MANTOVA – Si è svolta, sabato 28 febbraio, nell’Atrio degli Arcieri di Palazzo Ducale di Mantova, la conferenza “L’arte illumina il cibo. La rivoluzione a tavola nel ’700”, nell’ambito del progetto “Giovani Studenti a Palazzo”, promosso dalla Società per il Palazzo Ducale di Mantova, in collaborazione con il Liceo Scientifico Statale Belfiore.
Ad aprire l’incontro è stato il richiamo al percorso avviato lo scorso anno sul Settecento mantovano e proseguito oggi con uno sguardo più ampio sul contesto europeo. «Il Settecento è un secolo talmente vivace che abbiamo deciso di fermarci ancora su questo periodo – è stato spiegato –. Quest’anno ci siamo staccati da Mantova per coglierne l’importanza nei cambiamenti europei, per poi tornarci con maggiore consapevolezza».
Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla direzione e allo staff del Palazzo Ducale per il supporto all’iniziativa, e in modo speciale a Mara Bertoli, studiosa e antiquaria di costumi storici, che per il secondo anno ha messo a disposizione gli abiti d’epoca indossati dagli studenti. «È diventata per noi una preziosissima collaboratrice», è stato detto.

Protagonisti della conferenza sono stati gli studenti del Liceo Scientifico “Belfiore”, che hanno guidato il pubblico in un articolato percorso tra Illuminismo e vita quotidiana.
«L’Illuminismo – hanno spiegato – riguarda molti aspetti della vita umana: società, politica, cultura e anche le abitudini alimentari», richiamando il pensiero di Locke, Kant, Montesquieu, Beccaria, Rousseau, Voltaire e Franklin. Ampio spazio è stato dedicato alla trasformazione della tavola tra Barocco e Settecento: dal banchetto come “teatro dell’eccesso” al nuovo ideale di razionalità, semplicità ed eleganza. «Si passa dalla meraviglia scenografica alla ricerca della funzionalità – hanno evidenziato –: cambia il servizio, nascono il menù, il tovagliolo e una nuova attenzione all’igiene e alla nutrizione».
La conferenza ha approfondito anche le differenze tra la tavola aristocratica, borghese e contadina, l’emergere di una cucina borghese e il diffondersi del cosiddetto “mangiare pitagorico”, basato su alimenti vegetali, considerato più naturale e salutare.
«Non di carni imbandite vengano le mense di quanti han voglia di più lungamente e più sanamente vivere», è stato ricordato citando la tradizione pitagorica ripresa nel Settecento. Il rapporto tra cibo e arte è stato letto attraverso la pittura di natura morta e di genere, da Munari a Chardin fino a Pietro Longhi, in dialogo con il teatro goldoniano. Particolare attenzione è stata riservata ai nuovi luoghi della socialità illuminista, come i caffè.
«Il caffè diventa simbolo della nascente borghesia perché favorisce il dialogo e l’attività intellettuale», è stato spiegato, accanto al rituale aristocratico della cioccolata in tazza, bevanda “di magro” e al tempo stesso simbolo di lusso e mondanità. La conferenza si è conclusa con una breve restituzione teatrale ispirata alla “Bottega del caffè” di Goldoni e con una visita tematica guidata dagli studenti negli spazi del Palazzo Ducale collegati agli argomenti trattati.
Progetto “Giovani Studenti a Palazzo”
Avviato nel 2015, il progetto “Giovani Studenti a Palazzo” coinvolge negli anni scuole superiori mantovane in attività di approfondimento culturale, con l’obiettivo di rendere gli studenti consapevoli dell’importanza storico-artistica del territorio e di promuovere un senso di responsabilità verso la conservazione e la valorizzazione del patrimonio.
Il percorso è stato seguito da Paola Cabrini, Lorenza Veneri e Paola Bonfanti per la Società per il Palazzo Ducale di Mantova e da Rosa Balestrieri per il Liceo Scientifico Statale Belfiore.

