FEDERCARNI CONFCOMMERCIO MANTOVA: NO AL DIVIETO DI COMMERCIALIZZAZIONE DEGLI EQUINI

Federcarni Confcommercio Mantova: – “Non si capisce il senso di voler mettere in discussione una tradizione culinaria secolare”

PORTO MANTOVANO (MN)-  “Il divieto di macellazione e commercializzazione degli equidi – cavallo, asino, mulo e bardotto – ridurrebbe la libertà di scelta di tanti consumatori, che non troverebbero più dei prodotti che costituiscono una fonte di occupazione per molti lavoratori e di reddito per numerose imprese della filiera, dai macellai agli allevatori fino ai distributori; prodotti che rappresentano elementi culturali e gastronomici radicati in Italia e anche nella nostra provincia, dove lo stracotto d’asino è una pietanza storica”. Lo afferma Federcarni Confcommercio Mantova.

“Negli ultimi tempi – sottolinea il presidente di Federcarni Confcommercio Mantova Ivano Braccaioli – assistiamo a una crescente diffusione di video che mostrano maltrattamenti animali, immagini che colpiscono e indignano. Tuttavia, è importante evitare che singoli episodi, per quanto gravi e inaccettabili, vengano utilizzati per orientare in modo generalizzato l’opinione pubblica contro un intero settore produttivo. Parallelamente, si sta promuovendo con sempre maggiore intensità un modello alimentare basato su prodotti sintetici e sostitutivi della carne, spesso proposti come unica alternativa etica e sostenibile. È giusto interrogarsi, però, anche sugli aspetti meno discussi di questa transizione. Tra questi: le condizioni di lavoro e le filiere produttive in Paesi economicamente fragili; l’impatto ambientale legato ai processi industriali, inclusi i consumi idrici ed energetici; gli effetti a lungo termine sulla salute derivanti da alimenti altamente processati e integratori sostitutivi”.

“Il confronto – prosegue Braccaioli – non può ridursi a una contrapposizione emotiva tra “buono” e “cattivo”. Come non si può giudicare un’intera comunità sulla base di singoli episodi di cronaca, allo stesso modo non si può delegittimare un comparto produttivo che, negli ultimi anni, ha compiuto passi significativi in termini di benessere animale, tracciabilità e controlli. Nel settore zootecnico esistono realtà che operano con standard elevati e nel pieno rispetto delle normative vigenti. In particolare, per quanto riguarda gli equidi, la normativa distingue chiaramente tra: equidi da affezione, non destinati alla macellazione; equidi allevati per la produzione alimentare, destinati al consumo secondo regole precise e controllate”.

“Ogni proposta normativa –  sottolinea Braccaioli – dovrebbe tenere conto di queste distinzioni e basarsi su dati oggettivi, evitando generalizzazioni che rischiano di penalizzare indiscriminatamente operatori corretti e consumatori consapevoli. Il tema centrale deve restare la libertà di scelta: garantire ai cittadini un’informazione completa, trasparente e scientificamente fondata, affinché possano decidere in autonomia cosa portare in tavola”.

“Non si capisce poi il senso di voler mettere in discussione una tradizione culinaria secolare, oltretutto a poche settimane dal riconoscimento della cucina italiana quale patrimonio immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco”, aggiunge Federcarni Confcommercio Mantova.

La Federcarni nazionale ha richiesto un confronto immediato, auspicando che il legislatore valuti con attenzione eventuali soluzioni normative alternative o correttive che tengano conto delle specificità produttive e territoriali e non compromettano la sostenibilità delle imprese coinvolte.

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