LA CITTÀ DI MILANO TRA LE DIECI PROTAGONISTE DELLA LIMITED EDITION 2026
IN COLLABORAZIONE CON ENIT S.p.A.

Nutella 950g-Prezzo al pubblico consigliato: € 7,49
Milano è tra le protagoniste della nuova edizione di “Nutella® Buongiorno”, la limited edition 2026 realizzata da Nutella® in collaborazione con ENIT S.p.A., dedicata a 10 città d’arte italiane.
Un progetto che si inserisce in un percorso pluriennale giunto alla sua quarta edizione e costruito progressivamente attorno alla valorizzazione del territorio italiano.
Partner istituzionale dell’operazione è ENIT, che ha contribuito in modo determinante allo sviluppo dello storytelling e alla definizione delle città protagoniste, individuandole secondo criteri chiari e oggettivi: la selezione delle principali città d’arte per presenze turistiche complessive al 1° gennaio 2024, con un bacino superiore ai 100.000 abitanti, una rappresentazione delle tre macro-aree del Paese da Nord a Sud e l’identificazione di elementi iconici capaci di garantire l’immediata riconoscibilità di ciascuna destinazione, prevedendo almeno un monumento o simbolo distintivo per città.
Milano, insieme a Torino, Venezia, Bologna, Firenze, Perugia, Roma, Bari, Napoli e Palermo, è quindi protagonista di una serie di vasetti illustrati sviluppati con il contributo creativo dell’illustratore Antonio Colomboni, che segna un’evoluzione rispetto alle precedenti edizioni, introducendo un linguaggio visivo basato sull’illustrazione.
Nel caso del capoluogo lombardo, “Nutella® Buongiorno” restituisce un racconto che intreccia contemporaneità, identità e visione, trasformando la colazione in un momento di connessione con la città. Il vasetto dedicato a Milano interpreta alcuni dei suoi elementi più riconoscibili – dal Duomo al profilo dei grattacieli e dello skyline urbano – evocando un equilibrio unico tra storia e innovazione. Sul retro del vasetto è inoltre presente una tipicità gastronomica locale, il pan de mej, che aggiunge un ulteriore livello di racconto legato al gusto e alla tradizione milanese, completando l’omaggio alla città.
CURIOSITÀ E FUN FACTS SULLE DIECI CITTÀ D’ARTE REALIZZATE DA UFFICIO STUDI DI ENIT SPA
TORINO —Tra musei, tradizioni e misteri
Tra le meraviglie di Torino spicca il Museo Egizio, fondato nel 1824 e considerato il secondo museo egizio più importante dopo quello del Cairo, che accoglie oltre 30.000 reperti tra statue, mummie, papiri e oggetti funerari. La stessa Mole Antonelliana, simbolo della città, ospita inoltre il Museo Nazionale del Cinema, uno dei più rilevanti a livello internazionale.
Accanto ai suoi luoghi simbolo, Torino custodisce elementi identitari profondamente radicati nella tradizione. È la culla del cioccolato gianduja e possiede la rete di portici più lunga d’Europa, con oltre 18 chilometri di percorsi coperti che attraversano il centro storico. Anche il suo nome richiama il toro, animale simbolo della città: il celebre toro in bronzo di Piazza San Carlo è tra le curiosità più fotografate e, secondo la tradizione, calpestarne l’effigie porta fortuna e assicura un ritorno a Torino.
Tra gli elementi più iconici e carichi di significato figura infine la Sacra Sindone, conservata nel Duomo cittadino e considerata uno degli oggetti religiosi più analizzati al mondo. Esposta solo in occasioni straordinarie, continua ad attrarre studiosi, fedeli e curiosi, contribuendo a rendere Torino un importante centro di turismo culturale e religioso.
MILANO — Tra dettagli nascosti e cultura del quotidiano
Milano combina patrimonio storico e curiosità inattese: tra le guglie del Duomo si trova una Statua della Libertà scolpita nel 1810 da Camillo Pacetti, precedente a quella di New York. In via Giulini sorge la chiesa di San Vincenzino, lunga appena sei metri ma con una facciata alta dodici, costruita sui resti di un edificio precedente. Nei pressi della Basilica di Sant’Ambrogio, la Colonna del Diavolo presenta due fori all’altezza di circa un metro, mentre nel Parco Sempione il Ponte delle Sirene, che attraversa un piccolo ruscello, è legato alla tradizione secondo cui baciarsi lì eviterebbe il tradimento. Nel Parco del Portello si trova invece la panchina più lunga del mondo, lunga 208 metri, realizzata con 500 gambe di ferro, 1800 stecche di legno da quattro metri e oltre 25.000 viti. Sul piano gastronomico, i mondeghili raccontano una cultura del recupero profondamente radicata: preparati con carne avanzata di bolliti o arrosti, arricchiti con pane raffermo, uova, formaggio e aromi e poi fritti nel burro, rappresentano un esempio concreto di cucina attenta a evitare sprechi. Le loro origini richiamano la dominazione spagnola e le “albóndigas”, restituendo una tradizione semplice ma identitaria.
VENEZIA — Un equilibrio unico tra acqua, storia e tradizioni
Venezia è una città unica al mondo, costruita su 118 isole collegate da 435 ponti e attraversate da 176 canali, un sistema che ne definisce in modo distintivo l’identità urbana. Tra le sue peculiarità, Calle Varisco è la via più stretta, con una larghezza massima di 53 centimetri, mentre il Sotoportego Zurlin rappresenta uno dei passaggi più bassi della città. Secondo una leggenda, le mura di Calle Varisco si chiuderebbero su chi ha commesso un omicidio, punendo l’anima impura. Prima dell’introduzione del calendario gregoriano, a Venezia l’anno iniziava a marzo e i mesi venivano conteggiati di conseguenza: da qui deriverebbe la denominazione di settembre, ottobre, novembre e dicembre come settimo, ottavo, nono e decimo mese. La Repubblica continuò a utilizzare questo sistema indicandolo con la sigla “m.v.”, ovvero “more veneto”. Venezia ha inoltre avuto un ruolo significativo nella diffusione del caffè in Europa: già nel 1720 apriva in Piazza San Marco il Caffè Florian, uno dei più antichi ancora attivi.
BOLOGNA — Cultura, sapere e tradizione gastronomica
Bologna esprime un equilibrio distintivo tra architettura, cultura e tradizione gastronomica. I suoi portici, che si sviluppano per quasi 40 chilometri, rappresentano un sistema urbano unico, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO. In questo contesto prende forma anche uno dei simboli più iconici della cucina italiana, le tagliatelle, la cui struttura è stata definita per valorizzare il ragù alla bolognese. Fondata nel 1088, l’Università di Bologna è la più antica del mondo occidentale e ha avuto un ruolo centrale nella diffusione del sapere. Tra gli episodi più significativi della sua storia culturale, anche il passaggio di Wolfgang Amadeus Mozart, che qui completò una tappa fondamentale del proprio percorso formativo diplomandosi all’Accademia Filarmonica nel 1770, a soli 14 anni.
FIRENZE — Il Rinascimento tra ingegno e tradizione
Firenze è una città in cui patrimonio artistico e innovazione convivono da secoli: già nel Trecento fu tra le prime in Europa a dotarsi di strade lastricate, mantenute pulite e asciutte. Il Duomo, la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, ospita la più grande cupola in muratura mai realizzata, mentre il Corridoio Vasariano, lungo circa 750 metri, collega Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti passando sopra il Ponte Vecchio, permettendo alla famiglia Medici di spostarsi in sicurezza e riservatezza. L’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella, attiva dal XIII secolo, è considerata la farmacia più antica del mondo e continua a tramandare una tradizione erboristica basata su ingredienti naturali coltivati nei propri giardini. Tra le curiosità più radicate nell’esperienza della città, la Fontana del Porcellino – in realtà un cinghiale in bronzo – è al centro di un rituale preciso: strofinarne il muso, inserire una moneta nella bocca e lasciarla cadere nella grata sottostante è considerato di buon auspicio e simbolo di ritorno a Firenze. L’originale in marmo, realizzato da Pietro Tacca nel XVII secolo, è oggi conservato agli Uffizi, mentre la statua attuale, pur essendo una copia, ha assunto un forte valore affettivo e simbolico.
PERUGIA — Radici etrusche e identità resiliente
Perugia conserva in modo evidente le tracce del proprio patrimonio più antico: le sue origini risalgono ai secoli XI e X a.C., con insediamenti villanoviani sviluppati alle pendici della collina. Secondo Catone il Vecchio, la città fu inizialmente abitata dagli umbri, in particolare dai sarsinati, e successivamente si sviluppò come centro etrusco, diventando una delle dodici lucumonie della confederazione. In questo contesto si colloca anche lo scontro con l’esercito romano guidato da Quinto Fabio Massimo Rulliano, concluso con una tregua di trent’anni. Ancora oggi è possibile riconoscere la cinta muraria etrusca. Il grifone, simbolo della città, rappresenta la sua identità mitica, mentre il Mini Metro racconta una dimensione contemporanea in dialogo con la storia. Tra le tradizioni più caratteristiche, il pan sciapo – pane senza sale – nasce da una reazione alle imposizioni fiscali, diventando espressione concreta dell’identità locale.
ROMA — Tra monumentalità e misteri nascosti
Roma affianca al suo straordinario patrimonio monumentale una dimensione più enigmatica e stratificata: oltre 930 chiese e più di 2.000 fontane scandiscono il tessuto urbano, tra luoghi simbolici e spazi della quotidianità. Nel Rione Esquilino, in Piazza Vittorio, si trova la Porta Alchemica, una delle più importanti testimonianze esoteriche al mondo, caratterizzata da simboli e iscrizioni che il marchese Massimiliano Savelli, non riuscendo a decifrare, decise di rendere pubblici. Questi elementi rimandano a una visione in cui trasformazione della materia, natura e conoscenza si intrecciavano, riflettendosi anche nell’uso di erbe aromatiche e officinali – rosmarino, salvia, menta, timo, finocchio e camomilla – impiegate sia in ambito culinario sia per rimedi naturali. Anche la Cupola di San Pietro offre un curioso effetto ottico: osservata da Villa Pamphili sembra rimpicciolirsi avvicinandosi e ingrandirsi allontanandosi. Tra le curiosità più suggestive, la cosiddetta “Sedia del Diavolo”, nel quartiere Africano, è legata alla leggenda secondo cui chi vi si avvicinasse potrebbe acquisire capacità di guarigione e poteri profetici.
NAPOLI — Dove mito e identità mediterranea si fondono
Napoli è una città in cui mito e storia si intrecciano fin dalle origini: fondata dai Greci nel VI secolo a.C. come Partenope sull’isolotto di Megaride, deve il suo nome alla sirena che, secondo la leggenda, si lasciò morire dopo aver fallito nell’incantare Ulisse. A questa figura è legata anche una delle espressioni più iconiche della tradizione locale: si racconta infatti che ogni primavera la sirena emergesse dalle acque del Golfo e che gli abitanti le offrissero farina, ricotta, uova, grano, zucchero, spezie e acqua di fiori d’arancio, dando origine alla pastiera, simbolo dei sapori mediterranei introdotti dai Greci. Nel tempo, Napoli si è affermata come crocevia di civiltà – bizantina, normanna, angioina, aragonese e borbonica – e come uno dei principali porti del Mediterraneo, contribuendo alla diffusione della cultura greca in ambito romano. Oggi il suo centro storico è riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
BARI — Tradizione, leggende e identità popolare
Bari è una città fortemente identitaria, il cui patrimonio è profondamente legato alla figura di San Nicola, le cui reliquie sono custodite nella Basilica cittadina. Furono i marinai di Myra, nell’attuale Turchia, a trasportarle nell’XI secolo per proteggerle e, secondo la tradizione, una tempesta si placò miracolosamente durante il viaggio grazie all’invocazione del santo. Attorno a questa figura si sviluppa un immaginario ricco di leggende, tra cui quella del drago sconfitto dal cavaliere Boemondo e quella dell’Ebreo Errante, destinato a vagare in eterno. Il lungomare Nazario Sauro, che si estende fino a circa 15 chilometri considerando l’intero tratto costiero, rappresenta uno degli elementi più distintivi del paesaggio urbano. A completare questo racconto, il “pane e pomodoro” è non solo un simbolo della cucina contadina, ma anche una colazione o merenda tradizionale profondamente radicata nella vita quotidiana.
PALERMO — Un crocevia di culture nel cuore del Mediterraneo
Palermo racconta una storia millenaria che affonda le sue radici nell’VIII secolo a.C., quando i Fenici la fondarono con il nome di “Ziz”, ovvero “fiore”, poi trasformato dai Greci in “Panormo”, “porto fluviale”. Questa stratificazione si riflette in un patrimonio artistico e architettonico di grande valore, di cui il Teatro Massimo – il più grande teatro d’opera d’Italia e il terzo in Europa – rappresenta uno degli esempi più emblematici. La sua notorietà è amplificata anche dal cinema: qui è stata girata la scena finale de Il Padrino – Parte III, e durante le riprese cast e troupe entrarono in contatto con la cultura gastronomica locale, apprezzando in particolare lo street food palermitano. La città è inoltre parte del sito UNESCO “Palermo arabo-normanno e le cattedrali di Cefalù e Monreale”, testimonianza della ricchezza delle influenze che ne hanno costruito l’identità nel tempo.
#NutellaBuongiorno
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«L’Italia si conferma tra i Paesi più desiderati al mondo e le sue città d’arte ne rappresentano l’immagine più iconica e riconoscibile. Allo stesso tempo, sono una leva straordinaria per accompagnare i viaggiatori alla scoperta di territori meno battuti, ampliando lo sguardo sull’intera ricchezza del Paese. In questo percorso, la collaborazione con Nutella® rappresenta per noi una partnership strategica: turismo ed enogastronomia sono un connubio imprescindibile per raccontare l’Italia in modo autentico e contemporaneo. Siamo particolarmente felici di questa edizione, che riesce a tenere insieme, con creatività, il gusto delle immagini e quello, inconfondibile, che le accompagna». (Ivana Jelinic, Amministratore Delegato ENIT S.p.A.)
«Nutella® da sempre costruisce legami profondi con i propri consumatori con i quali promuove un dialogo caratterizzato da creatività, condivisione e passione per una marca capace di elevarsi a icona culturale in grado di attraversare intere generazioni. Il percorso intrapreso con ENIT S.p.A. valorizza il territorio attraverso un linguaggio accessibile e riconoscibile. La nuova limited edition celebra dieci grandi città d’arte italiane grazie a una collezione di vasetti unici, che si fanno portavoce di simboli, luoghi e tradizioni tipici del nostro Paese». (Fabrizio Gavelli, Presidente e Amministratore Delegato di Ferrero Commerciale Italia)
