CARABINIERI PER LA GENTE E TRA LA GENTE: SALA GREMITA A SOAVE PER L’INCONTRO SULLA PREVENZIONE DELLE TRUFFE. IL MARESCIALLO GENCHI: “DA OGGI ABBIAMO NUOVE SENTINELLE SUL TERRITORIO”

PORTO MANTOVANO (MN)- Una sala affollata in ogni ordine di posto, sguardi attenti ed un’atmosfera di palpabile partecipazione civica e di calore umano hanno fatto da magnifica cornice all’incontro pubblico tenutosi nei giorni scorsi nella frazione di Soave di Porto Mantovano.

L’evento, promosso e fortemente voluto dall’Arma Mantovana, si inserisce nel più ampio, capillare e strategico “Progetto di Ascolto” dei Carabinieri. Si tratta di un’iniziativa istituzionale di fondamentale importanza, concepita per consolidare il legame di fiducia storica con la cittadinanza, abbattere qualsiasi distanza tra istituzioni e cittadini e garantire una presenza costante, visibile e, soprattutto, rassicurante sul territorio.

La direttiva dell’Arma dei Carabinieri, che riflette la vocazione secolare della Benemerita, è chiara e si traduce in un impegno quotidiano e instancabile: stare in mezzo alla gente. Ed è proprio declinando nel concreto la filosofia dei “Carabinieri per la Gente e tra la Gente” che si è sviluppato questo importante momento di confronto, dialogo ed informazione. Il focus centrale della giornata è stato un tema purtroppo sempre di stringente attualità e dal forte impatto sociale: la prevenzione delle truffe, con un’attenzione particolare, sensibile ed affettuosa verso quelle odiose condotte perpetrate ai danni delle fasce più vulnerabili ed anziane della popolazione.

Un centinaio di persone – tra anziani, famiglie e cittadini di ogni età uniti dal desiderio di proteggere la propria comunità – si sono ritrovate per seguire con estremo interesse e un rispettoso silenzio l’intervento del Maresciallo Niccolò Genchi, Comandante della Stazione Carabinieri di Porto Mantovano. Durante la lunga e articolata conferenza, sono stati sviscerati in profondità tantissimi argomenti legati alla quotidianità. I presenti hanno interagito attivamente e, in molti degli esempi riportati dai militari, i cittadini si sono potuti facilmente ritrovare, condividendo a cuore aperto le proprie esperienze dirette, i propri dubbi e i propri timori.

Il Maresciallo Genchi, adottando un linguaggio chiaro, diretto e privo di eccessivi tecnicismi, ha illustrato le subdole tecniche di raggiro e di manipolazione psicologica più comunemente utilizzate dai malintenzionati, fornendo ai cittadini un vero e proprio vademecum salvavita, un elenco di consigli utili e pratici per difendersi efficacemente:

  • Attenzione ai finti operatori di servizi pubblici: È fondamentale diffidare categoricamente da chiunque si presenti alla porta o al cancello di casa qualificandosi come tecnico di luce, gas, acqua, operatore ecologico o ispettore INPS per presunte perdite, controlli di rete, rimborsi o adeguamenti contrattuali. L’allerta deve essere massima se queste figure chiedono di visionare bollette, contanti o, con la scusa di “proteggerli dalle radiazioni” o da “fughe di gas”, invitano a riporre i gioielli nel frigorifero. Gli enti ufficiali preavvisano le visite tramite comunicazioni cartacee certificate e non mandano mai, in nessun caso, i propri operatori a riscuotere denaro contante o a controllare i valori custoditi a domicilio.
  • La spietata truffa del finto Carabiniere, del finto Avvocato o dell’incidente: I truffatori sono abili attori che giocano sul fattore sorpresa e sul terrore. Nessuna Forza dell’Ordine (Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza), né alcun avvocato o impiegato del tribunale, chiamerà mai a casa o sul cellulare chiedendo soldi in contanti, bonifici urgenti o gioielli d’oro per pagare fantomatiche “cauzioni”, “multe” o “spese legali” a favore di un figlio, un nipote o un parente stretto improvvisamente coinvolto in un finto e grave incidente stradale. Nell’ordinamento giuridico italiano questa procedura semplicemente non esiste: si tratta sempre e solo di una truffa.
  • La tecnica dell’abbraccio, della finta beneficenza o del finto pacco: In strada, nei parcheggi dei supermercati o vicino ai cimiteri, occorre diffidare di chi si avvicina in modo eccessivamente espansivo, cercando un contatto fisico (un abbraccio improvviso, una stretta di mano prolungata) magari fingendo di essere un vecchio conoscente di famiglia o offrendo cianfrusaglie in dono. È un trucco rapido per sfilare orologi di valore, collanine o portafogli. Attenzione anche al “finto corriere” che richiede il pagamento in contanti per un pacco misterioso apparentemente ordinato da un nipote.
  • Non aprite agli sconosciuti: Resta la regola d’oro e la prima barriera di difesa. Non bisogna mai far entrare in casa persone non conosciute, anche se si presentano con modi squisiti, abiti eleganti, finti tesserini di riconoscimento al collo o se simulano malori chiedendo un bicchiere d’acqua.
  • Non siete soli, chiamate subito il 112: Il consiglio più accorato e ripetuto rivolto ai presenti è stato quello di mettere da parte qualsiasi remora, paura o senso di vergogna, sentimenti su cui i truffatori contano per garantirsi l’impunità. Al minimo sospetto, se qualcuno si presenta alla porta con richieste anomale, o se si riceve una telefonata allarmante, la primissima cosa da fare è non farsi prendere dal panico, chiudere la porta (o riagganciare il telefono) e comporre immediatamente e senza esitazione il Numero Unico di Emergenza 112. Un operatore dell’Arma sarà sempre pronto ad ascoltare, rassicurare, dare un consiglio e far intervenire immediatamente una gazzella. Chiamare il 112 non è mai un disturbo, ma un diritto del cittadino.

Al termine dell’esposizione si è aperto un vivace dibattito in cui i cittadini hanno posto numerose domande.

A margine del partecipato evento, l’Arma dei Carabinieri ha voluto ribadire il senso profondo dell’iniziativa, esprimendo grande soddisfazione per la straordinaria risposta della comunità:

«Vedere una sala così affollata, così viva, partecipe e attenta è per noi Carabinieri motivo di profondo orgoglio e ci spinge a fare sempre di più. Il nostro obiettivo principale, la vera essenza del nostro lavoro di prossimità quotidiana, è fare in modo che nessuno si senta mai lasciato solo, fragile o indifeso di fronte a chi, senza alcuno scrupolo, cerca di approfittarsi della buona fede e dell’ospitalità altrui. I cittadini devono sapere che i Carabinieri ci sono, sono al loro fianco e la porta della nostra Caserma è sempre aperta. Ma il risultato più bello ed emozionante di questa giornata di ascolto è un altro: da oggi, grazie a questo incontro e allo scambio reciproco di informazioni, sul territorio di Porto Mantovano abbiamo delle nuove sentinelle. Cento cittadini in più che da questo momento sono più consapevoli, più attenti e pronti a proteggere non solo se stessi, ma anche i propri vicini di casa, segnalandoci tempestivamente ogni situazione anomala o veicolo sospetto. La vera sicurezza di una comunità si costruisce proprio così: insieme, creando una rete di protezione in cui ognuno fa la sua parte.».

La prevenzione e la sicurezza partecipata passano innanzitutto attraverso la corretta informazione e la solida rete della solidarietà comunitaria. L’evento ha rappresentato un successo su tutti i fronti, non solo per l’altissima e sentita affluenza, ma soprattutto per l’eccellente sinergia istituzionale e sociale creata sul territorio.

Questa lodevole iniziativa è stata infatti brillantemente organizzata dall’Arma dei Carabinieri di Porto Mantovano grazie alla preziosa, immancabile e fondamentale collaborazione del Centro Anziani di Soave e dell’Associazione Vivi Soave di Porto Mantovano. Queste realtà associative rappresentano un vero e proprio collante sociale per la frazione, e il loro impegno dimostra in modo tangibile che la sicurezza, la serenità e il benessere di un intero paese sono un traguardo prezioso che si raggiunge solo camminando uniti, istituzioni e cittadini, fianco a fianco.

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