Galleria Maiocchi15 inaugura martedì 21 aprile, dalle ore 19,
la mostra Sospensioni di Luce: I Sussurri della Materia, la prima personale di Chiara Genini.
L’evento sarà accompagnato da un cocktail party e da un
concerto di arpa e violino.
MILANO – Dal 21 aprile al 17 maggio 2026, la Galleria Maiocchi15 (via Achille Maiocchi 15 a Milano) presenta Sospensioni di Luce: I Sussurri della Materia, la prima mostra personale di Chiara Genini.
La luce, nelle opere di Chiara Genini, non illumina: abita. Si posa sulle superfici, ne percorre le pieghe, si ritrae nelle cavità e torna, diversa, a ogni spostamento di chi guarda. È in questo dialogo continuo tra materia e luce che prende forma la ricerca di Chiara Genini, presentata per la prima volta in una mostra personale con circa venti rilievi in gesso di diverse dimensioni.
Il titolo nasce dalle opere stesse. Ogni pezzo è una sospensione nel senso più preciso del termine: un’emozione fermata nell’istante prima della sua trasformazione, cristallizzata nel gesso senza per questo smettere di vibrare. I sussurri della materia sono le ombre che cambiano ed i volumi che parlano sottovoce.
Al centro della ricerca dell’artista, con rara coerenza, c’è la rosa. Non come soggetto decorativo, ma come forma essenziale: la spirale che si apre dal centro, i volumi che si sovrappongono, il movimento che si dispiega nello spazio. La geometria dell’emozione. Una forma che conosce insieme la forza e la fragilità, che si apre e al tempo stesso resiste. Nel gesso, questa tensione si fa permanente senza diventare definitiva, perché ogni sguardo la legge in modo diverso. Accanto alle rose, altre opere abbandonano il riferimento figurativo e seguono il puro movimento della materia: paesaggi di luce e ombra dove le pieghe creano atmosfere che cambiano con chi le attraversa. Alcune di queste opere dialogano tra loro oltre i confini della singola tela: il rilievo entra, esce, continua, come se ogni superficie fosse un frammento di un respiro più ampio.
Il processo costruttivo è parte integrante del linguaggio. Ogni opera nasce da una lunga e silenziosa fase di modellazione, in cui gesso, acqua e acrilico vengono lavorati con pennello, spatola e mani. La materia richiede ascolto: ha i propri tempi, e solo rispettandoli emergono i rilievi, strato dopo strato.
Il significato, davanti a queste opere, non viene consegnato allo spettatore. Come Chiara Genini ricorda citando David Lynch, è meglio non sapere troppo cosa significano le cose. Ogni visitatore porta la propria storia, e la materia la incontra, la amplifica, le dà una forma nuova. Queste opere non raccontano: risuonano.
Note biografiche
Chiara Genini nasce a Monza nel 1997. Sin da giovanissima manifesta una spiccata inclinazione artistica: a tredici anni vince una borsa di studio nel campo delle arti visive. Dopo il diploma artistico, nel 2021 si laurea in Comunicazione, Media e Pubblicità presso l’Università IULM di Milano, concludendo il percorso accademico con una tesi dedicata al rapporto tra artisti contemporanei e media digitali.
Nel 2022 fonda Fydia Studio, progetto che sintetizza la sua ricerca e apre uno spazio di sperimentazione tra materia, luce ed emozione. Le sue opere, riconosciute anche nel mondo del design e presentate in contesti internazionali tra cui il Salone del Mobile di Milano e diverse esposizioni in Europa, hanno rapidamente attirato l’attenzione di collezionisti. “Sospensioni di Luce: I Sussurri della Materia” segna il suo debutto espositivo ufficiale con una mostra personale a Milano.



