I libri si rispettano usandoli, non lasciandoli stare: la Regione dedica a Umberto Eco una vetrofania a dieci anni dalla sua scomparsa

La vetrofania, con il disegno dell’illustratrice dell’Agenzia di informazione e Comunicazione, Agata Matteucci, da domani, 18 febbraio, sarà affissa alle pareti esterne della sede istituzionale, in viale Aldo Moro 52, a Bologna

BOLOGNA – “I libri si rispettano usandoli, non lasciandoli stare”. Con questa frase la Regione Emilia-Romagna ricorda Umberto Eco a dieci anni dalla sua scomparsa, il 19 febbraio 2016.

Un uomo seduto in cima a una pila di libri con una citazione di Umberto Eco che dice "I libri si rispettano usandoli, non lasciandoli stare."

Da domani, mercoledì 18 febbraio, nelle vetrate d’ingresso della sede di viale Aldo Moro 52, a Bologna, la frase accoglierà i dipendenti della Regione, le visitatrici e i visitatori, con una vetrofania dedicata all’intellettuale e semiologo alessandrino d’origine e bolognese d’adozione, accompagnata dal disegno dell’illustratrice dell’Agenzia di informazione e comunicazione della Giunta, Agata Matteucci, che lo ritraeseduto su una pila altissima di libri, da cui spuntano ritagli di giornali e fogli. Libri come quelli che ha amato, studiato e scritto.

Un omaggio a Eco, intellettuale e accademico, che ha lasciato un solco profondo nella nostra società e che ha contribuito a innovare gli studi universitari.

“Umberto Eco- afferma l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni– è stato un intellettuale poliedrico, uno degli scrittori e dei pensatori più rilevanti e incisivi della cultura contemporanea. Le sue parole, i suoi studi, i suoi scritti, dagli articoli ai romanzi, resistono al tempo, parlano ancora oggi alle studentesse e agli studenti, agli studiosi, al pubblico che negli anni ha seguito e amato le sue riflessioni. Intuizioni geniali, come il corso di laurea in Scienze della comunicazione fondato da lui nel 1993 o ancor prima quello in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo che contribuì a istituire, sempre all’Università di Bologna, hanno inciso in modo innovativo nell’ambito del mondo accademico. Bologna è stata anche la sua città, quella che ha scelto per gran parte della sua lunga carriera universitaria”.

“Eco- aggiunge Allegni– ha interpretato l’evoluzione della cultura di massa, anticipandone anche alcune direzioni come quelle segnate da internet e dai social media. La frase che la Regione ha scelto per ricordarlo richiama il suo profondo legame con i libri, come autore, studioso e collezionista. Un modo per ringraziarlo, per rendere omaggio a chi, come lui, ha fatto di quei libri un modo per parlare a tutte e tutti.  Sapere- chiude Allegni- che Bologna, la sua Bologna, accoglierà un fondo di libri di studio in uno spazio nuovo a lui dedicato, presso la Biblioteca universitaria, è motivo di orgoglio per tutta la comunità dell’Emilia-Romagna”.

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