, ecc.) vengono ora utilizzate per mostre ed esposizioni. Salendo un grandioso scalone con una balaustra originale in terracotta si accede al piano nobile che ora è occupato (nell’ala destra) dalla biblioteca comunale, mentre l’ala sinistra è in attesa di restauro.
Il Parco
Il palazzo feudale dei Conti Boschetti a San Cesario sul Panaro, edificato nel secolo XV, fu trasformato in villa nel secolo XVI. Il parco storico vincolato, di circa 28.000 mq, è stato realizzato contemporaneamente e ha avuto una storia ricca di modifiche e trasformazioni, prima di assumere l’attuale aspetto che ha risentito sia delle influenze stilistiche dei vari periodi storici attraversati, sia della disponibilità economica della famiglia Boschetti. Luogo di grande interesse naturalistico, presenta al suo interno cespugli di bosso, un rilevante tiglio autoctono, alcuni platani monumentali, delle querce farnie, una magnolia, un cipresso d’America, una quercia del Libano e un gruppo di carpini.
Quadro normativo di riferimento
L’avviso per l’attivazione del partenariato speciale pubblico–privato per Villa Boschetti è promosso ai sensi dell’articolo 134, comma 2, del Decreto Legislativo 31 marzo 2023, n. 36 (Codice dei contratti pubblici), che disciplina le forme speciali di partenariato per la tutela, la gestione e la valorizzazione dei beni culturali mediante contratti a titolo gratuito e procedure semplificate. É redatto in conformità alle “Linee guida in materia di partenariato speciale pubblico-privato per gli istituti e i luoghi della cultura”, emanate dal ministero della Cultura – Dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale con decreto n. 79 del 1^ agosto 2025, diffuse con circolare n. 10 del 1^ agosto 2025.
Evoluzione normativa dell’istituto
Il partenariato speciale pubblico-privato si è progressivamente consolidato nell’ordinamento italiano, passando da una fase iniziale di sperimentazione a una disciplina organica:
●art. 151, comma 3, D.Lgs. 50/2016: introduzione come norma “aperta” per l’attivazione di forme speciali di partenariato sui beni culturali;
●art. 89, comma 17, D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore): estensione dell’istituto agli Enti del Terzo Settore;
●art. 134, comma 2, D.Lgs. 36/2023: pieno consolidamento nel nuovo Codice dei contratti pubblici, con qualificazione espressa come contratto a titolo gratuito, distinto da appalti, concessioni e sponsorizzazioni.
Caratteri distintivi del partenariato speciale
Il partenariato speciale pubblico-privato è uno strumento previsto dall’ordinamento nazionale per la valorizzazione dei beni culturali, fondato sulla condivisione della funzione pubblica e non su un rapporto prestazionale di tipo appaltistico. Si distingue strutturalmente da appalti di servizi, concessioni commerciali e sponsorizzazioni: non prevede corrispettivi economici a carico dell’Amministrazione, si basa su co-progettazione e governance condivisa e riguarda le attività di valorizzazione culturale nel loro complesso.
Il partenariato si colloca inoltre in coerenza con il Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42) e con la Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società (Convenzione di Faro, L. 1^ ottobre 2020, n. 133), che riconosce le comunità patrimoniali come attori nella gestione del patrimonio culturale.



