MEDEA. Fragments of Memory di Tamara Kvesitadze, un’esperienza immersiva a Palazzo Bragadin a Venezia

Soundtrack “Medea” di Soundwalk Collective
9 maggio – 31 ottobre 2026
Palazzo Bragadin

6480 Barbaria delle Tole, Castello, Venezia

Cinque manichini bianchi, disposti in fila, mostrano diverse posizioni e forme geometriche, evidenziando il design artistico delle figure.
Tamara Kvesitadze

VENEZIA – Con Medea. Fragments of Memory, Tamara Kvesitadze sviluppa un dispositivo installativo che interroga la memoria come processo instabile, stratificato e intrinsecamente politico. Il progetto, presentato da Eka Enukidze e Hervé Mikaeloff e concepito per gli spazi di Palazzo Bragadin, si articola come un campo di tensioni tra forma e dissoluzione, presenza e perdita, radicamento e dislocazione. La mostra è realizzata con il supporto di Kornfeld Gallery Berlino, Atelier Visconti e David Bezhuashvili Education Foundation.

Scultura moderna in rosso rappresentante una figura umana stilizzata, con linee fluide e curve accentuate, posizionata su uno sfondo grigio.
Tamara Kvesitadze

La figura di Medea – tradizionalmente inscritta nel paradigma tragico – viene qui sottratta alla dimensione narrativa per essere riformulata come condizione epistemica. Più che soggetto, Medea diventa vettore: una soglia attraverso cui leggere le dinamiche dell’esilio, della trasformazione e della discontinuità culturale. Il riferimento alla Colchide, territorio mitico associato alle origini georgiane, non opera come semplice ancoraggio identitario, ma come campo simbolico attraversato da stratificazioni storiche e geografiche.

Nel progetto dell’esposizione, Venezia si configura come dispositivo critico. La città – intesa come archivio fragile e organismo liminale – incarna una condizione di precarietà permanente, sospesa tra conservazione e scomparsa. Questa tensione trova una traduzione formale in un modello urbano modulare che emerge e si ritrae ciclicamente: un’architettura elementare che si costituisce e si disgrega, mettendo in crisi l’idea di stabilità e permanenza.

Scultura murale con figure umane in nicchie illuminate, rappresentanti varie pose e stati d'animo.
Tamara Kvesitadze

All’interno della mostra le superfici in carta rossa e blu, segnate da fratture e accumuli materici, operano come piani di iscrizione della memoria.

Non rappresentano, ma trattengono: sono residui, tracce, campi di intensità in cui il tempo si deposita senza mai fissarsi definitivamente. In questo contesto, l’immagine di Medea si manifesta come eco dislocata, una presenza che insiste nella sua stessa trasformazione.

Le sculture cinetiche introducono una dimensione temporale e corporea che destabilizza ulteriormente la percezione.

Reptile, struttura ibrida che connette pavimento e parete, mobilita un immaginario arcaico e pre-culturale. Il rettile, figura di mutazione e sopravvivenza, si configura come asse simbolico del lavoro: una “spina dorsale” della memoria che attraversa trauma e trasformazione. La frammentazione del corpo – ridotto a una sequenza di piedi femminili – nega qualsiasi possibilità di totalità, insistendo su una logica di discontinuità e slittamento. Analogamente, Whirling Woman introduce una coreografia minimale e incessante, in cui la rotazione diventa forma di pensiero.

Scultura di due figure stilizzate che si abbracciano, realizzata in una finitura bianca liscia, esprimendo intimità e connessione.
Tamara Kvesitadze

Il corpo non si orienta, ma si disperde in una temporalità circolare che elude ogni teleologia. In questa sospensione, l’esilio si configura non come condizione transitoria, ma come stato permanente dell’essere.

La dimensione sonora, sviluppata da Stephan Crasneanscki in collaborazione con Simone Merli, fondatori di Soundwalk Collective, estende ulteriormente il campo percettivo. La composizione “Medea” – costruita a partire da onde radio, frammenti vocali e registrazioni ambientali dell’area del Mar Nero – funziona come un paesaggio acustico discontinuo, in cui la narrazione si dissolve in una costellazione di tracce sonore. Più che accompagnare, il suono destabilizza, introducendo una dimensione immersiva che eccede la visione.

Scultura di un uomo seduto su un grande pesce, con due lunghe aste che lo sorreggono.
Tamara Kvesitadze

In Medea: Fragments of Memory Kvesitadze costruisce un ambiente in cui l’esperienza precede l’interpretazione. Il lavoro non si offre come sistema chiuso, ma come campo aperto di relazioni in cui il soggetto è chiamato a negoziare continuamente il proprio posizionamento. La memoria, in questo contesto, non è mai dato, ma processo: un movimento incessante tra emersione e cancellazione.

Biografie

Tamara Kvesitadze (Tbilisi, 1968) è un’artista georgiana nota per le sue sculture cinetiche e installazioni monumentali, in cui movimento, ingegneria e dimensione emotiva si intrecciano.

Scultura che rappresenta un uomo seduto su un grande pesce, con un bastone in mano.
Tamara Kvesitadze (particolare)

Laureata in Architettura presso la Tbilisi Technical University, vive e lavora a Tbilisi. Ha realizzato numerose mostre personali, tra cui quella alla KORNFELD Galerie Berlin (2020; 2025); D Contemporary a Londra (2016); Atelier Visconti a Parigi (2013) e il Padiglione Georgiano della 54. Biennale di Venezia (2011). Ha inoltre partecipato a collettive internazionali presso istituzioni come Saatchi Gallery (Londra), Sotheby’s (Londra), Leo Gallery Shanghai x Chun Art Museum (2024) e alla 52. Biennale di Venezia (2007). Tra le sue opere pubbliche più note figurano le sculture cinetiche Man and Woman (Batumi, Georgia, 2010; Vietnam, 2018; Nuova Zelanda, 2024), Sigh (Wuxi, Cina, 2019) e Hours (Tbilisi, 2012). Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private internazionali, tra cui The Tia Collection (USA), The Chinshea Museum (Cina), il Comune di Tbilisi, il Comune di Batumi e il Deji Art Museum (Nanchino).

Scultura astratta di teste bianche sovrapposte su una base circolare, con espressioni serena e contemplativa.
Tamara Kvesitadze (particolare)

Soundwalk Collective è un gruppo internazionale di sound art fondato da Stephan Crasneanscki e Simone Merli, noto per progetti site-specific che intrecciano ricerca concettuale, field recording e composizione sperimentale. Il collettivo collabora con figure di rilievo come Patti Smith, Nan Goldin, Sasha Waltz e Charlotte Gainsbourg, sviluppando opere che esplorano memoria, tempo e trasformazione. La loro produzione spazia da installazioni e performance a colonne sonore, tra cui l’original score per il documentario sulla vita di Nan Goldin All the Beauty and the Bloodshed, diretto da Laura Poitras e vincitore del Leone d’Oro alla Biennale Cinema di Venezia nel 2022. Nel 2024 hanno presentato Correspondences, una nuova performance. Soundwalk Collective ha esposto e realizzato performance in istituzioni internazionali quali BAM, Centre Pompidou, CTM Festival, documenta, Louvre Abu Dhabi, Manifesta, New Museum, Reethaus, TPMM Tbilisi e Volksbühne Berlin.

Due statue stilizzate di donna in un contesto marittimo, con navi sullo sfondo.
Tamara Kvesitadze

Medea

Fragments of Memory

Sede: Palazzo Bragadin, 6480 Barbaria delle Tole, Castello, Venezia
Presentata da: Eka Enukidze, Hervé Mikaeloff
Artista: Tamara Kvesitadze
Suono: Soundtrack “Medea” di Soundwalk Collective

9 maggio – 31 ottobre 2026

visita su appuntamento; per prenotazioni: xavierdemontrond@gmail.com

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