MANTOVA – Nel giorno di chiusura della mostra di Thomas Berra, Com’era luminosa la luna e blu tutta la valle, alla Casa del Mantegna si completa anche il ciclo di incontri “Arte e libri in dialogo”.
Sabato 21 febbraio, alle ore 11:00 si parlerà di “Orizzonti della figurazione tra XX e XXI secolo”; sarà un dialogo tra l’artista Thomas Berra e lo storico e critico Gianfranco Ferlisi, che per Oligo Editore ha recentemente dato alle stampa la monografia Tra guerra e pace. Ugo Celada da Virgilio 1943-1947. L’incanto della pittura negli enigmi dell’Italia sospesa, pubblicata in occasione dell’omonima mostra di Castiglione delle Stiviere che a Palazzo Menghini chiude il medesimo 21 febbraio.
Casa del Mantegna, Mantova
Sabato 21 febbraio 2026
11.00
Orizzonti della figurazione tra XX e XXI secolo
Dialogo tra Gianfranco Ferlisi
storico e critico d’arte, autore di Tra guerra e pace. Ugo Celada da Virgilio, 1943-1947 (Oligo)
e Thomas Berra, artista
Conduce la conversazione
A guidare l’incontro sarà Giulio Girondi, direttore di Oligo Editore.
Quarto e ultimo incontro del ciclo “Arte e libri in dialogo”
Incontri con gli autori di Oligo Editore
in occasione della mostra
THOMAS BERRA
Com’era luminosa la luna e blu tutta la valle
Sarà l’occasione per riflettere sul ruolo della pittura di figura in Italia nel Novecento e in questo primo quarto di XXI secolo, a partire dalla figura di Ugo Celada, che inizia la propria carriera artistica giovanissimo – era nato nel 1895 – alla fine degli anni ’10, riscuotendo nel clima culturale tra le due guerre un grande successo di critica e di pubblico, suggellato pure dalla partecipazione a varie Biennali di Venezia.
In quel contesto Celada rimase fedele a una cultura figurativa fondata su classicismo e modernità, dialogando con il clima promosso dalla rivista “Valori plastici”e del realismo magico, senza mai smarrire una propria autonomia. Ma Celada attraverserà tutto il Novecento – morendo nel 1995 – trasformandosi dopo la Seconda guerra mondiale in una figura carsica, entrando nel novero di coloro i quali scelsero di non adeguarsi alle nuove, e ormai maggioritarie, tendenze legate all’astrazione e all’informale, passando poi all’arte povera, al concettuale e alla pittura aniconica.


